Le aree interne del nostro Paese si trovano oggi di fronte a un paradosso drammatico. Da un lato, i dati Istat confermano che l’Italia sta invecchiando a ritmi record: nei prossimi anni assisteremo a un aumento verticale dei bisogni di cura di una popolazione molto anziana che, spesso, non potrà nemmeno contare sulle reti familiari o sulla presenza di caregiver. Dall’altro, queste stesse zone geografiche – le più fragili e isolate – stanno subendo una progressiva “desertificazione sanitaria”, complice il pensionamento dei medici di medicina generale e la centralizzazione degli ospedali.

Chi resta sul territorio a presidiare la salute dei cittadini? La risposta, emersa con forza durante l’ultimo convegno promosso a Roma dal Sunifar lo scorso 9 giugno, è una sola: la rete delle farmacie rurali.

Oltre la farmacia, verso l’hub di prossimità

Come ha ricordato Gianni Petrosillo, Presidente di Federfarma Sunifar, «la farmacia rurale vive questa desertificazione in prima linea, ogni giorno». Ma se fino a ieri il suo ruolo era principalmente logistico e di dispensazione, oggi la “farmacia dei servizi” si sta trasformando nel primo vero punto di accesso al Servizio Sanitario Nazionale per le comunità più isolate.

Gianni Petrosillo, Presidente di Federfarma Sunifar
Gianni Petrosillo, Presidente di Federfarma Sunifar

La sfida, sostenuta anche dal presidente FOFI Andrea Mandelli, non è più dimostrare se le farmacie possano erogare salute, ma come mettere a sistema queste funzioni. Per evitare che le farmacie diventino isole nel deserto, la parola d’ordine è integrazione. I servizi territoriali devono dialogare stabilmente con i medici di famiglia per garantire una presa in carico reale e continua del paziente.

La tecnologia che accorcia le distanze: l’impatto della telemedicina

Nelle aree con meno di 5 mila abitanti, la tecnologia non è un lusso, ma uno strumento salvavita. Le esperienze sul campo lo dimostrano. Pensiamo alla collaborazione tra l’Università di Brescia, Federfarma e il servizio HTN: i dati presentati dalla cardiologa Savina Nodari confermano che l’esecuzione di elettrocardiogrammi refertati da remoto direttamente in farmacia è una realtà solida, capace di fare prevenzione primaria dove prima era impossibile.

Andrea Mandelli, presidente Fofi
Andrea Mandelli, presidente Fofi

Ma si sta andando oltre. In Veneto, la sperimentazione della “Televisita” – portata sul palco del convegno dall’esperienza pratica della farmacista rurale Lucia Monaco con l’Ussl 7 Pedemontana – dimostra che la farmacia può diventare lo spazio fisico in cui il cittadino incontra lo specialista dell’ospedale rimanendo a pochi passi da casa.

Abbattere le disuguaglianze con una nuova governance

La sanità digitale, insomma, è la grande opportunità per azzerare le storiche disuguaglianze geografiche nell’accesso alle cure. Tuttavia, l’efficacia di questi strumenti dipende da una profonda riorganizzazione della macchina burocratica. Secondo Giovanni Baglio (Agenas), è urgente superare i vecchi modelli a compartimenti stagni e favorire una governance che connetta medicina generale, specialistica e farmacie.

Un approccio condiviso nel dibattito finale da sigle sindacali come la FIMMG e associazioni come Cittadinanzattiva: il futuro della sanità di prossimità non si gioca sulle performance del singolo professionista, ma sulla forza di un “patto a tre” tra medico di medicina generale, farmacista di comunità e cittadino. Solo un dialogo strutturato e normato potrà trasformare la gestione della fragilità da emergenza quotidiana a modello strutturato di assistenza.

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