Proprietà delle farmacie, con il possibile abbassamento dei limiti per le società di capitali, più interoperabilità dei dati sanitari, promozione di sinergie e strategie per favorire l’aderenza terapeutica, dare maggiore supporto alle farmacie rurali e ai presidi delle aree interne per rafforzare l’assistenza al paziente-cittadino, “disagiato” nella disponibilità di servizi territoriali di prossimità.

Sono alcune delle priorità, nonché novità, al centro della riforma farmaceutica, discussa dalla X Commissione permanente del Senato, Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale: approvate nuove modifiche al testo, anche alla luce del parere della Commissione Bilancio e diversi emendamenti all’articolo 3. La riforma farmaceutica, con il riordino della legislazione A.S. 1786, sembra dunque prendere forma attraverso una serie di interventi mirati sul testo della legge delega.

Fumata bianca

Sembra avere messo un punto, potenzialmente definitivo, la revisione della riforma farmaceutica, dopo i molteplici disaccordi e bocciatura delle ultime settimane. Non ultimo, l’accordo di maggiore interesse per le farmacie, su alcuni emendamenti all’articolo 3 del disegno di legge in cui si delineano principi e i criteri direttivi che detteranno la rotta del Governo per l’elaborazione dei futuri decreti legislativi. Se l’attesa è di una rivoluzione alle fondamenta dell’impianto di legge, si resterà disillusi; di fatto, questo resta simile a se stesso, ma con alcune novità. Ad esempio vengono meglio definiti i contorni di alcuni dei contenuti, prevedendo maggiore attenzione alla governance delle farmacie, all’utilizzo dei dati sanitari, all’aderenza terapeutica e al rafforzamento dell’assistenza farmaceutica sul territorio.

La proprietà delle farmacie

Fra tutti gli aspetti presi in carico dalla riforma farmaceutica, la proprietà delle farmacie è forse il più rilevante. Verrà infatti introdotto, sulla base dell’emendamento dei senatori Magni, De Cristofaro, Cucchi e Mazzella, un nuovo criterio direttivo secondo cui il Governo dovrà rivedere i limiti quantitativi relativi alla titolarità delle farmacie da parte delle società di capitali, tramite la revisione dei limiti quantitativi e la riduzione della quota massima di controllo a livello regionale. L’obiettivo è evitare la formazione di concentrazioni eccessive, oligopoli o monopoli privati, a tutela della professionalità e dell’indipendenza del farmacista. In particolare viene affidato all’Esecutivo una azione di intervento sull’espansione delle catene e la crescente concentrazione della proprietà delle farmacie, tema al centro di molte discussioni nel corso degli ultimi anni. Spetterà poi al Governo decidere come tradurre questo principio in norme concrete.

Sanità digitale

La sanità digitale è un altro ambito di grande interesse, chiarito da un emendamento in cui si definisce il rafforzamento del sistema di raccolta e utilizzo dei dati sanitari, ampliando le finalità dell’integrazione dei sistemi informativi nazionali e regionali, a fronte di un’altra modifica che invece introduce il monitoraggio degli esiti delle cure, il potenziamento delle attività di farmacovigilanza e la produzione di evidenze cliniche basate sulla pratica assistenziale. L’orientamento è dunque una programmazione sanitaria fondata su dati, appropriatezza e valutazione degli esiti.

L’emendamento chiarisce anche, tra le finalità, la revisione dei tetti della spesa farmaceutica e dei meccanismi di payback, rafforzando il legame tra disponibilità dei dati e governo della spesa. Sempre in ambito di sanità digitale viene stressata la necessità di implementare e favorire l’interoperabilità dei sistemi informativi; il testo approvato sottolinea le finalità del collegamento tra Sistema tessera sanitaria, Fascicolo sanitario elettronico, Ecosistema dei dati sanitari e sistemi di prescrizione e dispensazione. Quindi i dati raccolti dovranno essere utilizzati per rispondere a diversi obiettivi: garantire informazioni aggiornate e omogenee, monitorare gli esiti delle terapie, rafforzare la farmacovigilanza e produrre evidenze concrete a supporto delle decisioni cliniche e regolatorie.

Aderenza terapeutica

Si tratta di un punto cruciale in cui il farmacista svolge, come noto, un ruolo di primo piano. Sul fronte della farmacia dei servizi, tre emendamenti di identico contenuto puntano all’obiettivo di migliorare l’aderenza terapeutica, anche tramite una attività di stretto monitoraggio, a supporto di un più facile accesso e continuità delle cure. L’emendamento intende contrastare l’abbandono delle terapie, migliorare gli esiti clinici dei pazienti e valorizzare il ruolo della rete territoriale in cui la farmacia è chiamata non solo a dispensare i medicinali, ma a contribuire attivamente al corretto svolgimento dei percorsi terapeutici, soprattutto per i pazienti cronici.

Farmacie rurali

Grande importanza è stata data dalla riforma all’organizzazione dell’assistenza nelle aree più periferiche del Paese con due emendamenti che si focalizzano sulla razionalizzazione della pianificazione territoriale per favorire in maniera particolare le aree interne, rurali e a bassa densità abitativa. Tra gli strumenti suggeriti, l’attivazione di dispensari farmaceutici da esse gestiti. La disposizione intende dare valore alla rete esistente, offrendo soluzioni e mezzi a garanzia della continuità del servizio nei territori dove l’accesso ai farmaci risulta più difficile.

I farmaci

Sotto il mirino di attenzione anche l’accesso ai farmaci oncologici innovativi, agli equivalenti, a specifiche terapie domiciliari. Partendo dai primi: si evidenzia la necessità di un impegno del Governo a considerare interventi per ridurre i tempi di negoziazione da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), per introdurre procedure accelerate per i medicinali innovativi, mettendo in atto strumenti e sinergie come il superamento della frammentazione dei prontuari terapeutici regionali attraverso un prontuario nazionale unico e favorire così l’accesso precoce ai farmaci oncologici ad alto impatto dopo l’approvazione dell’Agenzia europea per i medicinali. Riguardo ai farmaci equivalenti, la sfida è, ancora una volata, la loro promozione, insieme alla riduzione di prescrizioni inappropriate, reinvestendo gli eventuali risparmi nel rafforzamento della medicina territoriale e nell’accesso alle terapie oncologiche e per le malattie rare.

Infine si approvano azioni sulla terapia infusionale domiciliare, con l’obiettivo di favorirne una diffusione omogenea sul territorio nazionale ed evitare disparità regionali nell’accesso a questa opportunità di trattamento, ritenuta di molta utilità per la presa in carico di prossimità e la continuità terapeutica.


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