Le condizioni più frequentemente percepite dai pazienti come intolleranze e condivise con il professionista al banco riguardano istamina, lattosio e glutine.
Poiché le tre condizioni condividono una sintomatologia comune, Spesso possono essere confuse in fase di orientamento diagnostico, soprattutto quando il paziente ricorre autonomamente a test privi di adeguata validazione scientifica.
Eppure, si tratta di condizioni estremamente diverse tra loro, non solo dal punto di vista clinico-diagnostico, come abbiamo visto nel primo capitolo di questa rubrica, ma anche per il meccanismo d’innesco alla base.
Simili ma diverse
Intolleranza al lattosio
L’intolleranza al lattosio ha un’origine connessa alla riduzione dell’attività della lattasi, l’enzima dell’orletto a spazzola dell’intestino tenue che scinde il lattosio in glucosio e galattosio.
Alessandro Colletti, farmacologo del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Torino, ha spiegato che quando il lattosio non viene digerito raggiunge il colon, dove finisce per richiamare acqua per effetto osmotico ed essere infine fermentato dal microbiota.
Punti chiave
- Questo processo dipende dalla quantità di lattosio non digerito e non assorbito che raggiunge il colon e una volta innescato produce idrogeno, metano e anidride carbonica, contribuendo alla comparsa di sintomi quali meteorismo, dolore, flatulenza, diarrea.
- Serve distinguere l’intolleranza dal malassorbimento di lattosio, che di fatto è un dato fisiopatologico misurabile attraverso test diagnostici oggettivi. L’intolleranza è invece legata alla comparsa dei sintomi e non è dunque detto che chi presenti una condizione di malassorbimento soffra anche di un’intolleranza.
Intolleranza al glutine o sensibilità al glutine non celiaca (NCGS)
La stessa precisione semantico-concettuale è necessaria nel caso del glutine, dove molti pazienti sono ormai soliti impiegare una sola parola per indicare condizioni differenti. La cosiddetta ‘’gluten sensitivity’’ o sensibilità al glutine non celiaca (NCGS), è una condizione associata a sintomi intestinali ed extraintestinali che possono sovrapporsi a quelli della celiachia. Tuttavia il glutine potrebbe l’unico componente alimentare coinvolto nella comparsa dei sintomi.
Punti chiave
- I FODMAP, carboidrati fermentabili come i fruttani, sono scarsamente assorbiti nell’intestino tenue e possono raggiungere il colon dove vengono fermentati causando richiamo di acqua e produzione di gas.
- Anche altre proteine del frumento sono state proposte come possibili fattori coinvolti nella sensibilità al glutine non celiaca, tra cui gli inibitori dell’amilasi-tripsina (ATI). Sono inoltre tutt’ora oggetto di studio anche le alterazioni della permeabilità intestinale e del microbiota».
Intolleranza all’istamina
L’intolleranza all’istamina, invece, è ancora diversa e legata a una molecola fisiologica presente in natura ma anche naturalmente nel nostro organismo e coinvolta nella risposta immunitaria, nella secrezione gastrica e nella neurotrasmissione.
Punti chiave
- I sintomi insorgono quando il carico di istamina introdotto con gli alimenti, prodotto dal microbiota o liberato dai mastociti, supera la capacità di degradazione – soprattutto intestinale – mediata dalle diaminoossidasi (DAO).
- In questo caso gli alimenti fermentati, alcuni alimenti stagionati o conservati, così come alcune bevande alcoliche Possono contribuire ad aumentare il carico di istamina e associarsi alla comparsa di sintomi sistemici specifici come diarrea, cefalea, flushing, prurito, tachicardia.
- La diagnosi resta prevalentemente clinica: anamnesi, diario alimento-sintomo, esclusione di diagnosi alternative, dieta a basso contenuto di istamina per un periodo definito e successiva reintroduzione controllata. Il dosaggio della DAO sierica, da solo, non è diagnostico.
Come riconoscerle
A differenza delle allergie alimentari, che coinvolgono il sistema immunitario e possono manifestarsi anche dopo l’assunzione di quantità minime di un determinato alimento, le intolleranze sono generalmente dose-dipendenti e non riconoscono un meccanismo immunologico specifico.
Queste due condizioni, tuttavia, vivono un continuo scambio di identità perché alcuni sintomi comuni, soprattutto di natura gastrointestinale e dermatologica, in alcuni gruppi di pazienti possono rendere più difficile la diagnosi differenziale.
Le tre principali intolleranze presentano però caratteristiche che possono aiutare il farmacista a orientarsi durante il colloquio con il paziente:
- Istamina: si caratterizza per la presenza di sintomi multisistemici aspecifici come distensione addominale, diarrea, cefalea, oltre a tachicardia, orticaria, prurito, flushing. Solitamente insorgono anche manifestazioni dermatologiche.
- Lattosio: si manifesta prevalentemente con gonfiore addominale, meteorismo e flatulenza, con sintomi che possono comparire da 30 minuti a poche ore dopo l’ingestione di alimenti contenenti lattosio.
- Glutine: i sintomi della gluten sensitivity si sovrappongono a quelli presenti nel paziente celiaco, vale a dire gonfiore, dolore addominale, diarrea o alvo alterno, fatica, quindi stanchezza, cefalea.
Se un paziente si presenta in farmacia manifestando le cosiddette red flags – dal calo ponderale al sangue nelle feci, dalla diarrea persistente a febbre, anemia e vomito -, il farmacista in questo caso dovrebbe raccomandare una tempestiva valutazione medica.
Nel caso in cui, invece, sintomi riferiti fossero quelli sopra indicati, aspecifici e associati temporalmente all’ingestione di specifici alimenti, sarà compito del professionista del banco orientare il paziente verso un appropriato percorso diagnostico e, quando necessario, verso il medico o lo specialista. Avrà poi il compito di veicolare informazioni corrette e necessarie per evitare diete inutilmente restrittive e, sulla base di una diagnosi precisa, consigliare prodotti di integrazione alimentare.
Riconoscere le differenze tra queste condizioni rappresenta il primo passo per evitare diagnosi improprie, restrizioni dietetiche non necessarie e indirizzare il paziente verso un percorso diagnostico efficace e realmente basato su evidenze scientifiche.
Note


