La farmacia si conferma il punto di accesso più immediato per i cittadini che pianificano un viaggio all’estero, trasformandosi da semplice luogo di acquisto di prodotti sanitari a vero e proprio hub di consulenza e profilassi.
I risultati di una sperimentazione condotta per un anno nel dipartimento dell’Ain, in Francia, presentati recentemente a Lione, aprono nuove prospettive sulle competenze vaccinali del presidio.
Una consulenza strutturata in quattro fasi
Il protocollo francese ha permesso ai farmacisti dell’area di gestire la preparazione al viaggio attraverso un percorso rigoroso che non si limita alla vendita di repellenti, ma include la prescrizione e l’iniezione di vaccini specifici. La consulenza si articola in quattro momenti chiave:
- Valutazione del rischio: analisi delle tappe del viaggio e aggiornamento del calendario vaccinale ordinario.
- Profilassi vaccinale: prescrizione e somministrazione dei vaccini raccomandati per la destinazione.
- Chemioprofilassi: prescrizione di farmaci antimalarici, se necessari.
- Allestimento della borsa medica: consigli su farmaci di primo soccorso, medicazioni e presidi.
Per garantire la massima sicurezza e conformità alle linee guida, i farmacisti hanno utilizzato strumenti digitali avanzati in grado di incrociare lo storico vaccinale del paziente con le condizioni di viaggio (itinerario, durata, tipologia di alloggio).
L’impatto sulla salute pubblica
I dati emersi dopo dodici mesi di sperimentazione sono estremamente incoraggianti:
- Aumento della prevenzione: le vendite di vaccini del viaggiatore sono cresciute del 30% rispetto all’anno precedente;
- Intercettazione dei bisogni: il 70% dei pazienti presi in carico ha dichiarato che non avrebbe consultato un medico o un centro specializzato, sottolineando l’importanza della prossimità della farmacia;
- Semplificazione burocratica: l’accesso diretto in farmacia ha evitato ai cittadini lunghe trasferte verso i centri di vaccinazione internazionale, spesso molto distanti.
Limiti e sicurezza del protocollo
Le vaccinazioni incluse nella sperimentazione sono state quelle contro: la rabbia, il morbillo, la parotite e la rosolia, la varicella, l’herpes zoster, la chikungunya, il colera, l’encefalite giapponese e l’encefalite da zecche.
Il protocollo ha tuttavia escluso alcuni target, spesso considerati i casi più complessi – bambini sotto gli 11 anni, donne in gravidanza, pazienti immunodepressi o con storie di reazioni avverse – e le vaccinazioni specifiche come quella contro la febbre gialla e lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), che restano di competenza dei centri specializzati.
Questa esperienza d’oltralpe suggerisce che l’evoluzione della farmacia verso la prescrizione di protocolli preventivi non solo è sicura, ma è fondamentale per intercettare quella fascia di popolazione che, pur viaggiando verso mete a rischio, trascurerebbe la profilassi a causa delle difficoltà logistiche di accesso ai canali tradizionali.


