Qual è l’approccio delle diverse generazioni al lavoro in farmacia?
È da questa domanda che ha preso il via uno dei dibattiti ospitati dall’Agorà, il format di Cosmofarma 2026, nato per trasformare il pubblico da semplice spettatore a protagonista attivo del confronto. Le riflessioni emerse sono partite dagli spunti sviluppati nei tavoli di lavoro di New Generation Lab, il percorso che nei mesi precedenti alla fiera ha coinvolto studenti e farmacisti in webinar su tematiche che riguardano il futuro della professione, tra cui appunto “Risorse umane e confronto generazionale”.
L’incontro ospitato a Cosmofarma ha avuto come ambassador Elena Manzardo, HR Consultant e Career Coach, che si è focalizzata su un tema che oggi tocca l’intero settore: la crescente difficoltà di attrarre, valorizzare e trattenere i farmacisti, soprattutto tra le nuove generazioni, al banco della farmacia, in un contesto in cui la richiesta di professionisti è molto alta ma non corrisponde alle aspettative di chi si affaccia alla professione dopo la laurea e in molti casi preferisce mettere le proprie competenze a disposizione di realtà aziendali o accademiche che garantiscono condizioni di lavoro giudicate più soddisfacenti.
Fin dai primi interventi è emersa una consapevolezza condivisa: l’ostacolo non è rappresentato dall’età anagrafica. La vera sfida riguarda piuttosto la capacità di costruire all’interno della farmacia relazioni professionali solide e di ridefinire il patto che lega titolari, collaboratori e giovani farmacisti.
Da una parte ci sono professionisti che cercano percorsi di crescita, riconoscimento delle competenze, possibilità di formazione e una migliore integrazione tra vita professionale e personale. Dall’altra, titolari o direttori di farmacia che si confrontano quotidianamente con la difficoltà di trovare personale qualificato e costruire team stabili nel tempo.
Nel corso del confronto si è manifestata una tendenza destinata a diventare sempre più centrale: accanto al contratto economico esiste un “contratto psicologico“. Le persone scelgono di restare in un’organizzazione non solo per la retribuzione, ma anche per la qualità delle relazioni, la condivisione dei valori, l’ascolto, la fiducia e le opportunità di crescita.
Un altro tema chiave emerso è stato quello della comunicazione. Molte delle incomprensioni che si verificano nei contesti lavorativi nascono infatti da aspettative non esplicitate o da bisogni che rimangono inespressi. Per questo innovare significa anche imparare a raccontare il cambiamento, spiegandone il valore e creando spazi in cui dubbi, idee e proposte possano essere condivisi apertamente.
Il dibattito ha inoltre evidenziato come ogni farmacia sia oggi chiamata a definire con maggiore chiarezza la propria identità: missione, valori, cultura organizzativa e visione del futuro sono infatti fattori determinanti per attrarre persone che scelgono di riconoscersi in un progetto professionale comune.
In conclusione: il capitale umano rappresenta oggi il principale fattore competitivo della farmacia e per questo la leadership è chiamata a evolvere, passando dalla semplice gestione alla valorizzazione delle risorse umane.
L’Agorà di Cosmofarma ha creato uno spazio in cui esperienze diverse hanno avuto l’opportunità di incontrarsi, confrontarsi e generare nuove prospettive, perché il futuro della farmacia si costruisce mettendo in dialogo generazioni, esperienze e specializzazioni differenti.


