Uno studio americano ha dimostrato un forte legame esistente tra ansia e depressione con le malattie oncologiche.

Nel dettaglio, quel che emerge è che la depressione può contribuire ad indebolire anche l’organismo, quindi non parliamo più di una patologia pericolosa solo per la psiche, ma per lo stato di salute fisico generale.

Psiche e tumore: l’importante correlazione

La ricerca americana sopra menzionata ha preso a campione due gruppi di donne con carcinoma al seno e metastasi. Al primo gruppo, oltre le terapie farmacologiche per contrastare il tumore, è stato richiesto di frequentare una comunità di supporto alla depressione, mentre il secondo gruppo è stato semplicemente curato per il cancro. Ebbene, da questo studio è emerso che le donne che hanno contrastato la depressione hanno avuto una sopravvivenza più che doppia rispetto alle altre, con circa due anni e mezzo guadagnati.

Questi dati ci insegnano che la mente gioca un ruolo molto importante sullo stato di salute del nostro organismo e, anche se per il momento si può parlare di semplice correlazione e non di rapporto causa-effetto, è bene tenere a mente il ruolo della psiche nei pazienti oncologici.

Il punto chiave è che ansia e depressione non sono dei semplici disturbi psicologici, bensì vere e proprie patologie che possono indebolire l’organismo dal punto di vista biologico. Ecco perché, sempre in accordo con uno psichiatra, è necessario applicare una terapia integrata composta da psicoterapia e farmaci con proprietà antidepressive.

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Depressione nei pazienti oncologici: perché il tumore è un alto fattore di rischio

La malattia in generale, e la patologia neoplastica in particolare, costituiscono evidenti fattori di rischio per stati d’ansia e depressivi. Da diversi studi è emerso che i pazienti affetti da patologie croniche, in particolare oncologiche, sono molto più soggetti a stati depressivi ed ansiosi e, sempre in tale ambito, è stata individuata la cosiddetta depressione sottosoglia. In particolare, si tratta di un quadro depressivo quasi asintomatico ma comunque in grado di interferire con la vita del paziente.

Anche se spesso non è riconosciuta, in quanto asintomatica o poiché il paziente concentra le proprie energie e terapie sulle problematiche neoplastiche, la depressione nei pazienti oncologici è molto frequente e non è assolutamente da sottovalutare.

L’esame di tutte le ricerche condotte fino ad ora sul rapporto esistente tra depressione e cancro porta ad affermare che trattare la depressione è doveroso e che sottovalutarla può avere conseguenze realmente dannose per il paziente.

Il ruolo del farmacista nel trattamento alla depressione nei pazienti oncologici

Ad oggi esistono diverse risorse per la terapia della depressione, piuttosto efficaci e sicure. Gli antidepressivi oggi disponibili sul mercato sono connotati da un ottimo profilo di sicurezza e tollerabilità, anche in condizioni di comorbilità con patologie organiche significative.

Studi clinici recenti su antidepressivi largamente diffusi mostrano che il corretto trattamento riduce i sintomi depressivi, emozionali e fisici, con un’ottima sopportazione nei pazienti oncologici.

Ovviamente il farmacista non può somministrare farmaci antidepressivi ai pazienti della farmacia affetti da carcinoma, ma può svolgere un’importante funzione di informatore nei confronti degli stessi, magari spingendoli verso una visita specialistica in grado di delineare l’effettivo stadio ansioso e / o depressivo.

Conoscere gli effetti della depressione nei pazienti oncologici è importante per poter svolgere al meglio il ruolo di consulente della salute e del benessere ed è ancor più fondamentale per il malato che magari non è a conoscenza degli effetti negativi che può avere la psiche sulla sua condizione.

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