I consulti legati ai problemi dermatologici costituiscono una parte fondamentale e costante del lavoro quotidiano in farmacia. Tuttavia, la mancanza di linee guida strutturate, l’assenza di un riconoscimento economico e le incertezze nei percorsi di invio allo specialista limitano il pieno potenziale del farmacista come primo punto di contatto sul territorio.
Questo è il quadro emerso dal recente rapporto stilato dall’International Pharmaceutical Federation (FIP) nell’ambito del Multinational Needs Assessment Programme (MNAP), basato su un’indagine globale condotta su un campione di oltre 400 farmacisti operanti in 51 Paesi.
Frequenza e livelli di fiducia
Per l’85,9% dei professionisti intervistati, la gestione dei problemi cutanei rappresenta un’attività quotidiana o plurisettimanale. Le problematiche maggiormente riscontrate riguardano:
- pelle sensibile o reattiva (69,7%)
- acne (64,1%)
- dermatite atopica/eczema (63,4%)
- infezioni della cute (62,7%)
- problematiche del cuoio capelluto (60,6%).
A fronte di un’elevata confidenza nel trattare condizioni comuni — con tassi di “confidence” pari o superiori al 90% per acne, cura dei capelli, dermatite e problematiche pediatriche — la sicurezza crolla sensibilmente di fronte a casi più complessi o ad alto rischio:
- Segnali d’allarme per tumori cutanei: solo il 65% dichiara una sicurezza complessiva (e appena il 10,7% si dice “molto sicuro”).
- Effetti collaterali cutanei da terapie oncologiche: 49,1%.
- Psoriasi e rosacea: rispettivamente 41,3% e 34,1%.
Anche nell’ambito di patologie note come l’acne o l’eczema emergono criticità cliniche: se l’uso dei prodotti OTC e l’aderenza terapeutica sono punti di forza, la diagnosi differenziale rappresenta la difficoltà principale per il 37,3% dei farmacisti nell’acne e per il 59,2% nella dermatite.
I limiti strutturali: protocolli, remunerazione e referral
Il rapporto FIP mette in luce come il supporto fornito in farmacia avvenga spesso in assenza di un’organizzazione formale:
– Assenza di linee guida: solo il 22,5% dei farmacisti dispone di linee guida o protocolli locali/nazionali per la gestione dei problemi dermatologici. Il 54,2% si affida a risorse generiche online e il 46,5% a materiali forniti dall’industria.
– Mancanza di autorità prescrittiva e servizi dedicati: il 59,9% segnala di non avere l’autorità per avviare o adattare trattamenti per disturbi comuni, e il 52,1% riferisce che nella propria struttura non esistono servizi dermatologici strutturati.
– Nodo remunerazione: l’88,7% degli intervistati dichiara di non ricevere nessuna remunerazione aggiuntiva per la consulenza dermatologica.
– Percorsi di invio informali: sebbene oltre il 92% dei farmacisti dichiari di avere chiari i limiti del proprio ruolo, il 42,3% non dispone di percorsi di referral strutturati. Nel 66,2% dei casi l’invio al medico avviene tramite consigli informali al paziente e solo il 14,1% riceve regolarmente un feedback post-invio dallo specialista.
Infine, tra le barriere principali individuate dai professionisti spiccano i limiti normativi e di sistema (52,8%), la mancanza di strumenti pratici (47,9%) e la carenza di tempo o spazi idonei per le consulenze (35,9%).
Le prospettive per il futuro: formazione pratica e integrazione
Dal Report emerge chiaramente la necessità di evolvere verso modelli formativi e assistenziali più strutturati. Il 60,6% dei farmacisti richiede corsi online interattivi basati su casi reali e scenari decisionali, seguiti da moduli brevi in pillole (53,5%) e algoritmi pratici (36,6%).
I partecipanti all’Insight Board coordinato dalla FIP sottolineano che la dermatologia non debba necessariamente diventare una specializzazione separata, bensì un’area di competenza avanzata integrata nella pratica di base.
Rafforzare la formazione pratica (specialmente nella diagnosi differenziale e nel riconoscimento dei red flags), integrare strumenti di screening in farmacia, consolidare la collaborazione interprofessionale con medici di medicina generale e dermatologi, e definire quadri regolatori e di remunerazione sostenibili sono i passaggi chiave indicati dalla FIP per valorizzare appieno il ruolo del farmacista nella cura della salute della pelle a livello globale.


