Previdenza, welfare integrato e sostenibilità della professione farmaceutica sono stati al centro del convegno “Essere previdenti. Il primo investimento sulla propria professione”, promosso da ENPAF durante Cosmofarma 2026. L’incontro, che si è svolto l’8 maggio, ha richiamato farmacisti, studenti universitari e operatori del settore, confermando la crescente attenzione verso i temi della tutela professionale e della pianificazione previdenziale.

Il confronto ha acceso i riflettori sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il ruolo del farmacista: dall’evoluzione della farmacia dei servizi ai nuovi modelli organizzativi, fino all’impatto dei cambiamenti demografici sulla professione. In questo contesto, la previdenza professionale è stata indicata come uno strumento strategico per garantire stabilità, continuità e sostenibilità al comparto.

Ad aprire i lavori è stato il presidente ENPAF, Maurizio Pace, seguito dall’intervento istituzionale di Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. Dal dibattito è emersa la necessità di rafforzare la cultura previdenziale fin dall’ingresso nel mondo del lavoro, attraverso strumenti informativi e misure di welfare in grado di accompagnare il farmacista durante tutto il percorso professionale.

Il presidente ENPAF, Maurizio Pace

Sul fronte economico, Franco Luigi Falorni, docente del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa, ha evidenziato come la riduzione della capacità di risparmio renda sempre più importante l’educazione previdenziale e finanziaria. Un aspetto che, secondo il docente, dovrebbe essere affrontato già durante il percorso universitario, per aiutare i giovani farmacisti a sviluppare maggiore consapevolezza e strumenti di pianificazione per il futuro.

Una riflessione più ampia sul valore della previdenza è arrivata da Oscar Di Montigny, presidente di Grateful Foundation e ideatore dei modelli Economia Sferica® e Humanovability®. Nel suo intervento ha definito la previdenza «un patto tra generazioni» e un elemento centrale per la coesione della comunità professionale. In questa prospettiva, il contributo previdenziale non rappresenta soltanto un obbligo, ma una forma di partecipazione attiva alla costruzione di un sistema condiviso di tutela e continuità per i professionisti del settore.

La cultura previdenziale al centro della formazione

Particolarmente significativa la presenza delle nuove generazioni: studenti dei corsi di laurea in Farmacia e CTF hanno partecipato ai lavori insieme ai propri docenti, segnale di un’attenzione crescente verso la sostenibilità previdenziale e la pianificazione professionale.

«La cultura previdenziale deve diventare parte integrante del percorso formativo dei giovani farmacistinon come obbligo, ma come scelta consapevole e investimento sul proprio futuro professionale», ha dichiarato Pace, sottolineando il valore del dialogo intergenerazionale e della tenuta del sistema nel lungo periodo.

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