007: Operazione farmacia

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Mi chiamo Bond, James Bond!

In questi giorni siamo letteralmente coinvolti dal 50° compleanno e dal nuovo film dell’agente segreto più famoso.

Per gli over 50 come il sottoscritto ogni scena è un pezzo della nostra vita, possono non piacere, si può preferire una interpretazione rispetto all’altra, ma è innegabile che i film della saga siano sempre stati specchio degli anni in cui erano girati e spesso anticipatori di tendenze e tecnologie impensabili, confrontabili come potere anticipatorio solo a J. Verne.

I tavoli della remunerazione sono aperti, di bastonate sui denti ne abbiamo ricevute abbastanza, comparare Monti al n°1 della Spectre forse è eccessivo, com’è azzardato vedere la Presidente di Federfarma come M, ma voglio giocare lo stesso.  Voglio indossare un impeccabile smoking e recitare la parte che mi diverte di più.

La fine del mondo, o meglio della farmacia come l’abbiamo conosciuta non è poi tanto impensabile, i mercati sono aperti ed è necessario guardare oltre, anche se non ci piace.  Le volte che mi sono ritrovato a parlare di e-commerce i colleghi si scandalizzavano, mi apostrofavano o come catastrofico (il cliente ha sempre bisogno del farmacista), oppure come speculatore che vuole parlare di cose che accelerano l’agonia della farmacia del territorio.

Non sono nessuno dei due casi, è inutile vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno: al massimo si può dire che quel bicchiere è troppo grande per l’acqua che contiene.

Non mi piace l’e-commerce, tantomeno del farmaco!  Ma i dati parlano chiaro, in Europa molti Paesi lo fanno, anche con i farmaci etici (con controlli e procedure), ma c’è! Solo a Milano le consegne quotidiane di spesa virtuale hanno raggiunto il riguardevole numero di 30.000 al giorno, le informazioni scientifiche, o meglio pseudo scientifiche, il cittadino le recepisce dal computer, tablet, smartphone e quant’altro.

Siamo il Paese che ha più cellulari al punto tale che lo sviluppo della rete fissa è obsoleto rispetto a quello degli altri paesi (il che è una contraddizione in termini in quanto rende le trattazioni elettroniche più lente: pos, internet e, meditate gente meditate, una ipotetica ricetta elettronica).

In uno degli ultimi film il nemico di turno accusava Bond di essere ipocrita, di non essere molto differente da lui, che uccideva come lui. Peccato che i fini siano diversi. Perché allora non usare le stesse armi che usa il resto del mondo commerciale, certo il target di mercato non è totale e non lo vogliamo tale, ma perché (come in Francia) le farmacie non organizzano una piattaforma comune (stile Moonracker – Operazione spazio) per la vendita quantomeno dei presidi, dei pannoloni, dei prodotti per celiaci.

Il cliente si affida al sito del network Farmacie per l’acquisto e ritira i prodotti nella sua Farmacia (che verrà remunerata per il servizio) senza dover restare a casa ad aspettarli, con la possibilità di interloquire con il farmacista. Domani si parlerà di farmaco, si parlerà di consegna domiciliare, non escludiamolo. Ma è necessario anticipare i tempi, cavalcare la tigre e non esserne divorati.

Oggi più che mai è necessario un coordinamento e dimostrare di essere rete, questo non significa seguire il mercato, significa gestirlo, porre dei paletti invalicabili, dimostrare di essere in grado di controllare.

Vi ricordate quanto ci siamo scandalizzati quando avevamo sentito l’idea balzana di consegna da parte delle Poste dei farmaci a domicilio?

Ebbene, la cosa è morta perché doveva morire, ma pensiamo realmente che qualcuno non ci stia pensando? E aspettiamo ancora di stracciarci le vesti lamentando un accanimento terapeutico. Io non sono per l’eutanasia, e non lo sono nemmeno per il mio Mestiere (lo dico con l’enfasi del mestiere quale Arte).

Non voglio dare soluzioni, non voglio esprimermi se sono favorevole e se sì fino a che punto…voglio che se ne parli. Il dito che conta l’incasso serale non è più “Goldfinger” e penso che se “Si vive solo due volte” certamente “la Morte può attendere”.

Ps Preparazione di acido salicilico: mescolare 2 g di acido salicilico in Gin, non shakerare!

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