Polifarmacoterapia, 150mila anziani a rischio danni da sovradosaggio per farmaci doppioni

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A lanciare l’allarme gli esperti riuniti il 17 giugno a Roma per il V Seminario della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica sul problema della polifarmacoterapia

Secondo i dati della  Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (Sicge), il 13% – 15% dei pazienti over 75 trattati per ipertensione, iperlipidemia o diabete, in totale circa 150mila anziani, ha sperimentato almeno un episodio di doppia prescrizione, involontaria, di due sostanze identiche consigliate da due medici diversi. Ecco perchè in tema di sovradosaggio di farmaci si parla di emergenza per il rischio della doppia prescrizione di più farmaci appartenenti alla stessa classe e con le stesse indicazioni. A preoccupare sono anche altri numeri: un over 65 su dieci è ricoverato a causa di effetti collaterali e complicanze dovute a un errato utilizzo di farmaci o a trattamenti medici non corretti. Tra i primi 30 farmaci più prescritti, ben 19 interessano l’apparato cardiovascolare (ace-inibitori, sartani, statine, calcio antagonisti e beta-bloccanti).

«Siamo di fronte a un’emergenza molto seria – dichiara Alessandro Boccanelli, Presidente Sicge – in Italia, gli ultra65enni sono oltre il 21% della popolazione totale, e sono destinati a superare il 33% entro 20 anni. Le malattie cardiovascolari sono responsabili dell’80% delle morti nella popolazione tra i 65 e i 75 anni e del 60% di quelle dai 75 anni in su; circa la metà dei decessi in Italia avviene tra i 65 e gli 84 anni (157.847 uomini e 124.258 donne nel 2014), principalmente per malattie ischemiche e cerebrovascolari. La duplicazione terapeutica, con casi frequenti di assunzione di farmaci della stessa classe, nasce da problemi di comunicazione tra medico e paziente e tra più medici che seguono lo stesso paziente. La scarsa aderenza terapeutica invece è da tempo riconosciuta come un ostacolo sostanziale per raggiungere i risultati migliori. Il problema principale, per il paziente anziano, è la complessità, per cui, se manca una visione d’insieme, rischia di vedersi prescrivere da cinque specialisti cinque farmaci ciascuno, che spesso confliggono tra loro. La soluzione? Ci vuole un cambio di marcia, anche culturale: dobbiamo assistere e informare i cittadini, ma anche formare correttamente la classe medica, che deve essere adeguatamente preparata per affrontare queste sfide».

Anziani, farmaci e interazioni

La categoria degli anziani è quella che consuma più farmaci in assoluto: passati gli 80 anni, quasi il 40% degli anziani soffre contemporaneamente di tre o più disturbi. Questo porta ad un conseguente aumento dell’assunzione cronica di farmaci; il 60% dei farmaci sono assunti dagli over 65 anni. Sono quasi un milione e mezzo gli anziani a cui sono prescritti 10 o più farmaci; un paziente con età compresa tra i 65 e i 74 anni consuma ogni giorno in media 2,8 dosi unitarie di medicinali, che diventano 4,1 superati i 74 anni; tra i 75 e gli 84, il 55% dei pazienti sono trattati con 5-9 farmaci e il 14% con 10 o più farmaci. Un ricovero su dieci dovuto al sovradosaggio di farmaci.
Il numero delle interazioni tra farmaci cresce con una progressione matematica: l’assunzione di 3 medicine porta la probabilità di interazioni a 3, ma già con sei farmaci le interazioni possibili salgono fino a 15, e con dieci farmaci addirittura a 45. Per questo, Sicge ha lanciato un Numero Verde dedicato agli over65, l’800894140, attivo dal 1° luglio, che fornisce assistenza e consigli sulle patologie cardiologiche, sui centri a dove rivolgersi, sui farmaci e le terapie più appropriate.

 

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