Oltre 2 mila cittadini italiani intervistati, di età tra i 18 e i 76 anni, insieme ad altrettanti rappresentanti di altri venti Paesi europei. È la platea che ha partecipato alla sesta edizione dello STADA Health Report 2026, quest’anno incentrato sul tema “Una popolazione che invecchia, una sanità che si trasforma: gli Italiani e la sfida dell’Intelligenza Artificiale”.

L’indagine è stata occasione per indagare la percezione di salute dei cittadini, i comportamenti concreti adottati nel quotidiano, le sfide ritenute emergenti, i bisogni e le attese dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) di oggi e di domani. Emerge, tra le molte criticità, un punto fermo: la farmacia territoriale, riferimento e presidio sicuro e autorevole per i bisogni di salute.

I molti dati emersi saranno strumento per la messa a servizio del sistema sanitario e dei suoi operatori per avviare strategie di incontro ai cittadini e dei decisori politici, istituzionali, per metter in atto azioni di valore aggiunto, integrato sul territorio, per il diritto alla salute di ogni residente.

Un sistema sanitario a due velocità

La società che invecchia, i bisogni “cronici” di salute che crescono e il sistema che non tiene il passo e non soddisfa le attese e le percezioni dei cittadini.

Lo confermano i dati del Report: il gradimento complessivo delle offerte del sistema sanitario italiano – che, ricordiamo, è universalistico garante di qualsiasi tipo di prestazioni a qualsiasi cittadino residente, anche di nazionalità estera – si attesta al 45%, equivalente a meno di un italiano su due, al di sotto della media europea e in costante calo. Solo un anno fa era al 48%, suggerendo una persistente distanza tra le aspettative dei cittadini e la loro esperienza quotidiana.

Diverse le motivazioni che portano a queste considerazioni:

  • i lunghi tempi di attesa (73%) legati alla carenza di personale. Principale preoccupazione che diviene anche sfida, secondo gli Italiani, per il SSN del futuro
  • necessità di adottare politiche in grado di gestire efficacemente l’invecchiamento della popolazione
  • l’aumento delle cronicità (57%)
  • il difficile accesso a un’assistenza sanitaria economicamente sostenibile (55%)

In questo contesto di “emergenze”, secondo i cittadini si salva il buon supporto soprattutto per l’accesso ai farmaci (59%), mentre stimano più carenti il sostegno alla salute mentale (21%), la disponibilità di strumenti e servizi digitali, (23%) e l’assistenza agli anziani (24%).

La voce delle istituzioni

Sensibilizzare alla prevenzione, prima arma per la difesa della salute, resta la principale chiave di letture e di supporto alla sostenibilità del sistema, in cui un ruolo centrale è svolto dalle farmacie. Pensando, ad esempio, alle vaccinazioni (antinfluenzale, anti-Covid e dal 22 settembre nelle farmacie lombarde anche dell’HPV e difterite, tetano e pertosse, al counseling e informazione al paziente sulle modalità di assunzione delle terapie, dunque di aderenza, appropriatezza prescrittiva, di ricognizione farmacologica).

Tuttavia servono nuovi modelli gestionali: «Un fattore respingente – commenta Andrea Mandelli, presidente FOFI – è la percezione che la prevenzione passi dall’out-of-pocket, l’esborso da parte del cittadino. investire in sanità non basta, è necessario re-ingegnerizzare il sistema, puntando proprio sulla prevenzione. Oggi la sinergia tra studi medici e farmacie, deputate in via esclusiva alla dispensazione dei farmaci e alle preparazioni galeniche, risulta imprescindibile per poter affrontare i problemi e curare il paziente. Si potrebbe ragionare con le Regioni per istituzionalizzare dei pacchetti di prevenzione, ad esempio in ambito cardiometabolico, in accordo con i Medici di Medicina Generale (MMG), definiti per fasce di età, 40/50/60 anni, con una piccola partecipazione del cittadino».

Andrea Mandelli, presidente Fofi
Andrea Mandelli, presidente Fofi

Ma non solo gli italiani hanno espresso chiare aspettative verso le farmacie e la Faramcia dei Servizi del futuro: il 38% vorrebbe che rilasciassero prescrizioni ripetibili per le patologie croniche 24h/24, 7 giorni su 7, e 1 italiano su 3 auspicherebbe la gestione digitale dei farmaci. Il 49% conferma di preferire la propria farmacia di fiducia per l’acquisto dei prodotti da banco e di percepirla come fondamentale anche per la consulenza in vista degli acquisti online. Il 69% predilige il contatto diretto con il farmacista, che resta insostituibile.

