I numeri del diabete preoccupano, la malattia colpisce sempre di più

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Si è tenuto ieri, martedì 12.02.2019, l’incontro “La malattia diabetica e le sue complicanze”.
L’evento si è svolto a Roma presso l’Istituto Superiore di Sanità ed è stato organizzato con il patrocinio dell’Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta –
ACISMOM e dell’ISS e con il contributo non condizionato di Mundipharma. È stata ancora una volta ribadita l’importanza di affrontare il diabete in maniera multidisciplinare. La dottoressa Anna Paola Santaroni, Direttrice Generale Acismom ha infatti affermato: “L’approccio al diabete richiede una medicina centrata sulla persona, per la
quale devono essere presi in carico, con un approccio multidimensionale, tutti i suoi bisogni
di salute. Questo può avvenire se alla persona, e ai suoi familiari, viene offerto un percorso
che sia costruito con completezza di professioni e discipline, in grado di affrontare tutti gli
aspetti clinici e le ripercussioni sociosanitarie della malattia”.

I dati del diabete

I casi di diabete sono in aumento praticamente ovunque e anche l’Italia sta facendo la sua parte. La prevalenza di questa malattia metabolica è passata infatti dal 4 al 6% nell’ultimo decennio, considerando solo i casi noti su base ISTAT e ARNO. Ci sono infatti persone che sono diabetiche ma non ne sono consapevoli.
Il prof. Andrea Giaccari, diabetologo, Professore Associato di Endocrinologia all’Università
Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Responsabile del Centro per le Malattie Endocrine e
Metaboliche della Fondazione Policlinico Agostino Gemelli IRCCS ha infatti rivelato che
“Resta tuttavia una quantità di sommerso preoccupante, stimabile attorno al 2% della
popolazione di persone che hanno il diabete e non lo sanno”.
La Società Italiana di diabetologia ha rilevato che circa il 65% delle persone diabetiche ha un’età pari o superiore ai 65 anni. Un paziente su 5 ha età superiore o pari a 80 anni, circa il 2% ha meno di 20 anni e circa il 35% dei malati è nella fascia di età tra i 20 e i 64 anni. Quest’ultimo gruppo coinvolge quindi persone in piena attività lavorativa e riguarda più di un milione di italiani. La prevalenza complessiva della malattia è maggiore nel sesso maschile, ma tra i 20 e i 49 anni prevale nelle donne mentre fra i 50 e gli 80 è superiore negli uomini.

La cura

La terapia del diabete si basa su quattro cardini fondamentali, ha detto il prof. Giaccari:
“anzitutto l’alimentazione, non intesa come dieta, ma come alimentazione sana, per
raggiungere un peso forma e mantenerlo nel tempo. Il secondo pilastro è l’attività fisica,
sempre più scarsa nella nostra società, intesa anche negli spostamenti quotidiani. Il terzo
pilastro è l’educazione: sapere cosa sta succedendo, quali sono gli effetti delle conseguenze della malattia diabetica è fondamentale per tenere sotto controllo il proprio diabete e i relativi fattori di rischio. La terapia farmacologica è solo il quarto pilastro che regge il “tempio” della terapia del diabete”.
I farmaci per curare questa patologia esistono ma spesso sono cari e la loro prescrizione
complicata: “La conseguenza è che l’Italia è fanalino di coda nell’uso di questi farmaci, non
solo in Europa, ma anche rispetto a paesi di altri continenti che hanno un’assistenza
sanitaria notevolmente inferiore alla nostra”, ha sottolineato il prof. Giaccari.

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