Fofi, Federfarma, Assofarm e Fenagifar chiedono riforma dell’Enpaf. I punti programmatici

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I rappresentanti di Federfarma, Fofi e Fenagifar si sono riuniti con l’obiettivo di fare il punto sulla riforma dell’Enpaf. La previdenza di categoria richiede una revisione complessiva e strutturale, secondo quanto sostengono i farmacisti delle associazioni all’unanimità.

previdenza farmacisti Enpaf

La decisione – alla quale si è associata anche Assofarm – deriva “dall’analisi della congiuntura attuale, nella quale operano diversi fattori, a cominciare dal cambiamento dell’assetto proprietario della farmacie, che impongono non soltanto di operare per la stabilità dell’Enpaf, ma anche di mantenere e, anzi, aumentare la convenienza della contribuzione all’Ente per il maggior numero possibile di professionisti”.

I punti evidenziati per la riforma dell’ente previdenziale di categoria

Riduzione contributiva, almeno nella misura del 50%, per i pensionati dell’ente ancora iscritti all’ordine per l’esercizio dell’attività professionale in farmacia. Razionalizzazione delle forme di riduzione contributiva che danno accesso alle prestazioni previdenziali, prevedendo per gli iscritti che hanno altre coperture previdenziali obbligatorie una contribuzione di solidarietà, volta unicamente a fruire delle prestazioni assistenziali. Incentivazione di forme di previdenza integrativa, alle quali gli iscritti che svolgono attività di lavoro dipendente possano far confluire il proprio Tfr. Questi sono alcuni dei principi elencati nella nota stampa congiunta delle associazioni di categoria.

Altri principi individuati, definiti “non esaustivi”, sono: l’individuazione di nuovi servizi di cui gli iscritti possano fruire; l’introduzione di misure di sostegno per favorire l’erogazione di prestazioni adeguate ai titolari della farmacie in situazione di particolare disagio, analogamente a quanto previsto da altre casse di previdenza libero professionali; la previsione di forme contributive per le nuove occupazioni, anche collegate allo sviluppo della “farmacia dei servizi”, da far rientrare nelle attività professionali del farmacista; la previsione di riduzioni contributive, nei primi anni di attività, in favore dei giovani neo iscritti, privi di altre coperture previdenziali obbligatorie per legge; il riordino organizzativo dell’Enpaf, volto a consentire maggiore informazione agli iscritti, anche utilizzando i moderni mezzi di comunicazione e il sito internet.

La prossima riunione del tavolo sulla riforma della previdenza è programmata per il 16 maggio.

Leggi l’inchiesta dedicata alla riforma dell’Enpaf sul numero di aprile

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