Sanità territoriale uno dei pilastri del post-pandemia

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In occasione del convegno promosso dalla Fondazione Italia in Salute, volto a discutere del futuro dei sistemi sanitari nel post pandemia, si sono delineate le principali priorità per la sanità del futuro: rafforzare i sistemi sanitari pubblici, migliorare la qualità dell’assistenza primaria e territoriale integrata

A poche settimane dal G20 Salute, ospitato a Roma, la Fondazione Italia in Salute ha promosso, lo scorso 16 novembre, un evento di riflessione sul futuro dei sistemi sanitari, in Italia e in Europa, nel post-pandemia.

«Il tema che andiamo a discutere è di stringente attualità, sia per quanto trascorso in questo ultimo anno e mezzo sia per l’occasione unica di rilancio che rappresenta il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) – ha commentato il presidente della Fondazione Italia in Salute Federico Gelli – La sanità non ha mai avuto a disposizione una tale possibilità di investimenti e programmare al meglio il prossimo futuro post Covid sarà di importanza strategica. Oggi abbiamo la possibilità di decidere il destino non solo del nostro Paese, ma anche dell’intero continente. Dobbiamo recepire al meglio le dure lezioni che il Covid ci ha impartito e farci trovare pronti per gli anni a venire in caso di prossime emergenze. Oggi più che mai il mondo intero ha capito quanto sia fondamentale il comparto sanità».

Le priorità per il futuro

La pandemia ha letteralmente stravolto i sistemi sanitari, italiano ed europei, costringendoli a uno sforzo immane di repentina riorganizzazione per fornire risposte quanto più tempestive all’avanzare dell’infezione. Tuttavia, il Covid ha rappresentato anche una grande occasione di riflessione, avendo messo in luce con chiarezza le ‘fragilità’ e le carenze su cui intervenire per efficientare al meglio il Ssn del futuro.

Il rafforzamento della sanità pubblica, unitamente all’assistenza primaria e a quella territoriale integrata, sono i tre pilastri su cui dovrà essere ridefinito il sistema sanitario post pandemia. A illustrare le linee guida per il prossimo futuro sono stati il Ministro della Salute Roberto Speranza e il suo consulente Walter Ricciardi.

L’importanza del territorio

«La grande lezione del Covid – ha detto Speranza – è investire di più sul nostro Servizio sanitario nazionale. Con il Pnrr il primo intervento sarà il rilancio dell’assistenza territoriale, con l’assistenza domiciliare, promuovendo l’idea che la casa possa diventare il primo luogo di cura».

Con l’invecchiamento progressivo della popolazione e un numero sempre crescente di pazienti cronici, demandare tutto agli ospedali non è più possibile. Istituire una rete di assistenza primaria e di assistenza territoriale consente, da una parte, di non spostare il paziente, con evidenti vantaggi per quest’ultimo; dall’altra, favorisce indiscussi risparmi al sistema sanitario andando nella direzione di una maggiore sostenibilità, evitando il congestionamento delle strutture ospedaliere.

«Il rafforzamento della sanità pubblica passa per il rafforzamento del pilastro ospedaliero ma anche per l’assistenza primaria e quella territoriale, altrimenti in futuro diventerà impossibile curare le cronicità» ha concluso Ricciardi.

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