Covid-19, anticorpi monoclonali tetravalenti per contrastare virus e varianti

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Pubblicato sulla rivista Journal of Molecular Biology uno studio internazionale sul Covid-19 che ha portato all’identificazione e alla costruzione di anticorpi monoclonali tetravalenti estremamente resistenti e in grado di neutralizzare il virus e le sue varianti

Identificata una nuova classe di anticorpi monoclonali, tetravalenti e per questo molto più potenti, in grado di neutralizzare il virus SARS-CoV-2 e le sue varianti. È il risultato di un recente studio, frutto di una partnership internazionale che ha coinvolto 4 Paesi e diversi atenei (l’Università di Roma Tor Vergata, l’Università di Torino, l’Istituto Spallanzani di Roma, numerose Istituzioni statunitensi, tra cui l’Università del Nevada, il Renown Health Institute e l’Università di Washington, l’istituto estone Icosagen e l’Università di Toronto). Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Journal of Molecular Biology” ed è stato sostenuto da finanziamenti statunitensi e canadesi unitamente ai fondi messi a disposizione dalla Fondazione Roma e dalla Regione Lazio.

Anticorpi più potenti anche per il futuro

Nonostante esistano a oggi numerosi anticorpi monoclonali autorizzati anche in Italia per il contrasto al Covid-19, la ricerca prosegue verso nuove soluzioni che siano in grado di rispondere all’arrivo di nuove varianti, aumentando al contempo le capacità di neutralizzazione del virus. Questa nuova tipologia di anticorpi tetravalenti, colpendo il virus in più punti è in grado di limitare le capacità di fuga dello stesso.

La tecnologia utilizzata per lo sviluppo di questi anticorpi è dinamica e flessibile e potrà essere utilizzata in futuro contro altre tipologie di patogeni e virus, assicurando maggiore protezione in particolare ai soggetti fragili o consentendo una protezione immediata da infezioni che potrebbero protrarsi per settimane attraverso una profilassi pre o post esposizione.

«Gli anticorpi bivalenti e tetravalenti possono essere prodotti su larga scala e sono stabili e specifici quanto i farmaci anticorpali approvati. I nostri risultati forniscono un quadro generale per migliorare le terapie antivirali contro il Covid-19 e le relative minacce virali e la nostra strategia può essere applicata praticamente a qualsiasi farmaco anticorpale» affermano i ricercatori.

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