È stato rinnovato anche per il 2026 il protocollo d’intesa tra Egualia – Industrie Farmaci Accessibili, Fondazione Banco Farmaceutico ETS e la FOFI – Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. L’accordo punta a potenziare la Rete dei Presidi Farmaceutici Solidali (PFS), un’alleanza nata per garantire la cura delle malattie della povertà e delle migrazioni che si scontra con dati nazionali allarmanti: nel 2025 sono state infatti 502mila le persone costrette a chiedere aiuto per ricevere farmaci, contro le 463mila dell’anno precedente.
«Sono numeri che interrogano la coscienza della società intera e che sollecitano le aziende di Egualia a ribadire il proprio supporto a questa iniziativa di solidarietà nella quale si riconoscono pienamente», dichiara a questo proposito il Presidente di Egualia, Riccardo Zagaria.
La nuova mappa della solidarietà sul territorio
La nuova partnership prevede il coinvolgimento operativo di cinque enti assistenziali dislocati lungo tutta la penisola e convenzionati con il Banco Farmaceutico: Medici per la Pace di Verona, Assistenza ai margini – don Guanella ODV di Como, la Caritas di Lucca, la Caritas di Cuneo e Intersos di Foggia.
Questi centri ospiteranno i punti di distribuzione dei farmaci messi a disposizione gratuitamente dalle aziende per coprire le patologie più comuni (dagli analgesici agli antibiotici, fino ai trattamenti per asma, diabete e ipertensione). I medicinali saranno stoccati in armadi dedicati e gestiti direttamente da farmacisti volontari, responsabili di verifica, conservazione e dispensazione, mentre il monitoraggio dei flussi sarà garantito dai sistemi gestionali forniti gratuitamente da CGM CompuGroup Medical Italia.
«La rete dei Presidi farmaceutici solidali rappresenta un esempio virtuoso di sanità di prossimità e solidarietà diffusa – afferma il presidente FOFI, Andrea Mandelli, sottolineando – l’impegno della Federazione e dell’intera comunità dei farmacisti nel mettere a disposizione competenze, professionalità e presenza sul territorio per sostenere iniziative che rafforzano concretamente il diritto alla salute e la tutela delle persone più vulnerabili».
Il bilancio del progetto e la continuità terapeutica
L’efficacia del modello è confermata dai risultati del biennio 2024-2025, che ha assistito 5.565 persone in povertà sanitaria attraverso i presidi pilota di Bari, Cagliari, Catania, Roma e Verona. I beneficiari sono risultati in prevalenza di nazionalità italiana (57,7%) e di sesso maschile (56,4%), concentrati soprattutto nella fascia adulta (18-65 anni), pur registrando quote significative di minori italiani (10,5%) e anziani (16,1%). A fronte di un fabbisogno di 11.775 confezioni, il progetto ne ha distribuite 9.067 (1.110 acquistate dal Banco Farmaceutico e le restanti donate da 28 aziende, di cui 5 associate a Egualia), utilizzate per trattare principalmente ipertensione, polmoniti e influenze acute.
«Il rinnovo di questo protocollo conferma quanto la collaborazione tra istituzioni, imprese farmaceutiche, farmacisti e realtà assistenziali sia decisiva per costruire reti capillari – conclude Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico ETS -. In questo modo siamo capaci di intercettare bisogni spesso invisibili e di garantire continuità terapeutica a chi, altrimenti, sarebbe costretto a rinunciare alle cure. Un fenomeno che, come mostrano i dati dell’ultimo anno, coinvolge sempre più anche famiglie, anziani e minori».


