Sulla scia della settimana mondiale dell’Immunizzazione 2026, con il messaggio “For every generation, vaccines work” e conclusasi alla fine del mese di aprile scorso, desidero soffermarmi sinteticamente su 5 aspetti: culturale, organizzativo, di ricerca, comunicazione e impatto economico.
Aspetto culturale. Stiamo assistendo a una lenta evoluzione culturale della popolazione, secondo cui la profilassi vaccinale non è più prerogativa limitata esclusivamente alla sola fascia di popolazione pediatrica, ma accompagna l’individuo lungo tutto l’arco della vita.
Aspetto organizzativo. La cornice normativa attuale vede il farmacista di comunità protagonista vaccinatore per gli over 12 anni rispetto al “Calendario per la Vita” (Legge n.182 02/12/2025), con la sola esclusione della vaccinazione anti-influenzale prevista in farmacia per i maggiorenni. Mi ha colpito la recente proposta dell’Associazione nazionale medici delle Direzioni ospedaliere con il progetto “L’Ospedale che vaccina”, modello di integrazione tra cura e prevenzione: ogni ricovero come opportunità per valutare lo stato vaccinale e intervenire, soprattutto nei soggetti fragili, negli anziani e nei pazienti cronici, prima della dimissione. Indubbiamente interessante, ma una domanda si (im)pone: dopo l’emergenza Covid-19, gli specialisti ospedalieri non dovevano snellire le liste d’attesa negli ambulatori e nelle sale chirurgiche? Certamente l’integrazione sanitaria vale come mantra, ma profilassi e prevenzione si dovrebbero realizzare prevalentemente in ambito territoriale per troppo tempo trascurato.
Ricerca e innovazione. Farmindustria conferma che nella UE ci sono attualmente 91 vaccini in sviluppo, di cui il 41% destinato a malattie di cui non esiste ancora una protezione. Avanti tutta.
Aspetto comunicativo. EMA ha recentemente creato nuovo advisory group dedicato alla “vaccine confidence”, con l’intento di aumentare la fiducia nei vaccini e contrastare la diffusione di informazioni disorientanti. In questo ambito, anche nella farmacia di comunità il farmacista è protagonista come comunicatore, come professionista vaccinatore e come cittadino vaccinato.
Impatto economico. Rilevanti le evidenze: 1 euro investito in prevenzione può generarne fino a 14 in benefici socio-economici; l’immunizzazione degli adulti può arrivare fino a 19 e le vaccinazioni pediatriche fino a 44. Emerge sempre più la necessità di orientamento verso un sistema sanitario fondato su prevenzione e integrazione. Non a caso, con numeri alla mano, la farmacia di comunità si sta dimostrando hub vaccinale di prossimità della rete nazionale, con costante e progressivo gradimento della popolazione.
Bibliografia
Gruppo Consultivo EMA sulla fiducia sui vaccini
https://www.ema.europa.eu/en/human-regulatory-overview/public-health-threats/vaccine-preventable-diseases-key-facts/advisory-group-vaccine-confidence
Tratto dal numero di giugno 2026 di Tema Farmacia News


