Estrazione della cannabis a base di olio, in arrivo procedure Sifap

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A metà febbraio sarà presentato il secondo lavoro prodotto dal gruppo di studio della Società Italiana Farmacisti Preparatori.

cannabis terapeutica

L’attività galenica del farmacista è di estrema importanza per la manipolazione delle infiorescenze di cannabis. Si possono infatti allestire farmaci estremamente diversi in base alla varietà impiegata e al tipo di preparazione. Normalmente si ricorre a quelle definite come olio quando si ha esigenza di preparati con concentrazioni di tetraidrocannabinolo (Thc) più elevate.

Il gruppo tecnico della Società Italiana Farmacisti Preparatori (Sifap) sta lavorando proprio per stilare procedure condivise sull’estrazione della cannabis a base di olio. Obiettivo del gruppo di lavoro è rendere riproducibile e standardizzabile una procedura che attualmente prevede – come da richiesta dell’Allegato tecnico del DM 9 novembre 2015 – la titolazione per ogni preparazione magistrale.

«Il lavoro del gruppo tecnico è quasi completato e sarà pubblicato a breve, intorno alla metà di febbraio», spiega Annunziata Lombardi, farmacista specializzata in galenica tradizionale e clinica e responsabile di laboratorio presso la storica farmacia di famiglia “Farmacia Caputo”.

«Mettere a punto una metodica per salvaguardare l’intera composizione del fitocomplesso», questo l’obiettivo del progetto che sarà presentato e che è stato sviluppato in collaborazione col Dipartimento di Farmacia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

La Sipaf ha già condiviso attraverso il prontuario galenico Sifo-Sifap un primo lavoro che questa volta ha visto la collaborazione dell’Università di Milano e ha avuto l’obiettivo di selezionare una metodica estrattiva per raggiungere la massima estrazione a base di olio del Thc dal fitocomplesso.

Per assicurare la qualità del prodotto ottenuto con estrazione a base di olio il Ministero richiede la titolazione per ciascuna preparazione magistrale. Tra le metodiche suggerite dal Ministero la cromatografia liquida o gassosa accoppiate alla spettrometria di massa. Molte farmacie non dispongono di questa strumentazione e hanno proceduto creando collaborazioni esterne. «Il Dm tuttavia prevede la possibilità di impiegare anche altre metodiche», spiega Lombardi, «purché sensibili e specifiche. Risultati affidabili sono stati ottenuti anche applicando la Hplc-Uv, come ha pubblicato il prof Giuseppe Cannazza dell’Università di Modena e Reggio Emilia».

Sul numero di marzo di Farmacia news sarà presente un approfondimento sull’utilizzo della cannabis terapeutica, con un’intervista più estesa ad Annunziata Lombardi.

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