Fofi: bene l’approvazione del versamento della quota ridotta

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Fofi esprime soddisfazione per l’approvazione della modifica allo Statuto Enpaf secondo la quale i farmacisti che percepiscono il trattamento pensionistico, ma continuano a esercitare la professione, non essendo iscritti a un altro ente previdenziale, possono versare alle casse previdenziali una quota ridotta di un terzo o del 50%

Per Fofi è un fatto positivo che il Ministero del Lavoro e il Ministero delle Finanze abbiano approvato la modifica dello Statuto dell’Enpaf che permette il versamento di una quota ridotta di un terzo o del 50% ai farmacisti che percepiscono il trattamento pensionistico ma continuano a esercitare la professione non essendo iscritti a un altro ente previdenziale.  La misura, deliberata dal Consiglio nazionale dell’Enpaf sul finire dell’anno scorso, risponderebbe alle necessità non solo dei titolari, ma anche dei collaboratori di impresa familiare e di chi opera come lavoratore autonomo, per i quali la contribuzione in misura intera risultava spesso particolarmente onerosa.

Farmacista

Le dichiarazioni di d’Ambrosio Lettieri e Mandelli

Luigi d’Ambrosio Lettieri, vicepresidente della Fofi, ha dichiarato: “La modifica statutaria stabilita dal Consiglio Nazionale dell’Enpaf risponde a elementari principi di buon senso e di rispetto verso una estesa platea di farmacisti italiani che oggi, dopo il provvidenziale e atteso disco verde dei Ministeri competenti, potranno godere di un giusto beneficio economico” . Secondo Andrea Mandelli, presidente Fofi, si è compiuto “un passo importante nella direzione di fare quanto possibile per adattare a una situazione economica radicalmente mutata anche gli istituti previdenziali della nostra professione”.

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