La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) o GERD in inglese (Gastro Esophageal Reflux Disease) nei Paesi occidentali affligge il 20-25% degli adulti e nel 40% dei casi le persone colpite manifestano almeno un episodio di riacutizzazione al mese.
I sintomi derivano da un difetto dello sfintere esofageo inferiore, la valvola tra l’esofago e lo stomaco, che non riesce più a chiudere in modo corretto e a impedire al contenuto gastrico, altamente acido, di risalire nell’esofago danneggiando la mucosa locale che non è attrezzata per difendersi, al contrario della mucosa dello stomaco.
Nei casi più gravi l’acido gastrico può raggiungere la laringe o i polmoni, dando origine a dolore e bruciore intenso e facendo preoccupare molto, in assenza di una diagnosi, poiché può simulare un infarto del miocardio.
I ricercatori si sono chiesti se alcuni alimenti siano in grado di peggiorare la situazione, scatenando l’episodio di reflusso (cibi trigger). La correlazione tra l’ingestione di specifici cibi e la comparsa dei sintomi non è stata ancora chiarita del tutto. Individuare gli alimenti da eliminare dalla dieta, o ai quali prestare maggiore attenzione, è ancora un obiettivo importante per aiutare i pazienti e per ridurre la quantità di farmaci che è necessario assumere.
I pazienti interpellati, in genere, indicano almeno un alimento che considerano in grado di scatenare i disturbi. Secondo uno studio italiano pubblicato nel 2021 su Digestive Disease and Sciences, i principali imputati sono i cibi piccanti (65%), il cioccolato (55%), la pizza (55%), il pomodoro (52%) e i cibi fritti (52%) (1).
Altri studi disponibili nella letteratura mondiale mostrano risultati diversi riguardo ai cibi trigger del reflusso, poiché le abitudini individuali e quelle tipiche del proprio Paese di provenienza possono variare molto.
Il farmacista può offrire utili consigli ai numerosi pazienti con reflusso che frequentano la farmacia suggerendo di porre attenzione a che cosa si è mangiato poco prima di avere i disturbi e provando ad eliminare quel cibo dalla dieta.
Nell’insieme, gli alimenti ritenuti maggiormente responsabili della comparsa o del peggioramento dei sintomi sono i cibi fritti, speziati e piccanti, i grassi e il pomodoro. I dati su caffè, tè, agrumi e bevande alcoliche sono meno chiari e sono quasi assenti, a livello globale, le informazioni circa il cioccolato e la menta.
L’eliminazione degli alimenti trigger dalla dieta può migliorare la situazione in modo sostanziale, a volte evitando di dover ricorrere ai farmaci. Per questo motivo farmacisti e medici dovrebbero insegnare ai pazienti quali modifiche allo stile di vita potrebbero arginare il problema del reflusso.
Da sapere che la frequenza di reflusso è più bassa nei Paesi in cui la maggior parte della popolazione segue la dieta mediterranea, mangiando piatti tradizionali, tanta frutta e verdura, olio di oliva come condimento e pesce. La situazione è peggiore dove l’alimentazione è più ricca di carne rossa, cibi fritti, dolci e piatti da fast food.
Inoltre, l’incidenza di MRGE è maggiore in persone con sovrappeso e obesità. Il calo ponderale può contribuire alla riduzione dei sintomi, come può essere senz’altro utile la sospensione del fumo.
Bibliografia
- Tosetti C, Savarino EV, Benedetto E, De Bastiani R; Study Group for the Evaluation of GERD Triggering Foods. “Elimination of Dietary Triggers Is Successful in Treating Symptoms of Gastroesophageal Reflux Disease”. Dig Dis Sci. 2021;66(5):1565-1571;
- Lakananurak N, et Al. “The Efficacy of Dietary Interventions in Patients with Gastroesophageal Reflux Disease: A Systematic Review and Meta-Analysis of Intervention Studies”. Nutrients 2024;16:464;
- Bertin L, Caldart F, Savarino EV. “Non-pharmacological approaches in gastroesophageal reflux disease: Evidence-based dietary and lifestyle interventions”. Best Pract Res Clin Gastroenterol. 2025;79:102083.