È inoltre necessario comunicare di più ciò che viene fatto in farmacia: «Molti lo scorso anno – dichiara Annarosa Racca, presidente Federfarma Lombardia – non sapevano che la vaccinazione pneumococcica poteva essere somministrata anche in farmacia. Oggi disponiamo di efficaci strumenti, come la piattaforma Arvax che consente di fare rete, lavorare in sinergia, mettendo in (inter)commessione con tutti gli attori del territorio, MMG, specialisti, Case di Comunità. Ciò consente al farmacista, ad esempio, di conoscere che vaccinazione ha fatto quel determinato paziente e dove, con una efficace azione di monitoraggio, tutela e prevenzione».

Annarosa Rocca, presidente di Federfarma Lombardia
Annarosa Rocca, presidente di Federfarma Lombardia

Fare sensibilizzazione e cultura della prevenzione

L’alfabetizzazione sanitaria del cittadino resta un altro punto nodale. Molti aspetti sono ancora ignorati dalla popolazione: «È necessario fare un passo avanti sulle Case di Comunità, in Lombardia come da programma ne sono state attivate 197, ma non è stato così in tutte le Regioni dove , in alcune, non sono partite. Queste invece hanno un ruolo importante – aggiunge Racca – non sono solo sanitario, ma svolgendo quei compiti sociali che i cittadini chiedono».

Commenta Valeria Fava, responsabile del Coordinamento Politiche per la Salute, Cittadinanzattiva: «Molti cittadini non sanno cosa siano le Case di Comunità e anche i sistemi di monitoraggio che queste offrono, vanno utilizzati in un partecipato processo di rinnovamento, diversamente sono inutili».

L’aiuto dell’IA

La digitalizzazione può esser un efficace supporto nella quotidianità del farmacista, in una attività non solo amministrativa-burocratica: «Se un anziano su tre è in politerapia, l’IA può essere uno strumento a supporto di medico e farmacista – precisa Francesco Ferro Russo, presidente Fenagifar – Considerato che i giovani farmacisti sono nati digitali, l’elemento che fa ben sperare è che il paziente ritenga l’IA uno strumento da mettere nelle mani dell’operatore sanitario. Se riuscissimo a trovare di concerto con i medici il modo di utilizzarla in ambito di aderenza terapeutica e liste di attesa, esaudiremmo il desiderio dei cittadini colto da questo Report».

Francesco Ferro Russo, presidente Fenagifar
Francesco Ferro Russo, presidente Fenagifar

In un momento di grandi cambiamenti, centrale resta il ruolo degli operatori sanitari, indipendentemente dalla crescente digitalizzazione. Il 31% degli intervistati prevede anzi un loro ruolo crescente come consulenti e interpreti degli strumenti di IA, mentre il confronto diretto con i professionisti in presenza è la modalità preferita sia per screening controlli preventivi e consulti medici (78%) sia per le consulenze in farmacia (69%).

Popolazione che invecchia, sistema che si trasforma

Deve mutare la “visione” complessiva per favorire il rinnovamento e la sostenibilità del sistema. «In uno nostro studio di demografia clinica appena pubblicato – conclude Claudio Cricelli, presidente emerito SIMG, a commento dei dati – abbiamo sottolineato come sia oggi necessario comprendere come evolve la popolazione e con essa le malattie. Il sistema sta invecchiando e legge il mondo con la metrica di 35 anni fa. Se oggi chiediamo a qualunque sistema sanitario del pianeta quanto rende, nessuno sa rispondere. Il dato del 45% non misura il fallimento di un sistema, ma la distanza tra una popolazione che si è trasformata e un sistema invecchiato. La velocità del mondo non è più la velocità dei nostri sistemi. Il SSN va quindi adattato a come vogliamo vivere. Si pensi solo che per ogni persona che avrà bisogno di un caregiver, ci sarà solo mezza persona disponibile. L’unico fattore governabile è organizzare la risposta. E il farmaco è la risposta che, ad ora, funziona meglio».

Claudio Cricelli, presidente emerito SIMG
Claudio Cricelli, presidente emerito SIMG

Ciò segna la crucialità, centrale, delle farmacia nella visione futura, in costante evoluzione, del sistema salute e dei suoi nuovi bisogni.


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