Il fenomeno dell’erosione dentale, oggi, è sempre più al centro del dibattito. Negli ultimi anni, infatti, la sua incidenza nella popolazione italiana è cresciuta giorno dopo giorno: merito – o colpa – di abitudini alimentari e stili di vita che ne favoriscono la diffusione.
Tra gli insoliti sospetti, vi sono gli sport di endurance. Oggi la corsa o il nuoto su lunghe distanze sono ormai abitudini diffusissime. In tantissimi si dedicano in modo regolare e costante al running, ad attività come il triathlon, viaggi di giorni in sella a una bicicletta o sessioni di nuoto in piscina.
Eppure, per quanto alleati della salute cardiovascolare (e di quella psicofisica), queste attività rappresentano silenziosi fattori di rischio per la progressiva e irreversibile perdita di smalto dei denti.
Tra questi due mondi, quello dell’attività sportiva di resistenza e la salute orale, esiste un legame profondo e sempre più raccontato in letteratura scientifica, che coinvolge direttamente la tutela della salute sistemica.
Il contesto
Il fenomeno dell’erosione ha una diffusione assai vasta. Si stima che interessi dal 30 al 50% della dentatura decidua della popolazione mondiale e il 20-45% della dentatura permanente.
Non va meglio a livello europeo, i cui dati suonano allarmanti. In Germania, per esempio, nella popolazione con dentizione decidua l’incidenza varia tra il 70 e il 78%, nel Regno Unito tra il 10% e il 90% e tra l’8 e il 31% nella popolazione con dentizione permanente.
In Italia, l’erosione dentale colpirebbe circa il 40% dei cittadini: nei bambini si riscontra nel 70% dei casi, nel 30% degli adolescenti e nel 50% degli adulti1.

Il quadro appare ancora più preoccupante se si pensa che, nel nostro Paese, ancora pochissimi ne sono consapevoli. Solamente un italiano su dieci, poi, ne conosce cause e fattori di rischio.
Resistere alla resistenza
Oggi, tra i soggetti più esposti al rischio di erosione dentale ci sono proprio gli atleti di endurance: non importa che si tratti di professionisti o di runner amatoriali che si dilettano la domenica con gli amici.
È chiaro che non vanno considerate sbagliate queste abitudini sportive. Ciò che è importante, semmai, è tenere a mente i rischi.
Bocca secca, iposalivazione, disidratazione e respirazione orale, alimentazione frequente e frammentata, così come l’uso di energy drink o gel zuccherini, sono tutti fattori che creano un ambiente sfavorevole per lo smalto dentale e, più in generale, per la salute del cavo orale.
Trascorrere lungo tempo con una forte disidratazione, per esempio, può aumentare la vulnerabilità dello smalto ai processi erosivi. Inspirare ed espirare attraverso la bocca, riduce la produzione di saliva e la sua funzione tampone protettiva.

