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Mentre si chiudono i primi bandi per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche, continuano le polemiche sulle modalità di partecipazione al concorso straordinario: ne sono conferma le numerose interrogazioni parlamentari e le pubbliche denuncie di ombre sulla coerenza del bando.

La volontà dichiarata del legislatore, fissare regole paritarie e meritocratiche che determinino la graduatoria finale e quindi la possibilità di ottenere una sede farmaceutica, sembrerebbe poco rilevante all’atto pratico; appare evidente infatti che l’esperienza professionale maturata sul campo sia premiata solo in parte rispetto ad altri requisiti. Un caso emblematico è rappresentato dai colleghi che svolgono attività di libera professione: non sono risultati idonei a concorrere, nonostante siano iscritti all’Ordine e la loro presenza in farmacia sia perfettamente tracciabile presso le Asl competenti. Al contrario, sono stati ammessi al concorso straordinario anche i neo laureati che, senza aver conseguito l’idoneità, potranno concorrere per le sedi vacanti; pur invidiandone il coraggio, ci chiediamo come questi giovani colleghi potranno cavarsela nella gestione di una farmacia e di tutta la burocrazia che ben conosciamo.

In attesa delle prime graduatorie, è nutrito l’elenco delle Regioni che non hanno ancora pubblicato i bandi di concorso, forse in attesa degli ultimi chiarimenti ministeriali. A questo proposito, ci chiediamo come mai i concorsi non si siano svolti contemporaneamente in tutto il Paese: con un limite di partecipazione fissato a due sole Regioni, i candidati si sono spesso trovati a dover risolvere i loro dubbi in pochi giorni, rischiando di fare la scelta sbagliata.

È comunque positiva l’istituzione di un concorso straordinario, che darà la possibilità a circa 3000 farmacisti di aprire una nuova sede farmaceutica e contemporaneamente inserirà nel mondo del lavoro molti giovani che andranno a occupare, da collaboratori, i posti lasciati vacanti dai futuri titolari; ci auguriamo che tutti i concorsi siano espletati in tempi brevi, ma sicuramente le numerose contestazioni e i relativi ricorsi finiranno per rallentare l’assegnazione delle sedi farmaceutiche.

Poiché le graduatorie saranno presumibilmente molto compatte e variazioni di pochi decimali nel punteggio faranno la differenza tra vincitori e vinti, vediamo favorite le associazioni tra farmacisti, in particolare quelle tra un collega con anni di esperienza e un giovane laureato, perché tra due ex aequo l’età media avrà un peso rilevante.

Una volta assegnate le sedi, molte delle quali già individuate in passato ma mai assegnate perché ritenute non remunerative, molti neo titolari per iniziare l’attività saranno costretti a chiedere un finanziamento, ma in questo momento gli istituti di credito non sembrano disponibili nei confronti del comparto.

Di sicuro i nuovi titolari dovranno essere coscienti del fatto che la farmacia è un’impresa e come tale va sempre considerata la sua sostenibilità economica.

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