È importante controllare i parassiti intestinali degli animali che vivono in città

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cane e gattoLe malattie parassitarie sono un problema costante nella vita dei carnivori domestici, talora trascurato nella falsa convinzione che, superata la fase di cucciolo, raramente gli animali possano andare incontro a nuove infestazioni. Spesso queste patologie non sono tenute nella giusta considerazione come causa di malattia nell’animale adulto o anziano. La presenza di parassiti nei cani e nei gatti deve essere sempre sospettata quando ci si trovi di fronte a casi di soggetti colpiti da vomito o diarrea. In base a tale considerazione la convinzione che l’animale adulto sia esente da parassiti è in netto contrasto con le basi biologiche su cui si fonda il parassitismo, cioè delle “linee guida” cui essi si attengono per sopravvivere e perpetuarsi. Dobbiamo tenere presente il fatto che ci troviamo di fronte nelle nostre città al fenomeno del cosiddetto urbanesimo animale, una situazione che ha visto fare del sistema città una babele di specie animali. Il diffondersi di cani e gatti nel contesto urbano costituisce un rischio zoonosico dal punto di vista parassitario per un accertato, elevato grado di contaminazione ambientale in determinate aree, come giardini e parchi, in cui cani, gatti e bimbi si trovano a convivere. Recenti studi realizzati in campo europeo hanno sottolineato come gli operatori sanitari dovrebbero esercitare un’azione d’informazione e formazione nei confronti dei proprietari degli animali per assicurare una corretta convivenza uomo animale in ambito domestico.
In particolare nel 2014 è stato pubblicato su The Scientific World Journal uno studio che ha determinato la prevalenza dei parassiti zoonosici nei campioni fecali canini raccolti dal suolo pubblico di Milano. Le differenze di prevalenza dei parassiti erano indagate mediante un approccio basato su un sistema informativo geografico (GIS); inoltre si consideravano i fattori di rischio (densità umana, dimensioni dei parchi e aree riservate ai cani). L’area metropolitana è stata suddivisa in 157 sub-aree rettangolari e il prelievo di campioni era effettuato seguendo sezioni di 1 km. Sono stati analizzati in totale 463 campioni fecali mediante tecnica di centrifugazione-flottazione ed Elisa per identificare i coproantigeni di Giardia e Cryptosporidium.
Gli autori hanno evidenziato una diffusa contaminazione fecale del suolo, con presenza di campioni fecali nell’86,8% delle sub-aree considerate. La prevalenza complessiva dei parassiti intestinali era del 16,63%. Si riscontravano parassiti zoonosici, quali Trichuris vulpis (3,67%), Toxocara canis (1,72%), Strongyloides stercoralis (0,86%), Ancylostomatidae (0,43%) e Dipylidium caninum (0,43%). Giardia duodenalis era il protozoo zoonosico con maggiore prevalenza (11,06%), seguito da Cryptosporidium (1,10%). Erano particolarmente predisposte all’infezione le feci provenienti da sub-aree caratterizzate da ampie aree verdi.
È opportuno quindi che cani e gatti siano sistematicamente sottoposti a un trattamento con un vermifugo. Si potrà procedere facendo far fare loro un esame delle feci oppure trattandoli una volta l’anno o ogni sei mesi, se vivono in determinati contesti, con un prodotto polivalente. In caso di infestione parassitaria si dovrà avere cura di procedere a una disinfezione ambientale con sali quaternari di ammonio e a un bagno accurato dell’animale con lo scopo di eliminare qualsiasi traccia di residuo fecale.

Alesssandro Ciorba

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