Alimentarsi in maniera frequente e soprattutto frammentata, facendo ricorso a gel o bevande energetiche e isotoniche spesso ricche di zuccheri e acidi organici, invece, contribuisce alla riduzione del pH salivare. Il cloro delle acque delle piscine altera e rovina la superficie dello smalto dentale.
Chi pratica queste attività è dunque più esposto al rischio concreto di fenomeni di demineralizzazione, white spot, macchie sui denti, ipersensibilità dentale e, appunto, perdita dei tessuti duri del dente.
Un identikit facile
Tra le condizioni indotte dalle attività di endurance che favoriscono l’erosione dei denti c’è anche il reflusso gastroesofageo. Lo sforzo prolungato, infatti, è in grado di far aumentare la pressione intraddominale riducendo, allo stesso tempo, la mobilità gastrointestinale.
In molti casi, un paziente che soffre di reflusso gastroesofageo, soprattutto se silente e privo delle manifestazioni cliniche più comuni come bruciori esofagei, difficoltà alla deglutizione o tosse stizzosa, può presentare una superficie interna dell’arcata inferiore insolitamente pulita e priva di accumuli di placca.2;3
Segno, spesso, non di una salute orale particolarmente accurata ma di una condizione sottostante che minaccia la salute orale e quella sistemica.
Altre cause e fattori di rischio
L’erosione dentale è un fenomeno naturale che può essere contrastato ma che, correndo di pari passo con l’invecchiamento, resta tuttavia inesorabile. Ciò che si può fare è provare a rallentarne il decorso, rafforzando le attività di prevenzione individuale.
Tra queste vi è sicuramente la conoscenza del fenomeno e delle sue cause. Oltre a quelle già citate, va ricordata poi l’alimentazione quotidiana che, se ricca di bevande acide come succhi di frutta e bibite gassate o caratterizzate da frequenti assunzioni di alimenti ad elevata acidità, può favorire l’erosione dentale.
Anche terapie con farmaci inalatori per l’asma e broncodilatatori rientrano tra i fattori di rischio, dal momento che modificano il flusso salivare, il pH orale e provocano in molte occasioni l’insorgenza del reflusso gastroesofageo. Farmaciantipertensivi, antidepressivi e antistaminici, invece, possono ridurre il flusso salivare aumentando il rischio erosivo.
Altre condizioni di rischio sono la bulimia nervosa (l’erosione colpisce più del 90% dei pazienti che ne soffrono), l’anoressia nervosa (qui l’erosione coinvolge circa il 20% dei pazienti), il bruxismo e la gravidanza, a causa soprattutto dei cambiamenti nelle abitudini alimentari e la maggior frequenza di episodi di nausea.
Un beneficio doppio
La maggior suscettibilità degli sportivi al reflusso gastroesofageo e all’erosione dentale è l’occasione che dimostra una volta di più come l’Oral Health in farmacia sia un’opportunità di valore tanto per il paziente quanto per la farmacia.
Gli sportivi di qualunque livello sono tendenzialmente molto attenti alla tutela della propria salute e alla prevenzione: in questi soggetti, il concetto di Oral Health come riflesso della salute sistemica viene percepito e riconosciuto. Sono individui, dunque, più aperti a ottenere informazioni e a modificare le proprie abitudini quando pericolose.

Suggerire loro determinati tipi di prodotti troppo aspecifici non è la strada giusta: allo sportivo serve un prodotto con caratteristiche tecniche particolari che sia in grado di offrirgli un beneficio reale e concreto.
Questo, come già spiegato in un altro capitolo della rubrica, funziona su due livelli. In primo luogo, permette di fidelizzare un cliente offrendogli un beneficio concreto e tangibile contribuendo così ad allungare lo scontrino.
Questo tipo di consiglio, specifico e personalizzato, rafforza tuttavia il senso di responsabilità del cliente-paziente verso la cura della propria salute. Lo fidelizza al punto che sceglierà di dare seguito e continuità al consiglio del professionista del banco, trasformando la propria attività sportiva in una parte della propria identità. Per il farmacista, il tema dell’erosione rappresenta più in generale anche una delle migliori occasioni di cross-category.
Una sentinella
L’erosione dentale è, dunque, un fenomeno silenzioso, progressivo e irreversibile che spesso si muove inosservato fino a quando i suoi effetti non diventano evidenti.
Eppure, i fattori che ne favoriscono l’insorgenza sono numerosi e spesso appartengono alla quotidianità di ciascuno di noi: dall’alimentazione alle terapie farmacologiche, fino alla pratica sportiva più intensa. Dietro una borraccia, un gel energetico o una semplice bevanda isotonica può nascondersi un fattore di rischio che molti ignorano.
(Ri)conoscerlo e raccontarlo significa offrire un consiglio che va oltre il prodotto e che contribuisce a preservare la salute orale e sistemica del cliente/paziente.
E qui, la farmacia e il farmacista hanno un ruolo decisivo. Non solo nella prevenzione, avendo la possibilità di intercettare per tempo i soggetti più a rischio, ma anche promuovendo una maggiore consapevolezza e offrendo consigli personalizzati.
Perché proteggere lo smalto dei denti non significa solo preservare un sorriso, ma contribuire alla tutela di quella salute sistemica di cui il cavo orale continua a essere uno dei più importanti indicatori.
Bibliografia
- Loomans B, Opdam N, Attin T, et al. Severe tooth wear: European consensus statement on management guidelines. J Adhes Dent 2017;19(2)
- Bartlett D, Ganss C, Lussi A. Basic Erosive Wear Examination (BEWE): A new scoring system for scientific and clinical needs. Clin Oral Investig 2008;12(Suppl 1):S65–S68.
- Grippo JO, Simring M, Coleman TA. Abfraction, abrasion, biocorrosion, and the enigma of noncarious cervical lesions: A 20-year perspective. J Esthet Restor Dent 2012;24:10–23.


