L’ultimo decennio è stato per la farmacia italiana un periodo di indiscussa evoluzione, grazie al quale oggi ci troviamo di fronte a un presidio socio-sanitario a tutti gli effetti, dove la dispensazione del farmaco è solo uno dei servizi offerti. Un cammino non semplice, costellato da tanti traguardi importanti, alcuni dei quali conseguiti lo scorso anno.

«Tra i risultati più significativi – spiega Marco Cossolo, presidente di Federfarma – c’è la nuova Convenzione Farmaceutica Nazionale, siglata dopo 25 anni di attesa. È un passaggio importante perché aggiorna il quadro di riferimento della farmacia e identifica in modo più chiaro il ruolo che oggi svolge all’interno del SSN. A ciò si aggiunge la stabilizzazione della Farmacia dei Servizi con la Legge di Bilancio. Un riconoscimento del lavoro fatto in questi anni dalle farmacie e di un modello fortemente voluto e in cui crediamo da sempre: una sanità su misura, vicina alle persone e un SSN che non si fa rincorrere, ma va incontro al cittadino».

Il presidente di Federfarma Nazionale Marco Cossolo
Il presidente di Federfarma Nazionale Marco Cossolo

Quanto agli obiettivi ancora da raggiungere, Cossolo cita l’attuazione regionale, come tema ancora aperto. «Gli Accordi integrativi regionali che devono applicare la Convenzione nei diversi territori, purtroppo, procedono con tempi e modalità non uniformi. Questo rischia di creare differenze tra Regione e Regione nell’accesso ai servizi. La priorità, quindi, è dare piena attuazione alla Convenzione, evitando che i cittadini abbiano una sanità diversa a seconda del territorio in cui vivono».

I numeri dei servizi

Come già evidenziato nell’VIII Rapporto di Cittadinanzattiva, i servizi sanitari in farmacia sono ormai molto diffusi. Il 78,9% eroga esami e point of care test (81% nelle farmacie urbane e 75,7% in quelle rurali). Tra gli screening, il 76,8% delle farmacie effettua quello del colon-retto, mentre il 45,2% effettua attività legate a fattori di rischio cronico e il 40,4% cardiovascolare. Passando invece alle vaccinazioni, il 48,8% delle farmacie somministra quella antinfluenzale, il 34,3% quella anti-Covid, mentre l’8,9% dei presidi eroga anche altre vaccinazioni.

Un’importante espansione si registra per la telemedicina, come dimostrano i dati raccolti dai provider che collaborano con Federfarma (HTN, MeDEA, Colpharma/M&M), attraverso la propria società di servizi Promofarma. Gli ECG totali eseguiti nel 2025 in farmacia dai tre provider sono stati più di 725 mila; gli holter cardiaci oltre 265 mila e gli holter pressori circa 153 mila, per un totale di oltre un milione di prestazioni. Grazie a questi servizi sono state rilevate diverse anomalie, anche gravi, nei pazienti.

Decima edizione per “La Farmacia Italiana”
Giunto alla sua decima edizione, il report “La Farmacia Italiana” di Federfarma accoglie dati e informazioni che permettono di analizzare lo sviluppo del settore nel Paese. Confermando il trend degli ultimi dieci anni, anche nel 2025 il numero delle farmacie è aumentato, passando da 20.195 a 20.295. Nell’ultimo decennio l’incremento è stato del 29%. Le farmacie rurali sono circa 7.200 (2 mila quelle che operano in comuni al di sotto dei 1.500 abitanti). Gli addetti complessivi occupati in farmacia sono 101 mila, di cui 78 mila dipendenti. Di questi, 60 mila sono farmacisti collaboratori (80% donne e 20% uomini). L’occupazione e il ricambio generazionale sono fattori significativi. «Il passaggio generazionale è importante per il futuro della farmacia – sostiene Cossolo –. Le nuove generazioni di farmacisti arrivano con voglia di fare, competenze solide, maggiore familiarità con il digitale, qualità che vanno conciliate con l’esperienza professionale e relazionale di chi è al banco da tanti anni. La sfida è accompagnare questo ricambio, valorizzando le nuove competenze senza perdere ciò che si è costruito negli anni». «Entrambe le voci – si legge nel report – concorrono a formare la spesa per farmaci per acquisti diretti che da anni supera il tetto di spesa previsto dalla normativa, mentre la spesa farmaceutica convenzionata, rimane sotto controllo. Questi andamenti, da un lato evidenziano il ruolo della DPC come strumento per agevolare i cittadini nell’accesso a farmaci che possono essere distribuiti da ospedali e ASL con notevoli disagi, costi sommersi e oneri a carico dei cittadini; dall’altro fanno emergere l’insostenibilità di un sistema che vede sforare costantemente il tetto della spesa per acquisti diretti, alimentando meccanismi distorsivi quali il pay-back a carico delle aziende». «Entrambe le voci – si legge nel report – concorrono a formare la spesa per farmaci per acquisti diretti che da anni supera il tetto di spesa previsto dalla normativa, mentre la spesa farmaceutica convenzionata, rimane sotto controllo. Questi andamenti, da un lato evidenziano il ruolo della DPC come strumento per agevolare i cittadini nell’accesso a farmaci che possono essere distribuiti da ospedali e ASL con notevoli disagi, costi sommersi e oneri a carico dei cittadini; dall’altro fanno emergere l’insostenibilità di un sistema che vede sforare costantemente il tetto della spesa per acquisti diretti, alimentando meccanismi distorsivi quali il pay-back a carico delle aziende».

