Covid-19, da Sita e Sip linee guida per la gestione dei pazienti adulti non in terapia intensiva

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Le prime linee guida italiane, pubblicate sulla rivista Infectious Disease and Therapy, sono frutto della revisione di 279 studi clinici portata avanti per oltre un anno e mettono dei punti fermi sulle 10 questioni più importanti sulle quali la comunità scientifica è chiamata a confrontarsi dall’inizio dell’emergenza

A diciotto mesi dall’inizio della diffusione del virus SARS-CoV-2 e grazie a un’importante quantità di studi clinici prodotti grazie all’impegno della comunità scientifica globale, appare ora possibile fornire linee guida sulle più importanti questioni finora sollevate relative ai trattamenti migliori da destinare sia ai pazienti positivi curati a domicilio, sia per quelli ospedalizzati.

CovidLinee guida gestione domiciliare

A tal proposito, in seguito alla revisione, durata quasi un anno, di 279 studi clinici, la Società italiana di terapia antinfettiva (Sita) e la Società italiana di pneumologia (Sip),  hanno messo a punto delle linee guida. Pubblicate sulla rivista Infectious Disease and Therapy, hanno l’obiettivo di fornire punti fermi sulle più importanti questioni relative al trattamento dei pazienti con Covid-19.

Linee guida, il metodo adottato

Le linee guida sono state messe a punto a partire da un panel di esperti afferenti alle due società promotrici con l’obiettivo di fornire raccomandazioni chiare su alcune questioni cruciali relative al trattamento di pazienti Covid adulti non in terapia intensiva.

Rispondono, infatti, a 10 domande chiave sulla gestione del Covid-19 che abbracciano tutto il percorso di cura dei pazienti al di fuori delle terapie intensive: dalla scelta sul ricovero in ospedale alle terapie da somministrare (a domicilio o in ospedale), fino alla ventilazione meccanica e ai criteri per la dimissione.

Trattamento Covid, le raccomandazioni

Le raccomandazioni elaborate dalle due società suggeriscono, ad esempio, di:

  • decidere il ricovero di un paziente Covid-19 anche in base all’osservazione diretta e non solo ricorrendo a criteri prognostici;
  • non utilizzare l’idrossiclorochina (per la quale non esistono evidenze di nessun tipo), tanto per i pazienti a domicilio, quanto per quelli ospedalizzati;
  • non utilizzare farmaci steroidei;
  • poter ricorrere agli anticorpi monoclonali in soggetti trattati a domicilio che presentino un elevato rischio di progressione di malattia; il loro utilizzo non è invece raccomandato per i pazienti ospedalizzati;
  • poter ricorrere alla ventilazione meccanica non invasiva (NIV) o alla pressione continua positiva delle vie aeree (CPAP) nei pazienti ospedalizzati con insufficienza respiratoria;
  • non utilizzare il plasma iperimmune.

Le linee guida saranno aggiornate dalle due società scientifiche sulla base delle nuove evidenze che si renderanno disponibili o per valutare altri aspetti cruciali nella gestione del Covid-19, come gli effetti a lungo termine della malattia.

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