Più awareness: la maggiore consapevolezza e la migliore conoscenza hanno portato i tumori del colon-retto e del rene a registrare un aumento di diagnosi di malattia in fase più precoce, quindi più trattabile e curabile, riduzione della mortalità e innalzamento della sopravvivenza. Un traguardo possibile grazie a nuove ed efficaci opportunità terapeutiche e di diagnosi precoce come biomarcatori specifici per patologia e soprattutto alla maggiore aderenza agli screening, quando disponibili, favorita dall’attività educazionale e di erogazione dei kit delle farmacie territoriali.

Il tumore dei “grandi numeri”

Le neoplasie del colon e del retto, che originano entrambe dalla mucosa del grosso intestino, sono fra i tumori più diffusi al mondo: in Italia si registrano ogni anno circa 50 mila nuovi casi (il secondo tumore più comune sia fra le donne che gli uomini, rispettivamente dopo mammella e polmone). «Spesso questi tumori – spiega Valerio Panizzo, chirurgo generale dell’UO si Chirurgia Generale all’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano – si sviluppano da polipi adenomatosi, lesioni benigne di solito asportabili endoscopicamente che se non trattate tendono a trasformarsi in carcinomi maligni, per i quali serve un’asportazione chirurgica radicale più estesa. Tra questi tumori la prevenzione, lo studio e l’attenzione alle abitudini dell’alvo sono decisive».

Valerio Panizzo, chirurgo generale dell’UO si Chirurgia Generale all’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano

Lo screening del colon-retto resta uno strumento di diagnosi precoce, efficace, sostenibile, affatto invasivo, facilmente reperibile in farmacia: «Lo screening in farmacia – sottolinea Paolo Levantino, farmacista clinico, Segretario Nazionale Fenagifar (Federazione Nazionale Associazione Giovani Farmacisti), Past President Agifar Palermo – ha aiutato a migliorare la copertura rendendo la prevenzione più accessibile e sistematica nella popolazione target. Modelli organizzativi più semplici hanno ridotto le barriere legate a tempi, spostamenti e complessità del percorso. La possibilità di ritirare e riconsegnare il test in farmacia, insieme al rapporto di fiducia con il farmacista, ha favorito l’adesione allo screening, soprattutto tra i cittadini meno inclini a rispondere agli inviti tradizionali, offrendo anche supporto nella corretta esecuzione del test e nel chiarimento dei dubbi. L’efficacia di questo modello emerge dai dati: uno studio condotto a Bologna (1) ha registrato un aumento della partecipazione dal 57% al 61,6%, pari a +4,6 punti percentuali».

Paolo Levantino, farmacista clinico, Segretario Nazionale Fenagifar, Past President Agifar Palermo

Inoltre, il farmacista può indagare o educare il paziente a non trascurare i cambiamenti nelle abitudini dell’alvo. «Al di là del sangue nelle feci – aggiunge Panizzo – variazioni intestinali, ad esempio la tendenza a diventare stitico o, viceversa, a mostrare un transito più regolare o la comparsa di gonfiore abbominale, coliche e dolori addominali insoliti, sono segnali da non sottovalutare. E non ultimo, il farmacista può indagare la famigliarità del paziente, ovvero la presenza di altri casi di polipi, anche benigni, nel nucleo famigliare, consigliando una visita specialistica per l’eventuale avvio a un percorso di sorveglianza più attiva».

Si sta inoltre valutando la possibilità di introdurre in alcune regioni italiane in relazione a evidenze di letteratura, in soggetti a rischio, lo screening per la ricerca di sangue occulto nelle feci anziché su un solo campione su tre campioni consecutivi a garanzia di maggiore attendibilità del risultato.

Tumore del rene

Stanno cambiando i paradigmi diagnostico-terapeutici delle neoplasie renali. Non più rilevate per la presenza di sangue nelle urine o dolore al fianco, bensì in 3 casi su 4 (75%), in maniera accidentale durante esami di imaging, come un’ecografia addominale, una TAC o una risonanza, eseguiti per altra causa.

«Ciò ha portato a diagnosi più precoci – dichiara Umberto Capitanio, urologo e group Leader dell’Unità di ricerca sul Tumore del Rene dell’IRCCS Ospedale San Raffaele – in fase ancora asintomatica, con vantaggi in termini di approccio terapeutico e migliore sopravvivenza, anche se oggi il tumore del rene resta una neoplasia associa a scarsa/cattiva prognosi».

Umberto Capitanio, urologo e group Leader dell’Unità di ricerca sul Tumore del Rene dell’IRCCS Ospedale San Raffaele

Qui le farmacie territoriali hanno un ruolo fondamentale. «I farmacisti possono fare da sentinella sanitaria, sia nella sensibilizzazione precoce sia nella prevenzione dei fattori di rischio. La farmacia – chiarisce Levantino – è spesso il primo punto di contatto con il sistema sanitario, potendo intercettare cittadini che potrebbero sottovalutare segnali come la presenza di sangue nelle urine. L’efficacia della sensibilizzazione è dimostrata da uno studio inglese (2) sulla campagna Be Clear on Cancer – Blood in Pee, che ha registrato un aumento del 17% delle visite dal medico per ematuria e un incremento del 18% dei rinvii urgenti per sospetto tumore urologico, favorendo diagnosi più tempestive. Oltre a questo, il farmacista è centrale anche nella prevenzione primaria, perché può agire sui fattori di rischio modificabili: controllo della pressione arteriosa, eccesso di peso e fumo di sigaretta, che espone i reni a sostanze cancerogene eliminate con le urine. Studi clinici, infatti mostrano che l’intervento del farmacista (3) nel controllo dell’ipertensione nei pazienti con diabete e/o malattia renale cronica porta a una riduzione significativa della pressione arteriosa sistolica di circa 8,6 mmHg rispetto alle cure usuali, contribuendo a proteggere la funzione renale nel lungo periodo».

Bibliografia

  1. Chiereghin A, Pizzi L, Sanna T et al. Integration of community pharmacies in an Italian colorectal cancer screening program: insights from the Local Health Authority of Bologna. J Cancer Metastasis Treat. 2024, 10:10. http://dx.doi.org/10.20517/2394-4722.2023.118
  2. Merriel SWD, Ball S, Bright CJ et al. A prospective evaluation of the fourth national Be Clear on Cancer ‘Blood in Pee’ campaign in England. Eur J Cancer Care (Engl). 2022, 31(5):e13606. Doi: 10.1111/ecc.13606.
  3. Anderegg MD, Gums TH, Uribe L et al . Pharmacist Intervention for Blood Pressure Control in Patients with Diabetes and/or Chronic Kidney Disease. Pharmacotherapy, 2018, 38(3):309-318. doi: 10.1002/phar.2083.

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