La farmacia proseguirà quindi su questa strada, aumentando sempre di più il livello di integrazione con gli altri operatori e presidi sanitari.  «Nei prossimi anni – dichiara Cossolo – serviranno servizi ancor più vicini, accessibili e integrati per rispondere all’aumento delle cronicità e ai bisogni di una popolazione che invecchia. Le farmacie vanno incontro proprio a queste esigenze. Gli oltre 20 mila presidi sul territorio possono contribuire alla presa in carico del paziente soprattutto nelle attività di prevenzione, monitoraggio, aderenza terapeutica, telemedicina e screening. Sarà indispensabile l’integrazione con gli altri professionisti della salute sul territorio: medici di medicina generale, specialisti, infermieri, Case della comunità, aziende sanitarie e Regioni. La farmacia può funzionare come nodo di una rete più ampia, non come soggetto isolato».

Tra i punti cardine della trasformazione, per Cossolo c'è ovviamente anche la stabilizzazione della Farmacia dei Servizi con la Legge di Bilancio. Un riconoscimento del lavoro fatto in questi anni dalle farmacie e di un modello fortemente voluto
Tra i punti cardine della trasformazione, per Cossolo c’è ovviamente anche la stabilizzazione della Farmacia dei Servizi con la Legge di Bilancio. Un riconoscimento del lavoro fatto in questi anni dalle farmacie e di un modello fortemente voluto

Il presidente di Federfarma sottolinea inoltre che «siamo tra i Paesi più avanzati per capillarità del servizio, con una farmacia ogni 2.904 abitanti, meglio della media europea di 3.213. Siamo tra i primi ad aver strutturato un modello di Farmacia dei Servizi riconosciuto dal Sistema sanitario nazionale. Sul fronte delle vaccinazioni in farmacia siamo in linea con i principali Paesi europei. Sicuramente i colleghi europei guardano con interesse al modello italiano. Ora occorre un rafforzamento della collaborazione tra farmacisti e medici di medicina generale nell’ottica di una presa in carico condivisa del paziente, in particolare cronico. L’obiettivo è costruire una rete in cui ciascun professionista intervenga secondo le proprie competenze. Ed è su questo che stiamo lavorando».

L’impresa farmacia

Passando ai dati economici della farmacia come impresa, si registra un fatturato complessivo di 27,865 miliardi di euro, in aumento del 4% rispetto al 2024. Il 57,1% (15,9 miliardi) deriva da farmaci con ricetta, il cui valore è cresciuto del 2,4%. Il 42,9% del fatturato, pari a 12 miliardi di euro, è invece generato da farmaci senza ricetta e mercato commerciale, che registrano una crescita dell’1,3%.

In questo ambito, i farmaci senza ricetta costituiscono il 10,3%, attestandosi a 2,9 miliardi di euro (+2% rispetto al 2024). Il mercato commerciale è costituito prevalentemente da integratori/notificati (18,4%), segmento che nel 2025 ha raggiunto 5,1 miliardi di euro, segnando a sua volta una crescita del 2%.

La seconda categoria a valore è quella dei prodotti per l’igiene e la bellezza, con una quota  dell’8,4% (2,3 miliardi di euro). Si tratta del segmento che ha registrato la crescita maggiore (+2,5%). Al contrario, è diminuito il valore del parafarmaco e dell’area nutrizionale, rispettivamente in calo del 3,7% e dell’1,7%.

La digitalizzazione procede

Negli ultimi anni la farmacia italiana ha dedicato un grande impegno all’informatizzazione e digitalizzazione di numerose attività. Basti pensare all’invio dei dati degli scontrini fiscali all’Agenzia delle Entrate e alle ricette dematerializzate, che sono ormai il 96% del totale. L’uso di piattaforme digitali permette inoltre di interfacciarsi con quelle di Regioni e ASL per garantire la tracciabilità dei test antigenici rapidi e delle vaccinazioni anti-Covid19 somministrati in farmacia.

