Nuove strategie di comunicazione in tema d’integratori nutrizionali

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Si è svolto a Milano il 1° expert meeting intitolato “#TNIntegratori – Nuove strategie di comunicazione verso medici, farmacisti e consumatori” organizzato da Tecniche Nuove Healthcare. Cinque ore di formazione e dibattito con 15 relatori e una platea di oltre 140 persone per parlare di integratori e confrontarsi sui principali bisogni con tutti i gli attori della filiera, dai produttori ai distributori, dai prescrittori ai consumatori.

Si è svolto a Milano il 1° expert meeting intitolato “#TNIntegratori – Nuove strategie di comunicazione verso medici, farmacisti e consumatori” organizzato da Tecniche Nuove Healthcare

Ha aperto la giornata di confronto e dibattito Sergio Liberatore (Managing Director Quintiles IMS Italia), illustrando i dati aggiornati di mercato. Il mercato degli integratori vale quasi 3,2 miliardi di euro ed è dominato senza confronti dalla farmacia che ne copre l’84%. La dinamicità del mercato ha stimolato la nascita e crescita di numerose imprese che, con oltre 18.000 prodotti, hanno deciso di investire in questo settore, tuttavia delle oltre 1.000 aziende presenti sul territorio italiano oltre la metà dell’intero fatturato si concentra in solo 40 di esse.

Benché il medico di medicina generale continui a essere il principale prescrittore di integratori, è in forte crescita l’interesse anche degli specialisti, in particolare pediatri, ginecologi, oftalmologi e anche geriatri.

Studi di nutrieconomia, un modo per migliorare la sostenibilità dell’Ssn

Giorgio Colombo (direttore scientifico Save – Studi Analisi Valutazioni Economiche) ha spiegato come gli integratori possano rappresentare un’opportunità per la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale, che si trova a cercare soluzioni a una domanda di salute sempre più elevata a fronte di risorse sempre meno disponibili. «Prevenire è meglio e può costare meno che curare. Se un integratore dimostra di ridurre l’insorgenza di una malattia, allora può ridurre i costi sanitari. Ne è un esempio l’acido folico, che al netto della spesa dell’integrazione, consente di risparmiare costi davvero ingenti legati a una malattia disabilitante come la spina bifida. Altri esempi sono gli omega 3 nella riduzione degli eventi cardiovascolari o la vitamina D nella prevenzione delle fratture in soggetti a rischio per osteoporosi. Ecco allora che a fianco degli studi di efficacia, per ottenere il riconoscimento dalle istituzioni, servono anche studi di nutrieconomia, volti a verificare anche l’impatto economico degli integratori». Per poter davvero garantire un risparmio della spesa sanitaria, e quindi essere considerati dalle istituzioni, gli integratori devono essere di qualità.

Comunicare la qualità degli integratori

«La qualità dei prodotti è una garanzia per il consumatore», ha precisato nel suo intervento Andrea Costa (presidente Federsalus), illustrando tra le priorità dell’associazione la divulgazione delle best practice per la formulazione dell’integratore. Di qualità ha parlato anche Armando Romaniello (Certiquality), illustrando le linee guida GMP per gli integratori. Come si deve comunicare la qualità e l’efficacia degli integratori? A questa domanda ha risposto Paola Minghetti (Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Milano), sviscerando gli aspetti normativi che regolamentano la comunicazione degli integratori verso i consumatori e gli operatori sanitari, compresi i medici e i farmacisti. «Purtroppo, in alcuni casi la normativa non è chiara ed esaustiva, e la linea di confine tra integratore e farmaco sembra molto sottile. È la finalità d’uso la differenza, e ricordiamoci che in tutti i casi la comunicazione non deve mettere a rischio la sicurezza e la tutela del consumatore», ha dichiarato l’esperta di legislazione farmaceutica, riportando alla ribalta temi ancora caldi come quelli relativi ai botanical o alle indicazioni salutistiche normate dal regolamento Claim.

Il farmacista e la sua formazione

La farmacia si conferma il principale canale di distribuzione e vendita degli integratori. Al farmacista spetta quindi l’importante ruolo di mediatore della comunicazione tra consumatore, legislazione e azienda di un prodotto che è davvero molto vario, per principi attivi, per combinazioni, concentrazioni o formulazione. «È indispensabile che la formazione del farmacista si estenda oltre al farmaco per includere anche l’alimentazione, gli stili di vita e quindi anche gli integratori alimentari. Serve uno sforzo congiunto tra accademia, associazioni, produttori, società scientifiche per allineare l’offerta formativa al crescente bisogno di conoscenza sugli integratori alimentari», ha dichiarato Gabriele Costantino (Dipartimento di Food and Drugs dell’Università degli Studi di Parma).

I nuovi media nella comunicazione del farmacista

Ma come deve comunicare il farmacista? La comunicazione deve essere multicanale e quindi conciliare il bisogno del cittadino di dialogo e confronto face to face con quello della presenza e servizio di digitale, in tutte le sue declinazioni. Le statistiche parlano chiaro, le ricerche sul Web correlate alla salute continuano a crescere; il paziente moderno cerca informazioni e vuole prendere parte al processo decisionale che riguarda la sua salute. «Il farmacista deve cogliere questo bisogno di sapere del suo paziente e trasformarlo in opportunità anche attraverso i social media», ha sottolineato Mario Mauri (Media for Health), riportando alcune case history di farmacie social.

Il pomeriggio di dibattito si è concluso con una tavola rotonda cui hanno partecipato Ovidio Brignoli (Simg), Francesco Rastrelli (Fofi), Manuela Bandi (Fondazione Guido Muralti, Federfarma Lombardia), Pier Raffaele Spena (Cittadinanzattiva), Agostino Bertolino e Giulio Gandolfi (Nestlè), Valeria Conti e Marco Faraone (P&G).

Integratori, aspettative e bisogni dei farmacisti

Vi proponiamo un’intervista ai dottori Rastrelli e Bandi, raccolta in occasione dell’evento, su bisogni e aspettative della figura professionale del farmacista in tema d’integratori.

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