I fiori di Bach per una ripresa ottimale dell’impegno scolastico

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I fiori di Bach sono legati alle emozioni e al modo di vivere le situazioni, più che alle situazioni in sé e per sé e sono dunque adatti, anche se con sfumature di tipo diverso, nel caso di alunni della scuola elementare come di studenti liceali. Le possibili situazioni saranno non così diverse: si potrà andare da difficoltà di concentrazione, attenzione e memoria a mancanza di interesse, scarsa motivazione o facile tendenza allo stress.

Per la memoria e la concentrazione

Nel primo caso, il tipico fiore per chi pensa di mancare di memoria è Chestnut Bud. Da sottolineare che abbiamo parlato di “pensare di mancare di memoria”, poiché il problema spesso è più soggettivo che oggettivo. In altri termini la memoria è lì, pronta a essere usata; ciò che invece manca è piuttosto la capacità di attenzione, legata anche alla motivazione: non si osserva con sufficiente attenzione quello che si sta facendo (forse perché non abbastanza interessati) e dunque non si memorizza e non si apprende, tendendo, inoltre, a ripetere con frequenza gli stessi errori. Il rimedio Chestnut Bud, ricavato dai boccioli di ippocastano, serve appunto a vivere con più attenzione l’istante presente.

Non molto diverso è Clematis, indicato però piuttosto per chi tende a essere un po’ sulle nuvole, fuori dalla realtà, quindi distratto e poco efficace in quello che sta facendo. Sia Chestnut Bud sia Clematis sono inoltre caratterizzati da una certa lentezza, ma mentre Chestnut Bud può essere indicato per una mente vivace ma con difficoltà di coordinazione, che dà quindi l’impressione di goffaggine e lentezza; Clematis riguarda piuttosto una mente sognante, poco o nulla collegata agli aspetti pratici della vita. Entrambi possono essere utili a studenti di ogni età, che vogliono migliorare il loro rendimento.

Coraggio e motivazione

È però evidente che la capacità di concentrazione e i risultati in campo scolastico sono anche legati, in misura non indifferente, alla motivazione e alla voglia di fare. Riprendere la scuola in settembre, dopo la lunga pausa estiva, per molti studenti può significare un duro e triste ritorno alla routine, che a volte appare pesante, soprattutto quando non ci si è ancora abituati. La stessa situazione si verifica anche quando, col trascorrere dei mesi, passata la motivazione iniziale e subentrata magari qualche delusione in merito a insegnanti e materie, si tende a piombare nella noia del quotidiano. In entrambi i casi ci vuole Hornbeam, rimedio indicato per demotivazione e stanchezza. Da notare che la stanchezza di tipo Hornbeam è indipendente dallo sforzo effettuato: ci si sente stanchi senza una ragione precisa, quasi che mancasse il coraggio di affrontare la giornata e svolgere i compiti richiesti. Si può invece parlare di scoraggiamento per quanto riguarda Gentian. Questo rimedio serve a chi – caratterialmente o in seguito a determinate circostanze – tende a vedere le cose più in negativo che in positivo, rinunciando facilmente, pensando che non valga la pena d darsi da fare o temendo il peggio. Non si tratta, beninteso, di qualcuno che manca di fiducia in sé stesso (nel qual caso ci vuole invece Larch), ma che piuttosto teme le circostanze avverse e perciò si lascia andare. L’essenza fornisce coraggio e fiducia, ingredienti indispensabili per affrontare qualsiasi compito… e non solo scolastico!

Quale fiore fa per loro?

  1. Andrea, 12 anni, si è iscritto ad un nuovo istituto scolastico perché nella scuola media che frequentava l’anno scorso l’ambiente era davvero poco positivo: la tendenza dei compagni a prenderlo in giro per la sua timidezza l’aveva infatti molto ferito.
  2. Caterina, 9 anni, è una bambina gioiosa e creativa, ricca di fantasia. Pur essendo molto intelligente, vive un po’ nel suo mondo e spesso le dicono che ha la testa sulle nuvole… e il suo rendimento ne risente.
  3. Giulio è all’ultimo anno di liceo scientifico. Ha sempre avuto risultati non molto brillanti, ma quest’anno la ripresa è ancora più dura del solito: si sente sempre stanco e annoiato, come se non avesse voglia di far niente…
  4. Fiammetta, 10 anni, è intelligente ma anche lenta nel fare le cose: a volte è quasi esasperante nel farsi ripetere mille volte gli stessi concetti, sembra che non ascolti. E quando fa i compiti da sola, corregge continuamente, quasi ancor prima di aver terminato di scrivere.
  5. Pietro, 16 anni, ha dovuto ripetere il secondo anno di scuola superiore, ma ha ancora risultati molto scarsi: decisamente non è dotato e comincia a pensare davvero di non valere.
  6. Diverso è il caso di Luigi, un suo compagno di classe, che pure ha problemi in diverse materie. Il suo problema è che si scoraggia facilmente: la mole di lavoro è troppa e molti professori sembrano ostili; tutto ciò lo porta a non impegnarsi.

Le risposte esatte sono pubblicate sul fascicolo di settembre di Farmacia news.

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