“Dopo mangiato sento come un bruciore allo stomaco, altre volte avverto proprio dolore alla bocca dello stomaco e poi spesso non digerisco. Di sicuro ho un pò di gastrite”. Il farmacista dietro il banco sente spesso frasi di questo tipo e solitamente, cerca di spiegare che la gastrite, in realtà, consiste nell’infiammazione della mucosa gastrica ed è una condizione che può essere diagnosticata solo dopo essersi sottoposti a una gastroscopia con biopsia.
Come mai i disturbi digestivi pur essendo così diffusi sono spesso banalmente ed erroneamente percepiti come semplici fastidi connessi con una generica e non ben definita gastrite?
Lo stress quotidiano al quale la maggior parte delle persone adulte è quotidianamente sottoposta tende ad amplificare sintomi come nausea, sensazione di gonfiore, cattiva digestione e dolore addominale. Sintomi ulteriormente peggiorati dai pasti molto abbondanti, soprattutto quando si mangia tanto la sera magari poco prima di andare a dormire: in questo modo non c’è il tempo materiale per digerire e l’organismo non ha nemmeno modo di bruciare le calorie appena introdotte.
Di fronte a un paziente che, al banco, lamenta sintomi digestivi come bruciore di stomaco e acidità è importante ricordargli che ai fini della salute digestiva è utile limitare alcol, fumo, eccesso di sale e abuso di carni rosse o elaborate mentre si dovrebbe privilegiare il consumo di frutta e verdura fresca, trovare il tempo per svolgere regolare attività fisica, anche al fine di mantenersi normopeso e di non concentrare il pasto più abbondante nelle ore serali.
Se ci si trova di fronte a un paziente che nonostante questi accorgimenti lamenta difficoltà di digestione può essere utile ricordargli di masticare bene e lentamente come pure possono dare sollievo integratori alimentari a base di enzimi digestivi. «Gli integratori alimentari a base di enzimi digestivi possono essere utili in alcune persone che lamentano digestione lenta e sopratutto gonfiore addominale, contribuendo ad alleviare il disagio legato alla digestione. Quando invece i sintomi sono riconducibili a un rallentato svuotamento gastrico, il medico può valutare l’impiego di farmaci procinetici. È importante però ricordare che, se i disturbi persistono nel tempo, tendono a peggiorare o si associano a sintomi come perdita di peso non spiegata, anemia, vomito o difficoltà a deglutire, è opportuno rivolgersi al gastroenterologo per approfondire le cause del problema. Anche nel caso dell’acidità gastrica, i farmaci da banco possono essere utili per episodi occasionali, mentre i disturbi frequenti o che richiedono trattamenti continuativi meritano una valutazione specialistica» precisa il dott. Guido Manfredi, Consigliere Nazionale AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi & Endoscopisti Digestivi Ospedalieri)
In tema di acidità, così frequente, è bene ricordare che il disturbo si minimizza riducendo l’abbondanza dei pasti, cercando di evitare di stendersi prima di due ore dal momento del pasto e mettendo il capo rialzato rispetto al tronco per evitare la risalita dei succhi gastrici verso l’esofago.
Da puntualizzare, infine, che la gastrite vera e propria, invece, spesso è una conseguenza dell’infezione da Helicobacter pylori, un batterio responsabile della principale forma di infiammazione cronica gastrica e ancora molto diffuso nel mondo, anche se in diminuzione nei Paesi occidentali.
«Quando viene identificata l’infezione da Helicobacter pylori è importante trattarla con una terapia eradicante appropriata – tiene a precisare il Guido Manfredi, che conclude -. Eliminare il batterio riduce il rischio di gastrite cronica, ulcere e possibili evoluzioni verso forme più severe».


