Tecnologia e capacità di gestione, così si affronta il cambiamento

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La probabile affermazione delle catene muterà il panorama di riferimento della farmacia, che dovrà compiere scelte precise per agire in un settore più competitivo e avanzato dal punto di vista della tecnologia e degli strumenti di gestione

La probabile affermazione delle catene di farmacie cambierà in modo rilevante la logica di operare all’interno del settore, che non solo diventerà più competitivo ma anche più evoluto, in termini di tecnologie e strumenti impiegati.

Il numero delle farmacie che hanno deciso di aggregarsi è cresciuto negli anni, giungendo a coinvolgere ben il 35% delle farmacie presenti sul territorio nazionale.

Come cambieranno il lavoro e la gestione della farmacia in questo nuovo panorama? Al momento possiamo solamente fare supposizioni ma l’esperienza dei network già attivi prima della nuova legge e le testimonianze degli altri Paesi europei forniscono indicazioni abbastanza chiare sugli sviluppi futuri.

La prima cosa che muterà non sarà la proprietà delle diverse farmacie, dal momento che molto probabilmente le farmacie saranno acquistate singolarmente e che tale processo richiederà abbastanza tempo. L’elemento che cambierà più rapidamente è sicuramente il sentiment della categoria verso il futuro. Alcuni avevano già iniziato a riflettere sul tema ben prima della approvazione della fatidica normativa ma indubbiamente molti erano ancora all’oscuro quando ad agosto il Ddl concorrenza è diventato legge.

La presa di coscienza del cambiamento e del fatto che la farmacia non è più quell’isola felice dove tutto rimane immutato, nonostante il passare degli anni, sarà quindi il primo vero mutamento che segnerà l’inizio di una nuova era. Superato lo stupore e lo sgomento, come è già accaduto in passato ai tempi del decreto Bersani, la categoria si riprenderà, compattandosi intorno ai diversi poli di aggregazione, alcuni di emanazione delle diverse cooperative, altri di grossisti intermedi, mentre pochi saranno coloro che rimarranno veramente indipendenti, almeno nel lungo periodo.

La cosa che maggiormente colpirà l’attenzione di un osservatore esterno sarà il diffondersi della tecnologia, fatto non secondario in un settore dove ancora alcuni usano il telefax: il vero problema della farmacia è, infatti, la bassa efficienza e, come è noto, una robusta iniezione di tecnologia è sicuramente la via maestra da percorrere per migliorarla. Grazie al Web è infatti possibile legare almeno virtualmente le diverse realtà distribuite sul territorio, con il risultato di riuscire a gestirle quasi come se fossero un’unica struttura. La conoscenza dei dati è, e sarà, sempre più determinante, sia per acquistare sia per vendere al meglio! In futuro vedremo nuovi programmi software che, interfacciandosi con i singoli gestionali, saranno capaci di aggregare i risultati, fornendo così le giuste informazioni a coloro che saranno chiamati ad acquistare prodotti e servizi per i membri delle diverse catene. La singola farmacia sarà sempre più focalizzata sull’interazione con il cliente-paziente, mentre tutto ciò che riguarderà la gestione del back-office sarà demandato al centro servizi del polo aggregante. Grazie al Web si otterranno significative economie di scala.

Quando si pensa a una riorganizzazione, la nostra mente corre subito al rifacimento degli arredi, quasi tutte le catene mireranno probabilmente a creare una propria identità di brand, magari sviluppando un format di farmacia fortemente distintivo. Molto probabilmente questo trend coinvolgerà soprattutto le catene più grandi. Quelle più piccole, nate magari dall’unione volontaria di più farmacisti, potrebbero propendere per forme più semplici di identificazione, limitandosi all’insegna o poco più: le risorse sono poche e vanno investite bene! Un fenomeno che potrebbe accompagnare l’ascesa delle catene è la riduzione della redditività a seguito della probabile guerra dei prezzi tra i diversi concorrenti per la conquista di quote di mercato. Ecco allora che le aggregazioni non necessariamente genereranno un boom del rifacimento degli arredi, almeno non nella versione ‘sfarzosa’ che caratterizza ancora oggi le ristrutturazioni: come insegna la grande distribuzione, anche quella più ‘glamour’, i negozi sono anche eleganti ma non certo sfarzosi!

Nel nuovo scenario, in virtù delle diverse tipologie presenti, oltre alle farmacie tradizionali si affermeranno anche realtà di proprietà di fondi e si assisterà all’ascesa della figura del direttore di farmacia. Il nuovo ruolo professionale assomiglierà più a quello di un responsabile di un supermercato della Gdo, piuttosto che a quello del titolare classico. Il nuovo direttore di farmacia, dovrà quindi essere un professionista della salute ma anche un abile gestore, capace di motivare la squadra dei collaboratori e far rendere al meglio la singola realtà. In ragione di questo cambiamento, chi vorrà candidarsi per questo nuovo ruolo, dovrà innanzitutto investire tempo e denaro nell’ampliamento del suo bagaglio conoscitivo, imparando l’arte della gestione.

 

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