In attesa del nuovo prontuario scadono altri brevetti

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Per una gran parte dei principi attivi di sintesi chimica con scadenza 2017, come indica il Registro dell’Ufficio Italiano Brevetti e marchi del ministero per lo Sviluppo Economico, Big Ben ha già detto stop. Tra i medicinali a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) le buone notizie sono arrivate già a inizio anno.

Le scadenze dei brevetti nel 2017

Infatti, il 21 febbraio sono scaduti due antipertensivi cosiddetti blockbuster (olmesartan medoxomil con e senza diuretico), che fanno parte della Top 15 dei principi attivi a maggior spesa convenzionata rimborsati dal SSN. Insomma, gli effetti positivi dovuti a una spesa che nel 2015 è stata pari a 273 milioni di euro (143 olmesartan + 130 olmesartan e diuretici – Fonte OsMed) dovrebbero farsi sentire già nel corso di quest’anno. Altro “lieto fine” riguarda il principio attivo numero uno della spesa convenzionata, la rosuvastativa (usato per il trattamento dei pazienti con ipercolesterolemia). In questo caso, però, gli effetti sulla spesa (293 milioni nel 2015 – Fonte OsMed) si vedranno nel corso del 2018 in quanto il CCP (Certificati Complementari di protezione) ha come data di scadenza il 30 dicembre 2017. In proposito sarà interessante capire le eventuali conseguenze dell’accordo negoziale, stipulato in data 23 febbraio 2017 tra AIFA e Astrazeneca Spa (detentore del brevetto), che intanto ha determinato l’applicazione di una “scontistica spontanea” già nel 2017 ha fruttato alle casse delle regioni 7 milioni di euro (Determina AIFA n. 999/2017).

Proseguendo con gli effetti delle scadenze, non male anche i risparmi che dovrebbero pervenire dal caspofungin (scadenza CCP 24 aprile 2017), anche se questa volta si tratta di una molecola presente nell’ambito dell’assistenza ospedaliera (classe H). Per il principio attivo appartenente alla classe degli antimicotici per uso sistemico la spesa nel 2016 è stata di poco oltre i 45 milioni di euro.

Infine c’è un farmaco per il quale tutte le maggiori aziende di equivalenti sperano di conquistarsi una fetta di mercato. Si tratta del tadalafil (il CCP scade il prossimo 12 novembre). In questo caso i ribassi andranno direttamente a beneficio dei pazienti dal momento che il medicinale è in quella che viene definita fascia C (dispensato dietro ricetta medica e spesa a carico dei pazienti). Vale la pena ricordare che si tratta di uno dei principi attivi maggiormente usato nei casi di disfunzione erettile, rivale numero uno del sildenafil, per il quale il ricorso al mercato illegale non è aspetto da trascurare come dimostra la recente operazione dell’Interopol.

Non resta che augurarsi il pieno ricorso per questo tipo di farmaci che, duole ricordare, ancora oggi devono superare la diffidenza degli italiani come dimostra il Rapporto Nomisma 2015. Quest’ultimo stima in circa 1,4 miliardi di euro l’anno la maggiore spesa dovuta alla preferenza per i farmaci “originali” per gli acquisti effettuati direttamente in farmacia (OTC, SOP e farmaci di fascia C soggetti a prescrizione, inclusa la fascia A dove il cittadino paga il differenziale di prezzo con il farmaco di marca).

Maggiori scadenze 2017
ROSUVASTATINA (Crestor) TADALAFIL (Cialis) ERTAPENEM PEGFILGRASTIM (Neulasta)*
RUPATADINA (Pafinur) BIMATOPROST TRAMADOLO + PARACETAMOLO ABATACEPT (Orencia)
OLMESARTAN
(Olmetec)
CASPOFUNGIN ETORICOXIB OLOPATADINA
DUTASTERIDE (Avodart/Duagen) BOSENTAN TIGECICLINA VALGANCICLOVIR

 

Maggiori scadenze 2018
EVEROLIMUS (Certican) EFAVIRENZ
EMTRICITABINA
TENOFOVIR
ADALIMUMAB (Humira) APREPIPANT
EZETIMIBE (Ezetrol) SOLIFENACINA
SILODOSOSINA

Fonte tabelle: Assogenerici

Rinegoziazione Prontuario Farmaceutico Nazionale (PFN) – Prontuario Continuità Assistenziale Ospedale-Territorio (PHT)

Come detto ci sono altri due impegni che bisognerebbe tenere in altrettanta considerazione. Il primo è relativo alla rinegoziazione dei farmaci presenti nel PFN che nella sua ultima edizione, ottobre 2015, non ho prodotto gli esiti sperati. Infatti, degli 1,5 miliardi di euro di risparmi previsti per il triennio 2015/2017 (vedi punto D dell’Intesa Stato-Regione del 2 luglio 2015 (punto D dell’Intesa Stato-Regione del 2 luglio 2015), il frutto dei nove giorni di confronti con le aziende hanno portato ad un risultato di 707,1 milioni annui. Insomma, all’appello mancherebbero poco meno di 800 milioni di euro.

Fonte AIfa Rapporto OsMed 2016
Fonte Aifa Rapporto OsMed 2016

 

Inoltre, non ci si può dimenticare di un altro prontuario che andrebbe rivisitato annualmente (vedi art. 1 comma 426 Legge Bilancio 2014): quello PHT contenente l’elenco dei farmaci a distribuzione diretta e per conto. Nato con l’obiettivo di garantire un equilibrio nella logica distributiva oggi è uno dei principali strumenti per contenere la spesa farmaceutica. Da mesi c’è un tavolo aperto presso il MISE, ma sembra ancora lontano da individuare un accordo.

Vedremo nelle prossime ore se la legge di Bilancio 2018 tratterà questi argomenti considerato che in ambito farmaceutico rimangono irrisolti anche altre scadenze qui non trattate. Si tratta del payback, da saldare ancora quelli del periodo 2013/2015, e della Governance che l’ultimo decreto Milleproroghe ha posposto al 31 dicembre 2017.

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