Le farmacie italiane, in termini di erogazione e prevenzione vaccinale, sono un modello da imitare. Le migliori in un conteso europeo. È quanto emerge dal Rapporto “Country case studies on pharmacy-based vaccination” della Federazione farmaceutica mondiale (Fip) a seguito di una analisi di confronto con altri sei Paesi: Australia, Canada, Francia, Irlanda, Portogallo e Regno Unito.

Un modello efficiente e efficace

Performante e ben funzionante. Sono le “conclusioni” che si possono trarre dall’attività vaccinale nelle farmacie italiane: sugli oltre 20 mila presidi aperti al pubblico, capillarizzati a livello nazionale, circa 5 mila sono già attivi nella pratica, con almeno un farmacista abilitato per sede, subordinato al completamento e superamento di un programma di formazione specifico. Gli esperti di FIP riconoscono al nostro Paese la capacità di aver saputo trasformare un servizio nato in emergenza, durante la pandemia, in un’offerta ben strutturata e trasversale, in ambito di tipologia di vaccini erogabili, nell’ambito della Farmacia dei Servizi.

La vaccinazione rimane, ad oggi, uno degli interventi di sanità pubblica più efficaci, in grado di ridurre significativamente la mortalità e la morbilità, salvaguardando al contempo la salute, la capacità funzionale e il benessere a tutte le età. Questo sottolinea che il successo dei programmi di vaccinazione dipende non solo dalla disponibilità dei vaccini, ma anche dalla loro ampia somministrazione e accessibilità a tutti i gruppi di popolazione: l’Italia ha ben recepito questo valore, tuttavia esiste ancora una sfida.

Sugli oltre 20 mila presidi aperti al pubblico, capillarizzati a livello nazionale, circa 5 mila sono già attivi nella pratica vaccinale
Sugli oltre 20 mila presidi aperti al pubblico, capillarizzati a livello nazionale, circa 5 mila sono già attivi nella pratica vaccinale

Migliorare la copertura vaccinale, soprattutto, degli adulti che varia considerevolmente tra i diversi vaccini e paesi, rimanendo spesso al di sotto degli obiettivi di sanità pubblica raccomandati. La farmacia può contribuire efficacemente a questo obiettivo, come dimostrano indagini di letteratura.

I numeri italiani

Oltre il 19,4% di tutti i vaccini erogati in Italia sono stati somministrati nelle farmacie. Solo nel 2025, si sono raggiunte punte che si avvicinano al 30% per l’antinfluenzale e al 15% circa per l’anti-Covid. A questi risultati, secondo l’analisi, hanno contribuito alcune leve vincenti: la rete capillare dei presidi, pari a una farmacia ogni 3 mila abitanti, salvaguardando anche le popolazioni e territori delle aree più disagiate, rurali o di montagna, un pool di normative erogate dopo la pandemia che hanno consolidato la pratica vaccinale.

In particolare, i decreti legge 44/2021 e 24/2022 e la più recente “legge di semplificazione” 182/2025 hanno fornito chiare indicazioni per il buon governo della vaccinazione all’interno dei presidi. Va inoltre ricordato l’accordo Stato-Regioni del 2022, secondo un protocollo nazionale ben definito che abilitava i farmacisti adeguatamente formati tramite i moduli dell’Istituto Superiore di Sanità, inizialmente all’erogazione di antinfluenzale e anticovid, oggi estesa, a seconda delle disposizioni nazionali e regionali anche ad altri vaccini come Herpes Zoster, HPV (Virus Papilloma Umano), tetano-difterite-pertosse.

Solo nel 2025, si sono raggiunte punte che si avvicinano al 30% per l’antinfluenzale e al 15% circa per l’anti-Covid.
Solo nel 2025, si sono raggiunte punte che si avvicinano al 30% per l’antinfluenzale e al 15% circa per l’anti-Covid.

Infine terzo elemento cruciale, la fidelizzazione della cittadinanza che, da sempre ma soprattutto nel corso degli ultimi anni, continua a premiare la farmacia, con dati elevatissimi di frequentazione e accessi. Oltre l’85%, dalle stime degli eurobarometri. Indici che potrebbero essere ulteriormente migliorati con e a seguito della legge di Bilancio 2026 che ha stanziato 50 milioni di euro per rafforzare i servizi in farmacia, rendendo il modello vaccinale ormai permanente.

Il rovescio della medaglia

Ci sono tuttavia delle criticità da considerare che potrebbero inficiare questa “best pratice”, specie in alcuni territori, risentendo della frammentazione regionale. Vero è infatti che ogni Regione è governata da autonomia propria sia in termine di erogazione del servizio vaccinale che dei rimborsi.

Anche il tariffario non sempre risulta adeguato ai costi reali, che si sono “fissati” alla quota di 6,16 euro per somministrazione, stabilita in epoca pandemica, ma non più sufficiente a coprire gli attuali numeri. Inoltre, altro fattore critico è rappresentato dalla digitalizzazione, non tutte le farmacie sono collegate in tempo reale all’Anagrafe vaccinale nazionale, sottolineando la necessità di uniformare i sistemi informativi, o di implementare/strutturare adeguate infrastrutture.

La nazione più virtuosa, insieme all’Italia

È il Portogallo, tra i sette Paesi analizzati: dispone del maggior numero di farmacie, all’incirca 2.500 che superano quelle italiane, e 7.700 farmacisti abilitati, pari all’80% del totale dei professionisti sanitari.

Tra le criticità ancora da risolvere c'è il tariffario, che non sempre risulta adeguato ai costi reali
Tra le criticità ancora da risolvere c’è il tariffario, che non sempre risulta adeguato ai costi reali

La pratica vaccinale in Portogallo nelle farmacie ha preso il via nel 2023, nell’ambito della campagna stagionale di vaccinazione anti-influenzale e anti-Covid, con un rimborso di 3 euro a dose. Nel 2025, nelle farmacie è stato somministrato il 70% di tutti i vaccini per adulti over 60. Bene, anche il Regno Unito che vanta soprattutto una per l’elevata copertura e la somministrazione di oltre 4 milioni di vaccini anti-influenzali nella stagione 2024/25.

Valore aggiunto

All’interno del rapporto FIP è presente anche il “Pharmacy-Based Vaccination Assessment Tool”, una griglia di valutazione che può essere utilizzata dai singoli Paesi per misurare i propri progressi in sei aree:

  • policy
  • forza lavoro
  • formazione
  • finanziamenti
  • registri vaccinali
  • sistemi di qualità

La finalità anche di questo “supporto” documentale, oltre che del focus sulle prestazioni e i dati dei sei paesi considerati è soddisfare l’Immunization Agenda 2030 dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) che punta a coperture vaccinali universali. Obiettivo che può avvantaggiarsi anche dei farmacisti ritenuti dal rapporto figure chiave nell’ecosistema della sanità di prossimità.


Fonte

Per ulteriori informazioni. Country case studies on pharmacy-based vaccination. Key learnings from seven countries 2026. International Pharmaceutical Federation. Link: https://www.fip.org/file/6588

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