Acido acetilsalicilico: non è stata autorizzata alcuna nuova indicazione terapeutica

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Con il comunicato numero 574 del 15.11.2018, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha comunicato alcune precisazioni in merito agli effetti di prevenzione del carcinoma del colon-retto manifestati dall’acido acetilsalicilico (aspirina).

L’AIFA intende precisare che:

Non è stata autorizzata alcuna nuova indicazione terapeutica per l’acido acetilsalicilico. I dati sottoposti ad AIFA non possiedono infatti le caratteristiche richieste in ambito regolatorio per l’autorizzazione di una nuova indicazione in questo ambito terapeutico.

Sebbene dalla letteratura scientifica emerga che l’incidenza di carcinoma del colon-retto nei pazienti già in terapia con aspirina per patologie cardiovascolari, dopo anni di utilizzo, possa essere ridotta, l’effetto preventivo dell’acido acetilsalicilico non è invece noto nella popolazione non in trattamento per la prevenzione cardiovascolare.

Con Determina AIFA n. 607 del 26 giugno 2018 è stato, invece, autorizzato l’aggiornamento del Riassunto delle caratteristiche del prodotto, in cui sono state riportate informazioni aggiuntive in merito ai dati relativi agli studi condotti dall’azienda titolare circa gli effetti protettivi nella popolazione già in trattamento con acido acetilsalicilico per la prevenzione cardiovascolare”.

Acido acetilsalicilico e cancro del colon retto

Le precisazioni AIFA giungono dopo la recente pubblicazione di notizie che riguardano i buoni risultati emersi da due meta analisi eseguite sul ruolo dell’aspirina nei confronti della prevenzione del cancro del colon retto. Dalla prima di queste valutazioni è emerso come l’acido acetilsalicilico, dopo cinque anni di impiego in dosaggi variabili dai 75 ai 300 mg/die, abbia ridotto di circa il 40% l’incidenza del cancro del colon-retto in oltre 14.000 pazienti in cura per la prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria. La seconda meta-analisi ha anche messo in evidenza una diminuzione dell’incidenza del cancro del colon-retto del 24% a partire dal quarto anno di terapia. Il campione preso in esame in quest’ultima valutazione era costituito da oltre 35.000 individui ad alto rischio cardiovascolare in trattamento con acido acetilsalicilico a basse dosi: 75-100 mg/die.

 

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