Non decolla in Italia la cultura del farmaco equivalente, registrando anzi un preoccupante arretramento proprio tra le giovani generazioni. È questo il fulcro del quadro emerso dall’indagine SWG (condotta su 2.500 cittadini) e presentata a Roma lo scorso giugno presso il Ministero della Salute in occasione dell’evento conclusivo della VI edizione della Campagna IoEquivalgo, iniziativa promossa da Cittadinanzattiva con il contributo non condizionante di Egualia e la collaborazione di Federfarma e FOFI.

I dati mostrano che la conoscenza dei medicinali equivalenti è scesa del 5% in cinque anni. Il divario informativo colpisce principalmente i giovani della Gen Z: solo il 50% dichiara di conoscerli bene, contro una media nazionale del 70% e il 79% registrato tra i boomers. A fronte di piccoli malesseri quotidiani, i giovani tendono a cercare risposte rapide sul web, con il 15% della Gen Z che si affida stabilmente a chatbot e AI per orientare le scelte di salute.

Un deficit informativo che si traduce in un pesante impatto economico per le famiglie: solo nel 2025, stando ai dati Egualia i cittadini hanno pagato di tasca propria oltre un miliardo di euro di differenziale di prezzo per ritirare il brand di marca più costoso rispetto al relativo equivalente, con picchi di spesa privata nel Lazio e in Molise.

Il farmacista di comunità come presidio di informazione e fiducia

In questo contesto di diffuso disorientamento, la farmacia di comunità si conferma un punto di riferimento fondamentale per la cittadinanza. L’indagine SWG evidenzia infatti una crescita del ricorso al consiglio del farmacista (+3% rispetto al 2024) e un aumento dell’8% del suo peso specifico come fonte di informazione sanitaria accreditata.

Per rispondere a questa esigenza, la sesta edizione di IoEquivalgo ha puntato con decisione sulla formazione professionale. In sinergia con Federfarma e FOFI, è stato erogato un percorso di Formazione a Distanza (FAD) incentrato sulla comunicazione efficace e sul superamento dei bias cognitivi dei pazienti, che ha visto la partecipazione di oltre 2.700 farmacisti. Il progetto è stato promosso a pieni voti dai professionisti: il 96% ha giudicato prioritario questo percorso incentrato sul dialogo con il paziente.

Nelle circa 19 mila farmacie aderenti alla rete di Federfarma, inoltre, sono stati messi a disposizione materiali informativi digitali e locandine munite di QR code per guidare il cittadino verso un utilizzo consapevole e sicuro dei farmaci generici.

Le voci dal convegno: fare rete contro la spesa privata

Durante l’evento istituzionale è emerso chiaramente come il farmaco equivalente rappresenti una risorsa indispensabile per la stabilità del sistema.

«Gli equivalenti rappresentano una leva decisiva per preservare l’universalismo del Servizio Sanitario Nazionale – ha commentato il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato –. Tra il 2018 e il 2024 hanno generato risparmi complessivi per 5,3 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi solo nell’ultimo anno. Esiste tuttavia ancora un margine significativo di miglioramento».

Per trasformare questo potenziale in realtà, è necessario attivare una vera e propria alleanza sul territorio. All’incontro è intervenuta anche Clara Mottinelli, tesoriere nazionale di Federfarma, che ha dialogato con la coordinatrice dei percorsi formativi, la Dottoressa Tania Cariani, portando alla luce le migliori best practice di comunicazione al banco. Mottinelli ha sottolineato l’urgenza di una sinergia interprofessionale: «Per portare avanti la rivoluzione culturale dell’equivalente è fondamentale la collaborazione stretta tra farmacisti, medici di medicina generale e tutti i professionisti della salute. Dobbiamo parlare tutti lo stesso linguaggio, diffondere messaggi univoci e contare sul supporto attivo delle Istituzioni».

Le proposte sul tavolo: dalla scuola ai tavoli regionali

Per colmare il divario e difendere il potere d’acquisto delle fasce di popolazione a basso reddito, Cittadinanzattiva ha formalizzato un pacchetto di proposte mirate:

  • Campagne digital native: Attivare comunicazioni istituzionali mirate sui canali social e digitali per intercettare i target più giovani, integrando l’educazione sanitaria anche nelle scuole e nelle università (per correggere abitudini errate come lo smaltimento dei farmaci nell’indifferenziata o l’assunzione di prodotti scaduti).
  • Formazione universitaria obbligatoria: Inserire moduli specifici sul valore clinico ed economico dei farmaci equivalenti all’interno dei corsi di laurea in Farmacia, Medicina e Infermieristica.
  • Tavoli di monitoraggio al Centro-Sud: Istituire tavoli di confronto prioritari nelle Regioni del Centro e del Sud Italia, dove i consumi stentano a decollare e dove la spesa privata per il differenziale di prezzo grava maggiormente sulle famiglie.

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