Il rapporto di lavoro subordinato tra farmacisti titolari di farmacie private o società autorizzate all’esercizio della farmacia privata e il relativo personale dipendente (laureato o non laureato in farmacia) è regolato dal Contratto Collettivo Nazionale (CCNL) farmacie private, rinnovato nel 2021.

Il CCNL prevede una classificazione del personale articolata in due categorie, Quadri e Impiegati, a loro volta suddivise in tre aree e sei livelli, corrispondenti a specifici compiti e responsabilità, nonché a diversa retribuzione, indicate in apposite tabelle che distinguono anche tra farmacie urbane e rurali.

In riferimento ai quadri si riconoscono tre livelli: Q1, che qualifica il Direttore responsabile di farmacia e Q2, che identifica il farmacista collaboratore con un elevato grado di specializzazione e specifiche competenze tecnico-professionali, attestate dalla partecipazione a corsi di formazione, quindi capace di svolgere in autonomia determinate mansioni, una o più, come attività di gestione di uno particolare settore o area istituti all’interno della Farmacia dei Servizi, ad esempio telemedicina, diagnostica di prima istanza, tamponi, vaccini, reparto autonomo, e che sia responsabile del coordinamento dei servizi nelle Farmacie organizzate per svolgere una pluralità di servizi.

Infine, il livello Q3 definisce il farmacista collaboratore dopo 24 mesi di servizio nella qualifica.

Il livello Q2

Nelle farmacie private rappresenta l’inquadramento intermedio, tra il Q1 e il Q3, introdotto in epoche relativamente recenti per gratificare i farmacisti che gestiscono servizi specializzati, citati in precedenza, con elevate competenze.

La “posizione” prevede un incremento di €70 lordi mensili rispetto al livello Q3, un periodo di prova di 90 giorni e la comunicazione di eventuali dimissioni 2 mesi prima per anzianità fino a 5 anni, 3 mesi per anzianità da 5 a 10 anni e 4 mesi prima oltre i 10 anni. Per ricoprire questo livello occorre avere – requisiti indispensabili – elevata specializzazione e capacità di gestione autonoma.

Livello, il Q2, che deve comunque essere riconosciuto al farmacista che rispetta i criteri di specializzazione e gestione, indipendentemente dall’orario di lavoro (part-time o full-time). Il rinnovo del CCNL e la proposta di Federfarma intendono premiare maggiormente l’esperienza sul campo.

Una possibile “rottura”

La proposta avanzata da Federfarma, se accolta, segnerebbe una frattura rispetto allo stato vigente. Va infatti in discontinuità con le precedenti remunerazioni che prevedevano un aumento omogeneo per tutte le categorie dei farmacisti dipendenti delle farmacie private.

La nuova proposta invece chiede di riconoscere chiaramente e in maniera più netta, anche in termini retributivi, la specificità e il ruolo del farmacista, nello specifico con una differente retribuzione tra personale non laureato e laureato, secondo due tabelle retributive differenti, rispettivamente un amento base di 130 euro per tutti e per i dipendenti non laureati e di 200 euro per i farmacisti, quale riconoscimento del percorso formativo maturato, della responsabilità professionale e della delicatezza del ruolo ricoperto in farmacia.

A questi contributi, e per tutti, va aggiunto un incremento di pari a 20 euro, fino all’avvio della sottoscrizione di un contratto di secondo livello. Euro che sono garanzia del lavoratore qualora a livello regionale il contratto non andasse a buon fine.

Il fattore tempo

È cruciale: occorre chiudere il negoziato in tempi rapidi così da favorire la tempestiva erogazione e riscossione di gran parte degli aumenti subito dopo la firma ai lavoratori, quindi di potere beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge di Bilancio 2025 per l’intero 2026.

Federfarma, per velocizzare questo passaggio, si è anche offerta di corrispondere una quota importante dell’aumento contrattuale che di norma viene distribuito in un arco temporale di 3 anni (o oltre differente, previo accordo con i sindacati), pari a circa 100 euro nella prima tranche di aumento. Ogni mese di ritardo su questa “tabella di marcia” costerebbe al farmacista una perdita di circa 86 euro netti in busta.

Farmacisti collaboratori

Non ultimo, Federfarma ha inoltre avanzato proposte per agevolare la formazione del livello Q2, figura introdotta dal precedente contratto, come inizio del riconoscimento professionale del farmacista nel presidio.

Tuttavia la declaratoria del Q2 come prevista dal contratto in vigore, lo ha reso difficilmente applicabile nelle farmacie e di conseguenza anche l’esigibilità del contributo economico. Federfarma nel corso delle diverse riunioni con i sindacati si è resa disponibile a modificare la declaratoria del Q2 per renderla più chiaro e di fatto realmente praticabile per il farmacista avente diritto.

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