Diabete, gara per l’autocontrollo della glicemia dimezza il prezzo della Consip

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Arriva a conclusione la gara indetta dalla società di committenza regionale della Regione Piemonte (SCR) per l’autocontrollo della glicemia e non mancano certo le buone notizie come sottolineate in conferenza stampa dal presidente, Sergio Chiamparino, e dall’assessore alla sanità, Antonio Saitta.

La prima è senza dubbio quella relativa al prezzo strappato per le strisce reattive utilizzate tutti i giorni dai circa 90.000 diabetici piemontesi. Si tratta di un valore che dimezza quello di circa 3 anni fa della gara Consip, cui aveva aderito la Regione Piemonte, passando da 0,20 centesimi a 0,089. Il tutto mantenendo alta la qualità per i prodotti visto che l’azienda che ha vinto la competizione, tra le 11 che hanno partecipato al bando, è risultata quella con il punteggio più alto sia per la qualità (offerta tecnica) sia per il prezzo (offerta economica). Per le 120 milioni di strisce che saranno a disposizione nel prossimo futuro, quindi, la regione risparmierà oltre 13 milioni di euro (circa 4,4 l’anno).

Nel corso della conferenza Stampa i vertici regionali hanno tenuto a precisare come la diffusione a livello nazionale della buona pratica piemontese avrebbe ricadute importanti per l’intero sistema sanitario nazionale (SSN) – considerato che in Italia il prezzo medio delle strisce è di 0,55€ i risparmi potrebbero avvicinarsi ai 200 milioni di euro l’anno – permettendo efficienze da tradursi in investimenti per nuovi beni e servizi a favore della popolazione. “Un modello di concorrenza”, ha precisato Sergio Chiamparino, “che se esportato in altri ambiti porterebbe a significative economie”, come nel caso della farmaceutica, ha proseguito il presidente della Regione Piemonte, dove le regioni hanno presentato da oltre un anno la loro proposta di riforma della governance per riqualificare una spesa pubblica pari a circa 20 miliardi di euro l’anno.

Presidi per l’autocontrollo della glicemia distribuiti per conto dalle farmacie del territorio

Ci sono anche altri aspetti della gara che meritano un approfondimento. Per esempio il consolidamento della collaborazione tra Regione e Federfarma e Assofarm rispetto alla modalità di distribuzione per conto (DpC) dei presidi, superando così di fatto l’aspetto di sperimentazione introdotto con la DGR 7 settembre 2015, n. 16-2070. In questo modo il sistema delle farmacie acquisisce un ruolo centrale nella presa in carico del paziente. Quest’ultimo elemento meriterebbe un approfondimento da parte di Federfarma e delle società a essa collegate, anche alla luce della più che possibile trasformazione in legge del Ddl Concorrenza (che prevede la titolarità delle farmacie anche in capo alle società di capitale). Non è un elemento secondario, tenuto conto delle modalità di gestione – tutte “in house” – introdotte per altri prodotti di punta nel settore “diabets care”.

Un’aggregazione che va oltre i confini della regione

Altro elemento rilevante della gara è che a beneficiare degli esiti della competizione non saranno solo le aziende del servizio sanitario del Piemonte, ma anche quella dell’Alto Adige diretta da Thomas Scheal, vecchia conoscenza dalle parti dell’assessorato diretto da Saitta in qualità di consulente Agenas. Anche in questo caso le efficienze non sono da trascurare – oltre un milione di euro l’anno – dal momento che fino a oggi per una striscia reagente l’Asl pagava ben 0,65 €.

In sintesi, si sono creati i presupposti per una collaborazione tra i vari soggetti aggregatori che potrebbero acquisire speciali competenze nell’approvvigionamento di determinate categorie merceologiche (vedi DPCM 24 dicembre 2015) effettuando poi gare atte a soddisfare la domanda di più enti varcando così i confini regionali.

Ultima, ma non certo per importanza, la precisazione del dirigente regionale del settore Assistenza farmaceutica, integrativa e protesica, Loredano Giorni, e di Carlo Bruno Giorda, coordinatore della rete regionale endocrino-diabetolgicica, riguardo i quantitativi di gara che non corrispondano in modo esclusivo al fabbisogno totale degli assistiti, perché è garantito il rispetto della libertà prescrittiva del medico specialista come nel caso di pazienti che presentano particolari condizioni, quali per esempio i bambini in età pediatrica.

Vedremo quale saranno gli sviluppi nei prossimi mesi non solo nella regione subalpina, ma anche nel resto del paese nella speranza che le efficienze, senza pregiudicare la qualità dei servizi, possano estendersi molto presto anche ad altri beni.

 

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