La International Pharmaceutical Federation – FIP pone la massima priorità sulla prevenzione primaria e sull’intervento precoce, identificando nei farmacisti un punto di contatto fondamentale per la popolazione grazie alla loro elevata accessibilità sul territorio.
Un obiettivo centrale è ostacolare l’uso non medico di sostanze psicoattive ottenute tramite canali sanitari e prevenire lo sviluppo di dipendenze di origine iatrogena, spesso causate da prescrizioni inappropriate o da un utilizzo prolungato oltre le indicazioni cliniche.
Attraverso la revisione dei percorsi terapeutici e l’uso di strumenti di screening validati, con il nuovo Statement of Policy i farmacisti sono chiamati a individuare tempestivamente i comportamenti a rischio, offrire consulenze brevi e indirizzare i pazienti verso strutture specializzate.
Servizi per la riduzione del danno e gestione dell’overdose
Il documento espande significativamente il perimetro dei servizi gestiti in farmacia. Oltre all’educazione a un uso più sicuro e al supporto per la somministrazione di terapie sostitutive, la FIP incoraggia la fornitura diretta di presidi sanitari sterili volti a contenere le complicanze infettive.
Un pilastro fondamentale dell’iniziativa riguarda la prevenzione delle overdose: si richiede la riduzione delle barriere burocratiche per la distribuzione del naloxone e l’abilitazione dei farmacisti alla fornitura diretta di questo presidio salvavita.
La visione della FIP include inoltre il supporto a popolazioni vulnerabili o emarginate (come persone senza dimora o migranti) e l’integrazione delle farmacie con i servizi per la salute mentale e la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili.
Appello alle Istituzioni e sostenibilità dei servizi
Per rendere operativi questi standard, la FIP ha lanciato una Call to Action rivolta alle Istituzioni. Ai governi si chiede di rimuovere gli ostacoli normativi, abilitare la prescrizione collaborativa e garantire l’accesso ai fascicoli sanitari elettronici condivisi.
Alle università e alle associazioni professionali si richiede di aggiornare la formazione continua dei farmacisti con competenze specifiche sulla gestione dei disturbi da uso di sostanze, sulla comunicazione non stigmatizzante e sulle tecniche di de-escalation.
Infine, il documento sottolinea l’importanza di un coinvolgimento attivo delle aziende farmaceutiche nella progettazione di formulazioni resistenti all’abuso e invita i pagatori del sistema sanitario a definire modelli di remunerazione sostenibili che riconoscano il valore delle prestazioni preventive offerte dalle farmacie di comunità.


