Aderenza nei pazienti con scompenso cardiaco e FA: bene, ma c’è ancora da lavorare

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Sono stati presentati a Milano i risultati dell’indagine svolta tra ottobre e novembre nelle farmacie di Federfarma Milano, Lodi e Monza Brianza, sull’aderenza terapeutica di pazienti con scompenso cardiaco e fibrillazione atriale

Tra ottobre e novembre le farmacie aderenti a Federfarma Milano, Lodi e Monza Brianza hanno portato a termine un’indagine sull’aderenza terapeutica dei pazienti in cura per scompenso cardiaco e fibrillazione atriale. I risultati del progetto congiunto dell’Associazione lombarda dei titolari e Fondazione Muralti, in partnership con il Centro Cardiologico Monzino di Milano e il contributo incondizionato di Daiichi Sankyo, sono stati presentati oggi presso il Palazzo Pirelli a Milano.

Federfarma Lombarda
Da sinistra: Annarosa Racca, presidente Federfarma Lombardia e Federfarma Milano, Lodi Monza-Brianza; Manuela Bandi, direttrice Fondazione Muralti; Elena Tremoli, direttore scientifico Irccs Centro Cardiologico Monzino; Piergiuseppe Agostoni, responsabile area Cardiologica Critica, Irccs Centro Cardiologico Monzino; Marina L.G. Alimento, aiuto referente UO Scompenso Cardiologia Clinica e Riabilitativa Irccs Centro Cardiologico Monzino; Giorgio Cenciarelli, consulente esperto in dinamiche sanitarie; Diego Fornasari, professore Dipartimento Biotecnologie mediche e Medicina Traslazionale Università degli Studi di Milano; Massimo Grandi, presidente e AD Daiichi Sankyo Italia

Sei pazienti su 10 assumono correttamente le terapie

Le farmacie aderenti all’iniziativa hanno somministrato 3.131 questionari ad altrettanti pazienti: 1.271 con scompenso cardiaco, 1.200 con fibrillazione atriale e 660 con entrambe le patologie. A illustrare i dati è stato Piergiuseppe Agostoni, responsabile Area Cardiologica Critica del Centro Cardiologico Monzino: “Quattro pazienti su 10 sono tecnicamente non aderenti alla terapia, mentre tra quelli aderenti in più del 10% dei casi la terapia non è assunta in modo ottimale”. Agostoni ha posto l’accento anche sul sottodosaggio dei principali farmaci per il trattamento delle patologie del cuore  (bisoprololo, metoprorolo, carvedilolo, nebivololo) e sull’interruzione autonoma delle terapie da parte dei pazienti, motivata spesso dal timore di effetti collaterali o da un modo errato di assumere i farmaci in base ai sintomi: “Alcuni pazienti, quando si sentono bene, pensano di  non dover continuare la terapia, ma nel caso delle patologie croniche questo comportamento è errato”. Su questa cosiddetta non aderenza consapevole è intervenuto anche Diego Fornasari, professore del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale dell’Università degli Studi di Milano: “Per contrastare l’abitudine della non aderenza consapevole, ossia di chi deliberatamente sceglie di non seguire o di variare in autonomia la terapia prescritta, è necessario un dialogo a tre, che coinvolga paziente, medico e farmacista”.

Il ruolo centrale della farmacia nell’aderenza

Annarosa Racca, presidente della Lombarda e di Federfarma Lombardia, ha ribadito il ruolo della farmacia, in prima linea nella promozione dell’aderenza terapeutica, insieme agli specialisti, come nel caso della collaborazione con il Cardiologico Monzino, e ai medici di medicina generale. Sui risultati dell’indagine, in particolare, Racca ha commentato: “Considerato che la media nazionale dell’aderenza si assesta spesso al di sotto del 50% per le patologie croniche più diffuse come Bpco e ipercolesterolemia, i risultati della nostra indagine sono incoraggianti, anche se esiste un enorme margine di miglioramento, sia nell’ottica di garantire più salute ai cittadini lombardi, sia dal punto di vista dell’efficientamento del sistema sanitario regionale, perché terapie assunte male sono non soltanto inefficaci, ma anche sprecate”.

I pazienti partecipanti all’indagine

I pazienti che hanno risposto ai questionari somministrati nell’ambito dell’iniziativa ‘Prendila a cuore’, erano nella maggior parte dei casi over 75, politrattati per diverse patologie concomitanti, quindi assumenti da tre a più di cinque farmaci al giorno. Le terapie erano basate su farmaci definiti ‘nuovi anticoagulanti orali’ a seguito di una diagnosi di scompenso cardiaco, fibrillazione atriale o entrambe le patologie. Le domande del questionario erano volte a individuare e approfondire eventuali difficoltà  nella gestione quotidiana della terapia anticoagulante e, quindi, valutarne l’effettiva aderenza terapeutica.

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