L’ipertensione arteriosa rappresenta una delle condizioni croniche più diffuse e in Italia ne è affetto circa il 30-35% della popolazione. Nonostante la disponibilità di terapie efficaci e linee guida consolidate, molti pazienti non riescono a mantenere un adeguato controllo pressorio, a causa di scarsa aderenza, conoscenze limitate e difficoltà nell’integrare lo stile di vita raccomandato.

Un nuovo studio, pubblicato su Hypertension Research, ha valutato l’efficacia di un modello innovativo basato sul monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa (HBPM) e sulla gestione del paziente da parte del farmacista.

Educazione, monitoraggio e follow-up

Il programma ha coinvolto 1216 adulti con ipertensione o alto rischio cardiovascolare. Ogni partecipante è stato seguito per tre mesi attraverso un percorso personalizzato interamente gestito dal farmacista di comunità.

Durante il primo incontro in farmacia, il farmacista ha rilevato la pressione arteriosa (media basale: 122,3/76,4 mmHg) e raccolto informazioni su storia clinica, abitudini e fattori di rischio. Ha poi istruito i partecipanti sulla corretta esecuzione del monitoraggio domiciliare, illustrando frequenza delle misurazioni, postura corretta e interpretazione dei valori. Accanto al supporto tecnico, il farmacista ha svolto un ruolo educativo strutturato, spiegando i principi fondamentali dello stile di vita raccomandato, tra cui la riduzione del sale, l’aumento dell’attività fisica regolare, la riduzione dell’alcol e l’astensione dal fumo. Parallelamente, ha monitorato l’aderenza ai trattamenti farmacologici, affrontando eventuali problemi legati a irregolarità, incomprensioni posologiche o dubbi sui farmaci.

Il percorso prevedeva due modalità operative scelte liberamente dai pazienti:

  • una digitale, basata su un’App dedicata che permetteva di registrare i valori e ricevere notifiche automatiche
  • una tradizionale, che utilizzava un diario cartaceo e un contatto telefonico diretto.

In entrambe le modalità, il farmacista ha mantenuto un contatto costante con i partecipanti, intervenendo in caso di valori anomali, assenza di misurazioni o necessità di chiarimenti.

gestione ipertensione in farmacia
Figura 1. Schema introduttivo del programma di presa in carico guidato dal farmacista

Miglioramento del controllo pressorio

I risultati mostrano un netto miglioramento dei parametri nei pazienti ipertesi. La pressione sistolica media è scesa da 133,2 a 129,8 mmHg (–3,4 mmHg; p = 0,002) e la diastolica da 83,1 a 79,7 mmHg (–3,4 mmHg; p < 0,001).

Un risultato significativo ottenuto senza modifiche terapeutiche mirate, ma grazie al monitoraggio continuo, all’educazione e al supporto personalizzato. Nella popolazione non ipertesa ma considerata a rischio, la pressione è rimasta stabile, segno che la costante supervisione del farmacista ha contribuito a prevenire incrementi pressori in soggetti predisposti.

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Figura 2. Pressione arteriosa sistolica e diastolica media (rispettivamente SBP e DBP), con deviazione standard (SD), prima e dopo l’intervento. A: analisi sull’intera popolazione (N = 797). B, C: analisi rispettivamente sul gruppo con ipertensione (N = 355) e sul gruppo normoteso ad alto rischio (N = 422).

Crescita delle conoscenze

Oltre agli effetti clinici, il programma ha avuto un impatto rilevante sulle competenze e sulle abitudini dei partecipanti. Il questionario KAB (conoscenze, atteggiamenti e comportamenti) ha mostrato un miglioramento concreto in tutte le aree valutate:

  • +1,2 punti nelle conoscenze sull’ipertensione (p < 0,001), con un incremento della correttezza delle misurazioni domiciliari dal 30,1% al 79,5%.
  • +4,2 punti negli atteggiamenti (p < 0,001), a testimonianza di maggiore motivazione e volontà di condividere i valori con operatori sanitari e caregiver.
  • +3,5 punti nei comportamenti salutari, come attività fisica, alimentazione, riduzione del sale e regolarità delle misurazioni.
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Figura 3. Punteggio di conoscenza, atteggiamento e comportamento nel pre-test e nel post-test (N = 829).

Maggiore efficacia nei gruppi più fragili

L’analisi dei sottogruppi ha rivelato che i miglioramenti più consistenti si sono osservati tra gli anziani, tra le persone con un livello di istruzione medio-basso e tra i partecipanti provenienti da aree meno urbanizzate.

In questi gruppi, spesso caratterizzati da maggiori difficoltà nella gestione dell’ipertensione, l’intervento del farmacista ha permesso di colmare lacune informative e operative, riducendo differenze che tipicamente ostacolano il controllo pressorio.

Prospettive

Il programma si è dimostrato efficace, sostenibile e riproducibile, grazie alla semplicità degli strumenti e al ruolo centrale del farmacista come professionista vicino e affidabile. Pur in assenza di un gruppo di controllo, i risultati indicano benefici significativi in termini di controllo pressorio, autogestione e aderenza terapeutica in un periodo relativamente breve.

Il contributo del farmacista risulta determinante non solo sul piano clinico ma anche nella promozione di stili di vita salutari e nella riduzione delle disuguaglianze nella gestione dell’ipertensione.

Fonte
Chen, YT., Yeh, WY., Hu, YC. et al. Effectiveness of a nationwide community pharmacist-led program promoting home blood pressure monitoring on hypertension control and self-management. Hypertens Res (2025). https://doi.org/10.1038/s41440-025-02422-6

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