I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) rappresentano oggi una vera e propria sfida sanitaria, sociale e culturale per il nostro Paese. In Italia sono oltre 3 milioni le persone che ne soffrono: si tratta di patologie complesse – come anoressia, bulimia, binge eating – spesso vissute nel silenzio, che colpiscono in modo drammatico soprattutto le fasce più giovani della popolazione e che hanno subìto un’impennata preoccupante a seguito della pandemia.
Per fare il punto sulle strategie di contrasto, il Ministero della Salute ha promosso a Bari nelle giornate del 18 e 19 maggio scorsi, l’evento “Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso”. L’obiettivo della due giorni, che ha riunito istituzioni, esperti, scuola e sport, è chiaro: rafforzare la rete della prevenzione e della diagnosi precoce, abbattendo lo stigma e i pregiudizi che rallentano l’accesso alle cure e isolano i pazienti e le loro famiglie.
La farmacia come “sentinella” di prossimità
All’interno di questa rete di protezione, il mondo della farmacia è chiamato a svolgere un ruolo strategico. Come sottolineato da Michele Pellegrini Calace, segretario nazionale di Federfarma, la dimensione assunta da questi disturbi richiede l’attivazione di tutti i presidi territoriali.
Grazie alla sua capillare presenza e al profondo rapporto di fiducia con i cittadini, la farmacia di comunità si configura come una vera e propria sentinella sul territorio. Intervenendo nella sessione dedicata alle cure primarie, il presidente di Federfarma Puglia, Vito Novielli, ha rimarcato la capacità unica del farmacista di cogliere i primi segnali di malessere o le situazioni critiche, lavorando in sinergia con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta.
Ma il contributo della farmacia non si ferma all’intercettazione precoce. I farmacisti giocano infatti un ruolo chiave sul fronte della prevenzione primaria, attraverso:
- L’educazione sanitaria e la promozione di stili di vita adeguati e salutari.
- L’orientamento corretto e sicuro all’uso degli integratori alimentari, spesso legati a gestioni fai-da-te del peso corporeo.
L’alleanza tra istituzioni e farmacie territoriali si conferma così un pilastro fondamentale per intercettare il disagio prima che si trasformi in patologia conclamata.


