I pericoli delle politerapie negli anziani

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Il ricorso a schemi complessi di politerapia che potrebbero mettere gli anziani a pericolo di vita, e che includono farmaci su prescrizione e da banco e gli integratori alimentari, riguarderebbe negli Stati Uniti una persona anziana su sei. Il dato sarebbe raddoppiato nel periodo 2005-2011, secondo i ricercatori dell’Università dell’Illinois di Chicago che hanno condotto una ricerca su un campione rappresentativo di persone tra i 62 e gli 85, anni intervistate direttamente a casa in modo da poter meglio valutare quali farmaci stessero assumendo.

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Uno studio americano ha identificato 15 combinazioni di prodotti, sia farmaci sia integratori, potenzialmente pericolose per la vita dei pazienti, in particolare anziani in politerapia

La ricerca, pubblicata su JAMA Internal Medicine, ha considerato le variazioni nei medicinali assunti, identificando 15 combinazioni di prodotti – inclusive di farmaci e integratori – potenzialmente pericolose per la vita dei pazienti. Un dato raddoppiato nell’arco temporale considerato per quanto riguarda l’assunzione di almeno una di questa combinazioni da parte dei pazienti: 15% nel 2011, rispetto all’8% rilevato nel 2005.

Particolarmente preoccupanti, segnalano i ricercatori guidati da Dima Qato, sarebbero le possibili interazioni derivanti dall’assunzione di prodotti che possono sfuggire al controllo prescrittivo del medico, come i farmaci da banco o gli integratori. Tra le sostanze più diffuse e responsabili delle interazioni più pericolose identificate dai ricercatori vi sono le statine, largamente impiegate per il controllo dei livelli di colesterolo e la prevenzione cardiovascolare, gli agenti anti-agreganti piastrinici acido acetil salicilico e clopidogrel, l’omeoprazolo, il naprossene e gli integratori contenenti omega-3. Secondo i ricercatori, circa 1 milione di anziani negli Stati Uniti (l’1,8% del totale) utilizzerebbe regolarmente il clopidogrel in combinazioni potenzialmente rischiose.

La percentuale di persone che assume almeno cinque diversi medicinali, inoltre, è aumentata dal 30,6% del 2005 al 35,8% del 2011. La variazione sarebbe stata dovuta a un insieme di concause, spiegano gli autori, tra cui la variazione di alcune linee guida di trattamento, la maggiore disponibilità di alcuni principi attivi sotto forma di medicinali generici, oltre all’implementazione del nuovo programma Medicare Part D del governo americano. La sola prescrizione della simvastatina, disponibile come generico a partire dal 2006, sarebbe raddoppiata secondo lo studio dal 10,3% al 22,5%.

Anche il ricorso agli integratori alimentari ha subito un forte aumento nel periodo osservato, passando dal 51,8% al 63,7%. I prodotti a base di acidi grassi omega-3 sono cresciuti dal 4,7% del 2005 al 18,6% del 2011.

Gli autori della ricerca hanno sottolineato l’importanza di considerare i potenziali effetti avversi derivanti dalle combinazioni di prodotti utilizzate dagli anziani e di consigliare i pazienti sul rischio potenziale. “Migliorare la sicurezza nell’uso delle combinazioni di medicinali che interagiscono tra loro ha il potenziale di ridurre gli effetti avversi prevenibili e potenzialmente fatali”, ha dichiarato la prima autrice dell’articolo, Dima M. Qato.

Dima M. Qato, Jocelyn Wilder, L. Philip Schumm, Victoria Gillet, G. Caleb Alexander. Changes in Prescription and Over-the-Counter Medication and Dietary Supplement Use Among Older Adults in the United States, 2005 vs 2011. JAMA Internal Medicine, 2016; doi: 10.1001/jamainternmed.2015.8581

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