Il valore della farmacia e del farmacista diventa ancora più evidente nei contesti emergenziali. È questo il messaggio chiave emerso dalle parole di Marco Meconi, Presidente di Federfarma Marche, in occasione del X Congresso nazionale dei farmacisti volontari tenutosi a Camerino dal 4 al 6 settembre 2026.
L’evento, intitolato “Il farmacista in emergenza, 10 anni dopo il terremoto: esperienze, resilienza e nuove prospettive”, ha ottenuto il patrocinio di Federfarma nazionale e Federfarma Marche, a conferma del sostegno delle istituzioni di categoria per l’impegno profuso nelle situazioni di maggiore criticità.
L’ampia partecipazione registrata durante la tre giorni ha dimostrato la forte coesione della categoria e la consapevolezza che le farmacie territoriali rappresentino la vera spina dorsale del Servizio Sanitario Nazionale, pronte a garantire continuità assistenziale anche quando gli altri presìdi rischiano di venire meno.
Il contributo dei volontari e la vicinanza ai colleghi
Ripercorrendo i drammatici eventi del sisma che ha colpito il Centro Italia dieci anni fa, il ricordo è andato sia alle comunità locali sia ai professionisti che continuano a operare in contesti di precarietà.
In questo scenario, la risposta dell’associazione dei farmacisti volontari si è rivelata fondamentale: colleghi giunti da ogni parte d’Italia hanno offerto un supporto non soltanto professionale ma anche umano e morale, rivolto ai cittadini e ai farmacisti del posto. Oltre all’assistenza farmaceutica, la farmacia si è confermata un punto di riferimento essenziale per l’ascolto e la vicinanza alla popolazione.
L’importanza della catena distributiva e la prossimità come valore
Un elemento determinante per garantire la continuità del servizio durante le emergenze è rappresentato dall’efficienza della distribuzione intermedia. Come sottolineato da Meconi, «Senza questo importante anello della catena, non saremmo riusciti a continuare ad operare in momenti difficili, perché comunque, farmaci e servizi vanno portati dove ce n’è bisogno. I cittadini riconoscono la farmacia come un luogo di cura, di ascolto e di riferimento, e questa prossimità assume un valore ancora maggiore quando il territorio è colpito da un’emergenza».


