L’Assemblea Pubblica 2026 di Farmindustria riafferma la centralità del farmaco in primo luogo come presidio di salute e longevità: oggi l’aspettativa di vita in Italia sfiora gli 84 anni, grazie a un incremento costante di tre mesi all’anno registrato nell’ultimo mezzo secolo. Negli ultimi venticinque anni, la mortalità complessiva nel Paese è diminuita del 31%, con riduzioni ancor più significative per le malattie croniche (-41%) e per le neoplasie (-27%).
Questo progresso scientifico si riflette in un motore economico nazionale senza pari. Con 74 miliardi di euro di produzione, l’Italia consolida la sua leadership nell’Unione Europea insieme a Germania e Francia, incidendo per il 2% sul PIL. A fare da traino è un exportrecord che nel 2025 ha toccato i 69,2 miliardi di euro, segnando una crescita del 248% nell’ultimo decennio.
Una performance che da sola copre un terzo dell’incremento delle esportazioni totali richiesto dal Governo entro il 2027. Sul piano occupazionale, il settore conta 72.200 addetti diretti (oltre 300.000 con l’indotto), distinguendosi per un forte ricambio generazionale (+25% di under 35) e per un welfare aziendale all’avanguardia.
I quattro pilastri per la competitività
Nonostante i traguardi raggiunti, il presidente di Farmindustria Marcello Cattani – confermato alla guida dell’Associazione per il biennio 2026-2028 – ha evidenziato la necessità di interventi urgenti per tutelare la competitività italiana in uno scenario globale sempre più aggressivo, condizionato dalle politiche sui prezzi degli Stati Uniti (Most Favored Nation). Quattro le priorità indicate all’Esecutivo:
- Superamento del payback: una tassa sulle imprese che nel 2025 ha raggiunto i 2,4 miliardi di euro, mettendo a rischio la stabilità degli investimenti;
- Revisione scientifica del Prontuario: l’associazione esprime preoccupazione per le attuali proposte di revisione del prontuario terapeutico avviate da AIFA. La richiesta è che le scelte siano guidate unicamente dalla scienza e dal valore terapeutico, difendendo la personalizzazione delle cure ed evitando logiche di mero contenimento della spesa;
- Modelli di spesa basati sul valore: superare il sottofinanziamento e adottare valutazioni di Health Technology Assessment (HTA) capaci di incorporare i benefici sociali ed economici complessivi generati dall’innovazione;
- Abbattimento dei tempi di accesso: ridurre i tempi burocratici nazionali e regionali, che oggi richiedono circa 400 giorni per la disponibilità di un nuovo farmaco dopo il via libera europeo dell’EMA.
Il dibattito sulla spesa farmaceutica e il Prontuario
Il tema della governance della spesa ha acceso il confronto istituzionale a margine dell’Assemblea. In merito alle voci sul monitoraggio dei conti e sulla imminente riforma del Prontuario AIFA, è intervenuto il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato.
Gemmato ha ricordato che la richiesta di interventi nasce da una formale segnalazione circa una spesa farmaceutica considerata “fuori controllo”. Di fronte alle resistenze del mondo industriale su possibili riduzioni dei prezzi, il Sottosegretario ha ribadito la centralità della sostenibilità pubblica, specificando che le opzioni tecniche fornite da AIFA sono ora al vaglio del Ministro Schillaci. I tempi dell’operazione rimangono comunque definiti dalla legge di bilancio, che ne prevede l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2027.
La sfida della ricerca clinica e il Testo Unico
Un altro fronte strategico per l’Italia è la ricerca clinica. Attualmente al quarto posto in Europa per trial attivati, il Paese sconta un ritardo burocratico di circa 36 giorni nell’arruolamento dei pazienti rispetto alla Spagna, con una conseguente perdita di attrattività economica e scientifica.
Con il lancio di un nuovo Manifesto per la ricerca, Farmindustria punta a far scalare l’Italia fino al secondo posto europeo entro cinque anni, accelerando le procedure e valorizzando i dati di Real World Evidence. In questa direzione, l’Associazione ha espresso forte apprezzamento per l’impegno del Governo a varare entro l’anno il nuovo Testo Unico della Farmaceutica, considerato una riforma indispensabile per snellire l’impianto regolatorio e attrarre investimenti globali.


