Prevenzione vaccinale: SIMIT in audizione alla Commissione Sanità

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Il 7 febbraio 2019, il professor Massimo Galli, presidente della Società Italiana di Malattie
Infettive e Tropicali (SIMIT), ha reso un’audizione focalizzata sulla situazione vaccinale
italiana attuale davanti alla commissione sanità del Senato.

“Le vaccinazioni sono universalmente considerate uno dei principali strumenti di sanità
pubblica. Ad esse è dovuto un profondo e radicale cambiamento del quadro di morbilità e
mortalità a livello globale ed un eccezionale guadagno di anni di vita rispetto all’era pre-
vaccinale”, ha dichiarato il presidente della SIMIT. Questo straordinario successo dei vaccini, che hanno permesso una drastica riduzione della mortalità e delle conseguenze dannose di molte malattie, ha però determinato anche un pericoloso abbassamento del livello di guardia soprattutto da parte degli operatori sanitari e dei politici chiamati a legiferare in materia. Negli ultimi venti anni questa scarsa attenzione e superficialità attuata nei confronti della politica delle vaccinazioni ha portato, anno dopo anno, alla drammatica situazione odierna. La protezione della popolazione contro diverse patologie è ben lontana dal valore percentuale soglia del 95% stabilito dall’Organizzazione
Mondiale della Sanità per ottenere la cosiddetta “immunità di gregge”.

Situazione in generale

A titolo di esempio, nel 2015, la copertura a 24 mesi di vita contro malattie come la pertosse, il tetano e la difterite raggiungeva il 95% solo in 12 regioni, mentre per quello che riguarda l’epatite B, questa percentuale è stata registrata solo in 10. Le vaccinazioni contro il meningococco sono passate da obbligatorie a raccomandate, ma questo, alla luce dei fatti reali, non basta. Andando avanti in questo modo ci saranno altre morti che potevano essere evitate. Anche la situazione che riguarda la protezione di adulti, anziani e malati cronici è allarmante. I tassi di vaccinazione sono infatti del tutto insufficienti.

Morbillo

Particolarmente delicato è il quadro riguardante il morbillo.
Malattia infettiva contagiosa esantematica virale, si trasmette per via aerea attraverso le
goccioline di saliva espulse dal naso e dalla bocca con la tosse e gli starnuti. Temibili e potenzialmente letali sono le sue complicanze (encefaliti) e proprio per questo la vaccinazione è molto importante per prevenire l’insorgenza della patologia. Nel 2015 la copertura vaccinale nazionale a 24 mesi di vita era insufficiente, 91,68%, e solamente il Lazio raggiungeva e superava il valore soglia del 95%. Nel 2016, la percentuale di bambini vaccinati contro il morbillo durante il primo anno di vita è risultata la più bassa d’Europa (85%). I dati registrati nell’ultimo biennio sono allarmanti. Nel 2017 ci sono stati 4885 casi di morbillo e 4 decessi. Nel 2018, i casi fino al 30 novembre erano 2427, il 50% dei quali in Sicilia, e otto decessi. L'88% dei bambini colpiti nel 2017 e il 90,8% di quelli che si sono ammalati nel 2018 non era mai stato sottoposto a vaccinazione. Il Prof. Galli ha sottolineato come l’abolizione dell’obbligo di vaccinarsi entri in contrasto con la necessità impellente di raggiungere gli obiettivi di copertura efficace in modo tempestivo. Ha aggiunto che “qualsiasi intervento da parte del legislatore va considerato con estrema
cautela, ad evitare che, indipendentemente dalle intenzioni, possa contribuire ad alimentare la confusione, la sfiducia, l’indifferenza, la sottovalutazione nei confronti dei vaccini. Va inoltre preso atto con chiarezza che la rimozione dell’obbligatorietà potrà molto difficilmente essere considerata in un futuro prossimo”.

Proposte SIMIT

La società italiana di malattie infettive e tropicali, in considerazione della indifferibile
esigenza di migliorare una situazione molto critica, ha proposto l’istituzione di specifici Centri Vaccinali presso gli ospedali e anche l’allestimento di campagne di informazione pubblica opportune e mirate.

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