Negli ultimi 10 anni c'è stato un grande impegno nell’informatizzazione e nella digitalizzazione di numerose attività. Basti pensare all’invio dei dati degli scontrini fiscali all’Agenzia delle Entrate e alle ricette dematerializzate, che sono ormai il 96% del totale
Negli ultimi 10 anni c’è stato un grande impegno nell’informatizzazione e nella digitalizzazione di numerose attività. Basti pensare all’invio dei dati degli scontrini fiscali all’Agenzia delle Entrate e alle ricette dematerializzate, che sono ormai il 96% del totale

Anche l’erogazione di farmaci in distribuzione per conto si avvale di registrazione digitale, che garantisce trasparenza e riduzione degli sprechi. La digitalizzazione ha permesso poi l’avvio di servizi di telemedicina, teleconsulto, prenotazione di farmaci da ritirare in farmacia senza fare la fila, monitoraggio dell’aderenza terapeutica. Si auspica ora che venga attivato quanto prima il dossier farmaceutico nel FSE. Questo strumento permetterà alle farmacie di accedere ai dati e inserire informazioni su tutti i farmaci dispensati ai cittadini.

Un valore per i cittadini

Sono circa 4 milioni le persone che entrano ogni giorno in farmacia (200 in media per ogni presidio). Quotidianamente 800 mila cittadini si recano in farmacia per consulenze sulla salute. Oltre l’80% delle persone si reca sempre nella stessa farmacia. Da non dimenticare, poi, il valore del servizio notturno, grazie al lavoro di 1800 presidi che a turno ogni notte restano aperti sul territorio.

La fiducia della popolazione italiana nella farmacia è stata confermata anche in una ricerca condotta dal Censis per Federfarma nel 2026, intitolata “La farmacia nella sanità di prossimità. La dispensazione del farmaco nel nuovo modello di assistenza territoriale”. Da quanto emerso dall’indagine, il 76% degli italiani non considera da tempo la farmacia solo un luogo di distribuzione di farmaci, ma un presidio sociosanitario integrato nel servizio sanitario nazionale. Per l’85%, le farmacie sono punti di riferimento essenziali della sanità sul territorio e il 97,2% le considera un servizio essenziale per le comunità.

Distribuzione diretta vs DPC
Una serie di dati rilevati da IQVIA per Federfarma mostrano il trend della spesa per farmaci acquistati da ospedali e ASL e dispensati ai pazienti ricoverati e non (distribuzione diretta). Questi dati sono messi a confronto con quelli relativi alla spesa per farmaci acquistati dalle ASL ma dispensati dalle farmacie con il modello della distribuzione per conto (DPC). «Entrambe le voci – si legge nel report – concorrono a formare la spesa per farmaci per acquisti diretti che da anni supera il tetto di spesa previsto dalla normativa, mentre la spesa farmaceutica convenzionata, rimane sotto controllo. Questi andamenti, da un lato evidenziano il ruolo della DPC come strumento per agevolare i cittadini nell’accesso a farmaci che possono essere distribuiti da ospedali e ASL con notevoli disagi, costi sommersi e oneri a carico dei cittadini; dall’altro fanno emergere l’insostenibilità di un sistema che vede sforare costantemente il tetto della spesa per acquisti diretti, alimentando meccanismi distorsivi quali il pay-back a carico delle aziende». «Entrambe le voci – si legge nel report – concorrono a formare la spesa per farmaci per acquisti diretti che da anni supera il tetto di spesa previsto dalla normativa, mentre la spesa farmaceutica convenzionata, rimane sotto controllo. Questi andamenti, da un lato evidenziano il ruolo della DPC come strumento per agevolare i cittadini nell’accesso a farmaci che possono essere distribuiti da ospedali e ASL con notevoli disagi, costi sommersi e oneri a carico dei cittadini; dall’altro fanno emergere l’insostenibilità di un sistema che vede sforare costantemente il tetto della spesa per acquisti diretti, alimentando meccanismi distorsivi quali il pay-back a carico delle aziende». «Entrambe le voci – si legge nel report – concorrono a formare la spesa per farmaci per acquisti diretti che da anni supera il tetto di spesa previsto dalla normativa, mentre la spesa farmaceutica convenzionata, rimane sotto controllo. Questi andamenti, da un lato evidenziano il ruolo della DPC come strumento per agevolare i cittadini nell’accesso a farmaci che possono essere distribuiti da ospedali e ASL con notevoli disagi, costi sommersi e oneri a carico dei cittadini; dall’altro fanno emergere l’insostenibilità di un sistema che vede sforare costantemente il tetto della spesa per acquisti diretti, alimentando meccanismi distorsivi quali il pay-back a carico delle aziende».

Articolo tratto da Tema Farmacia News di settembre 2026

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