Annarosa Racca: inaccettabile silenzio dei Ministeri

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Annarosa Racca

 

Nonostante l’accordo del 16 ottobre rispetti tutti i requisiti stabiliti dalla legge, il ministero dell’Economia e il ministero della Salute, non hanno ancora dato seguito all’iter di approvazione del decreto, anzi, hanno formulato una serie di osservazioni. Federfarma, sostenendo la validità dell’accordo ha, comunque, chiesto l’apertura di un confronto con i due Ministeri al fine di individuare un percorso che consenta di concludere la questione, ma non è arrivata nessuna risposta. Abbiamo intervistato Annarosa Racca, presidente di Federfarma, su questo silenzio dei Ministeri che rischia di mettere in discussione lo svolgimento del servizio farmaceutico.

Dopo la proposta di remunerazione scritta da AIFA dopo i rilievi dei Ministeri, Federfarma ha chiesto un incontro al ministro della Salute e al ministro delle Finanze. La lettera è dell’8 novembre. Cosa è successo dopo?

A quella lettera sono seguite molte altre richieste ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta e questo per noi è un silenzio inaccettabile. Non possiamo tollerarlo, tanto più da parte di un Governo di tecnici che quindi è più di altri attento alle risorse.

Per questo sollecitiamo il Governo a portare a termine le procedure per la pubblicazione delle nuove regole per la remunerazione delle farmacie entro i termini stabiliti dalla legge e in modo che il nuovo sistema entri in vigore come previsto dal primo gennaio 2013. Se ciò non avverrà, porremo la questione all’Assemblea nazionale, che sarà convocata in tempi brevissimi, per assumere iniziative opportune”.

 La fine dell’anno si avvicina, ritiene possibile che il Ministro proceda nella definizione di una nuova remunerazione senza sentire Federfarma?

No, noi ci aspettiamo il rispetto di una legge che è legge dello Stato. Siamo disponibili a un confronto per rispondere alle osservazioni e per eventuali modifiche ma ci aspettiamo che, nei tempi previsti, con un decreto del ministero della Salute, di concerto con il ministero dell’Economia, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, il Governo renda operativo questo accordo ufficialmente firmato dalle parti.

 Cosa cambierà per il cittadino?

La nuova remunerazione valorizzerà l’intervento professionale della farmacia nella dispensazione di tutti i medicinali, da quelli a brevetto scaduto a prezzo basso a quelli innovativi più costosi. Con l’introduzione di questo meccanismo per la parte pubblica sarà più conveniente distribuire in farmacia anche i medicinali che oggi sono distribuiti da ospedali e ASL. Il vantaggio per il cittadino sarà di poter trovare nella farmacia più vicina tutti i farmaci di cui ha bisogno.

Maria Elisabetta Calabrese

 

1 COMMENTO

  1. Concordo con Lei, gentile presidente Racca. Veramente è un atteggiamento inaccettabile da parte del governo verso una categoria che, tranne qualche rara eccezione, ha sempre lavorato nell’interesse dei cittadini e del S S N sopportando il peso economico del servizio e raramente protestando per i ritardi dei rimborsi, o fornendo servizi aggiuntivi sempre a titolo gratuito.
    Ma una ragione deve esserci! Avranno questi signori un motivo per trattarci con tanta sufficienza! Probabilmente non abbiamo mai mostrato di essere una vera categoria unita. Non abbiamo mai saputo dare le risposte giuste al momento giusto. Ci siamo sempre pianti addosso senza mai reagire con fermezza, accettando tutto con rassegnazione per timore di perdere qualche privilegio. Proviamo a dare segnali più forti. Mostriamoci più incisivi e determinati. Usciamo allo scoperto. Tra poco ci saranno le elezioni. Bersani si avvia alla vittoria. Per noi saranno dolori atroci. Diamoci da fare per evitarlo. Cerchiamo solidarietà in altri rappresentanti politici e scendiamo apertamente in campo a sostenere chi si impegna a difendere i nostri leggittimi e sacrosanti diritti.
    Che Dio ci aiuti. Lucio Rubano, farmacista rurale di Cusano Mutri ( BN ).

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