I cittadini europei non aspettano che i sistemi sanitari pubblici risolvano i loro problemi di accesso alle cure (appena il 56% si dichiara soddisfatto del proprio sistema sanitario, percentuale ancora in ribasso rispetto al 58% rilevato nel 2025): prendono in mano la propria salute. È questo il forte messaggio che emerge dallo STADA Health Report 2026.
Se da un lato il 78% degli intervistati dichiara di sentirsi in controllo del proprio benessere, dall’altro questo trend si traduce in comportamenti – dalla self-medication allo showrooming – che finiscono per toccare da vicino la farmacia territoriale.
L’esplosione della self-medication e dei tool di monitoraggio
Il ricorso all’automedicazione è ormai un dato di fatto: ben il 94% degli europei si auto-tratta per disturbi minori (dolore, sintomi influenzali, problemi gastrointestinali). Se per il 59% si tratta di un comportamento dettato dall’esperienza, ben il 47% ammette di farlo per evitare le lunghe attese per un appuntamento medico. Inoltre, l’85% della popolazione utilizza almeno uno strumento di monitoraggio domestico: in testa i misuratori di pressione (58%), seguiti da app per smartphone (39%) e fitness tracker (32%).
Il rischio dell’online e il nodo dello “Showrooming”
Nonostante l’avanzamento di strumenti digitali e algoritmi di AI cui si rivolge ormai una vasta platea anche per questioni legate alla salute, il rapporto “face-to-face” con medico e farmacista resta prioritario per la stragrande maggioranza degli europei: rispettivamente 79% e 61%.
Per quanto la farmacia fisica goda ancora di un posizionamento solido, i confini commerciali si stanno sfaldando:
– Fiducia condizionata nei canali digitali: sebbene il 62% dei consumatori dichiari di potersi fidare di una farmacia esclusivamente online, il 29% non si fida affatto di soggetti privi di una presenza fisica. Il 23% si fida del digitale solo se collegato a una farmacia locale con licenza.
– Il fenomeno dello Showrooming: è un campanello d’allarme per i fatturati. Il 35% degli europei ammette di aver chiesto consiglio in farmacia per poi acquistare il prodotto online, attirati principalmente dal prezzo (17%) o dalla comodità (12%).
Cosa chiede il cittadino alla farmacia del futuro?
I dati indicano chiaramente che la farmacia deve evolversi in un hub ibrido capace di fondere la presenza fisica con la reattività digitale. Alla domanda su quali servizi si vorrebbero nel punto vendita del futuro, le risposte tracciano una roadmap precisa:
- Prescrizioni ripetibili in farmacia (39%): La possibilità per il farmacista di rinnovare le ricette per patologie croniche, alleggerendo il carico dei medici di medicina generale.
- Reperibilità e consultazione 24/7 (34%): Servizi di consulenza continuativi.
- Consulenza personalizzata (29%): Consigli basati sulla storia medica del paziente, integrazione di servizi di telemedicina/specialisti in farmacia e consegna a domicilio strutturata.
Il ruolo del farmacista territoriale nel 2026 non è ridimensionato dall’AI o dall’e-commerce (idea condivisa da appena il 20% della platea europea) ma ridefinito: il farmacista diventa l’interfaccia umana e il consulente insostituibile per interpretare i dati che il paziente raccoglie autonomamente tramite app e intelligenza artificiale.


