Intelligenza artificiale: presente e futuro della farmacia

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Il rapporto diretto tra paziente e farmacista, che fa di quest’ultimo un saldo punto di riferimento dell’assistenza sanitaria, è destinato a cambiare con l’avanzare dell’intelligenza artificiale

La tecnologia sostituirà il rapporto umano? È la domanda che tutte le attività economico produttive, incluse, in particolare, quelle del settore sanità, si pongono con insistenza. La spesa globale in tecnologie per la sanità è più che raddoppiata in cinque anni, con investimenti in big data, intelligenza artificiale, mobile e dispositivi indossabili, comparti che registrano, tutti, trend positivi anno dopo anno. In Italia il mercato della sanità digitale vale 1,72 miliardi di euro (dati 2018) ed è in crescita. È tuttavia da sottolineare che gli investimenti aziendali sono concentrati nelle fasi operative: la progettualità a lungo termine non è ancora ben strutturata nella gran parte dei settori.

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Come cambia l’assistenza sanitaria

I primi segnali di utilizzo dell’AI (Artificial Intelligence) in farmacia sono venuti da realtà come Amazon, che con Pill Pack ha dato vita al canale Pharmacy. La conoscenza dei dati relativi alla fascia di pazienti affetti da più patologie, che necessitano di più terapie, spinge il sistema di logistica Amazon a realizzare consegne di multipack personalizzati al singolo paziente. In Cina invece, per sopperire alle carenze del Sistema Sanitario Nazionale, operano un migliaio di One Minute Clinics che, combinando le tecnologie dell’assistenza sanitaria in mobilità e dell’intelligenza artificiale, dispensano farmaci. È comunque presente una rete di teleassistenza con operatori dedicati a consulenze on line sulle terapie da seguire, con circa 5.000 operatori sanitari. Il punto, però, sarà trovare un equilibrio tra intelligenza artificiale e componente umana nel rapporto con il paziente. Di certo, l’intelligenza artificiale al servizio della salute deve dare un senso al flusso dei dati, strutturati e non, eliminare le inefficienze e ottimizzare i costi. Passando dal settore radiologico a quello della farmacia, il rapporto diretto tra farmacista e paziente rimane un saldo punto di efficienza che conferma il ruolo del farmacista nell’assistenza sanitaria. Detto ciò, dobbiamo però chiederci se l’intelligenza artificiale può aiutare a evolvere il ruolo della farmacia italiana e, se sì, come lo farà.

Dagli assistenti vocali ai dispositivi indossabili

Il futuro prossimo sarà fondamentale per l’assistenza sanitaria intelligente; un numero crescente di aziende si occuperanno di come ridurre i costi sanitari e migliorare la personalizzazione del percorso di cura del paziente. L’uso dell’intelligenza artificiale nella diagnosi precoce, oltre a determinare risparmi, cambia le prospettive di cura, così come la telemedicina e la raccolta dei dati consentono un monitoraggio continuo dei pazienti. Un altro capitolo è rappresentato dagli assistenti vocali, come AppleWatch e Alexa, che includono funzionalità utili soprattutto per gli utenti più anziani: promemoria di assunzione farmaci, identificazione di eventi critici, assistenza medica, riordino dei farmaci. Attraverso questi strumenti, la farmacia potrebbe svolgere il compito di coordinamento dell’assistenza territoriale, in linea con la logica della Farmacia dei Servizi. Anche i dispositivi indossabili promettono di giocare un ruolo di primo piano: partendo dalle funzioni di orologio e telefono, oggi si sono evoluti fino a fungere da assistenti della persona in movimento. Dal tasto SOS alla possibilità di monitorare i parametri vitali, le opzioni, che consentono anche di raccogliere in tempo reale i dati, sono molteplici. E proprio i dati potrebbero essere inseriti all’interno del Fascicolo sanitario del paziente, per una maggiore conoscenza preventiva ed epidemiologica

Un ruolo nuovo per la farmacia

La salute digitale interessa la gestione dello stile di vita del paziente e include app e dispositivi indossabili che non sono classificati come dispositivi diagnostici e hanno un ampio campo di utilizzo, una sfera di applicazione che teoricamente potrebbe essere non esclusiva della farmacia. Quando invece parliamo di medicina digitale ci riferiamo a software e hardware di provata competenza medica, sottoposti ad attività regolatorie e richiedenti funzioni mediche specializzate. Le terapie digitali, infine, si basano su prove di efficacia e sicurezza e il loro impiego deve essere certificato dagli enti regolatori. Sembrano futuristiche, ma se pensiamo agli usi già raggiunti dalla telemedicina in farmacia, una loro diffusione non è così lontana da venire. Quello che conta è che in tutti e tre gli ambiti descritti il farmacista, con la sua professionalità, può rappresentare un importante punto di riferimento. Valutazioni accurate attraverso una selezione e targetizzazione della propria clientela potrebbero apportare un valore aggiunto in farmacia. Sia attraverso accordi con la sanità pubblica, sia con le assicurazioni private, le farmacie potrebbero diventare un centro di monitoraggio epidemiologico delle patologie e assumere un ruolo di riferimento nell’assistenza domiciliare. I dispositivi indossabili potrebbero rappresentare il corretto collegamento tra l’intelligenza artificiale dei sistemi e la professionalità naturale del farmacista.

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