La veterinaria cresce dell’11% nel canale farmacia ed è il comparto con la performance migliore. Il dato, misurato a marzo 2024 e riferito allo stesso mese del 2023, è emerso a Cosmofarma 2024 nel corso dell’incontro “Dalla nutraceutica umana alla nutraceutica veterinaria” durante il quale Maurizio Maggini, Senior Manager Supplier Relationships di IQVIA, ha presentato i dati più significativi del settore.

Tra i relatori sono intervenuti Marco Biagi, medico veterinario del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna con una panoramica sulla nutraceutica veterinaria, e Achille Gallina Toschi che nella sua farmacia, dieci anni fa, ha allestito un Pet corner.

I dati di mercato

Il mercato veterinario in Italia nei canali farmacia, parafarmacia e online (esclusi i siti specializzati) ha raggiunto un valore di 521 milioni di euro con un CAGR negli ultimi 36 mesi del 9%. Sono poco più di 8 mila le referenze (8.064) con le prime 154 che coprono la metà del mercato e una crescita complessiva che si concentra sui primi cinque produttori che detengono una quota valore del 56% e i primi dieci il 75%.

In Lombardia si concentra quasi il 20% del mercato. Seguono Piemonte, Toscana e Lazio. Le migliori performance si registrano però nel Sud Italia: Campania (+48%), Sardegna (+14,5%), Puglia (+13,5%).

Il farmaco pesa il 74% ed è in crescita del 12% con antiparassitari, insetticidi e repellenti che guidano la classifica dei più venduti (41%). Seguono quelli per problemi cardiovascolari (11%), antimicrobici generali (10%), dermatologici (8%). I prodotti pesano il 24% e sono in crescita del 9,5% e la parte preponderante (74%) riguarda alimentazione e dietetica, toelettatura (10%), e un 5% di prodotti per la cura e l’igiene orale che mettono a segno una crescita significativa (+15,4%).

L’importanza dell’e-commerce è ancora relativa ma la variazione ha un incremento a valore del +28% negli ultimi 12 mesi (marzo 2024).Il prezzo medio tra online e offline è marcato: 17 euro contro i 30 con differenza a seconda delle tipologie di prodotto. I prodotti maturi sono quelli che contribuiscono maggiormente alla crescita. Quelli lanciati negli ultimi 12 mesi pesano solo il 5% e l’impatto dell’innovazione non è elevatissimo.

La nutraceutica

«È aumentata enormemente l’aspettativa di vita di cani e gatti per cui oggi, ancor più di una volta, ci troviamo a confrontarci con quelle che sono le tematiche tipiche dell’età più avanzata, la fase geriatrica, quindi c’è un grande interesse per tutto ciò che può contribuire alla salute e al benessere degli animali, compresa la nutraceutica» ha dichiarato Giacomo Biagi, medico veterinario del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna.

Tre gli ambiti presi in esame nel corso dell’incontro e riferiti alla nutraceutica per cani e gatti: benessere delle articolazioni (nei gatti anziani le osteoartrosi sono frequentissime), disbiosi intestinale, variazioni enzimatiche del fegato.

Per quanto riguarda le prime, si ricorre più o meno agli stessi principi nutraceutici che si utilizzano in umana: condroprotettori o precursori delle cartilagini, alcuni estratti vegetali come la boswellia, estratto di cozze verdi, olio di pesce.

Per i problemi gastrointestinali cronici è emerso che gli stessi veterinari ricorrono spesso ai probiotici umani perché i ceppi autorizzati sono di più e spesso più efficaci. Per la gestione delle variazioni enzimatiche del fegato, i principi attivi del cardo mariano si confermano i più indicati come epatoprotettori. In veterinaria hanno una certa popolarità anche la S-adenosil-L-metionina (SAMe) e, come coleretico, l’acido ursodesossicolico.

Un mercato “attenzionato”e potenzialmente molto florido è quello della cosmetica veterinaria. «Il mantello dell’animale non ha solo un ruolo estetico ma un ruolo protettivo ben definito» ha precisato Giacomo Biagi.

Alla base di tutto c’è il desiderio dei proprietari di cani e gatti di mantenere giovanile l’aspetto del proprio animale con un particolare riferimento al mantello affinché rimanga folto e lucido. In questi casi più che alla nutraceutica si ricorre a un arricchimento della dieta con nutrienti che hanno una funzione trofica più o meno importante: acidi grassi essenziali, amminoacidi solforati, zinco.

Ha raccontato la sua esperienza Achille Gallina Toschi, farmacista titolare che dieci anni fa ha inaugurato un Pet corner all’interno della sua attività nel centro storico di Bologna.

«Abbiamo deciso di focalizzarci su cani e gatti. Si tratta di un mercato in crescita, per effetto del numero sempre maggiore di questi animali da compagnia e dei prodotti a loro dedicati. Il mio consiglio è di approcciare il settore prima di tutto con un’analisi di mercato.

Serve indubbiamente una corretta pianificazione che preveda un business plan sulla base dei prodotti che si vogliono offrire. Poi, come per qualunque altra attività, ci vuole passione e se non si amano gli animali meglio evitare questo passo perché il primo ad accorgersene è il cliente finale. Fondamentali sono poi le collaborazioni con altre categorie professionali, come il medico veterinario di zona, i servizi di toelettatura, dog sitter, e altri per offrire al cliente una soluzione a tutta una serie di esigenze e problemi».