La pratica della farmacia di comunità in Europa si è evoluta, ampliando il proprio ruolo oltre la semplice dispensazione dei medicinali per includere servizi di prevenzione, consulenza e assistenza clinica. Le evidenze sull’implementazione, il rimborso e la regolamentazione di questi servizi nell’Unione Europea (UE) rimangono tuttavia limitate, soprattutto nel periodo successivo alla pandemia di COVID-19.
Comprendere tali sviluppi è fondamentale per orientare la pianificazione delle risorse umane, i modelli di finanziamento e l’integrazione dei farmacisti nell’assistenza primaria. In un contesto di risorse sanitarie limitate, investire in interventi di salute pubblica basati sulle farmacie di comunità consente di valorizzarne l’accessibilità, la distribuzione capillare sul territorio, il rapporto di fiducia con i pazienti e la forza lavoro qualificata.
La mappatura dei servizi farmaceutici territoriali in Europa
Un’indagine, pubblicata sull’International Journal of Clinical Pharmacy, ha aggiornato la mappatura dei servizi farmaceutici territoriali (SPC) in Europa, confrontando i dati del 2025 con quelli del periodo pre-pandemico (2020) ed esaminando le tendenze relative all’erogazione dei servizi, ai modelli di rimborso e agli ostacoli normativi da una prospettiva di politica sanitaria.
Allo studio hanno collaborato, tra gli altri, Ilaria Passarani, del PGEUhttps://www.farmacianews.it/farmacie-essenziali-per-le-cure-primarie-in-europa-lo-dice-il-report-pgeu/, ed Erika Mallarini, della SDA Bocconi di Milano.
I ricercatori hanno condotto un’indagine trasversale coinvolgendo le associazioni farmaceutiche nazionali dei ventisette Stati membri dell’UE e di sei Paesi limitrofi (n = 33), al fine di contestualizzare i risultati dell’UE nel più ampio panorama europeo delle pratiche farmaceutiche. Per la raccolta dei dati su quarantasette sistemi di prescrizione farmaceutica (CPS) è stato utilizzato uno strumento precedentemente validato, comprendente il livello di implementazione e lo stato di rimborso. Le risposte sono state verificate mediante una revisione nazionale, mentre i dati sono stati analizzati in modo descrittivo e confrontati con i risultati del 2020.
Servizi in crescita, ma permangono criticità
Nei trentatré Paesi, è stata segnalata una media di ventisei servizi per Paese (intervallo: 9-43). Adoperando uno strumento e una metodologia di raccolta dati coerenti, il 77% (n = 36) dei servizi di prevenzione e cura (CPS) mappati è risultato disponibile in un numero maggiore di Paesi nel 2025 rispetto al 2020. Una crescita significativa è stata osservata nella vaccinazione (da 10 a 19 Paesi), nella riconciliazione terapeutica (da 7 a 15) e negli interventi di prima dispensazione (da 11 a 16).
Il rimborso pubblico è aumentato per il 49% (n = 23) dei servizi tra il 2020 e il 2025, con gli incrementi maggiori riscontrati nella vaccinazione (+5 Paesi), nelle attività di screening (+4 Paesi) e nei sistemi di supporto all’aderenza terapeutica (+3 Paesi).
Nonostante questi progressi, persistono variazioni tra i Paesi, che si sommano a barriere normative e operative (modelli retributivi, capacità della forza lavoro e integrazione interprofessionale). Sebbene i farmacisti siano riconosciuti come professionisti sanitari dalla legislazione europea, in alcuni Paesi non sono formalmente classificati come professionisti sanitari (ad esempio in Estonia) o specialisti sanitari (ad esempio in Lituania), limitando il progresso normativo e lo sviluppo professionale.
Barriere pratiche, tra cui carichi di lavoro ingenti, vincoli finanziari, organizzazione della farmacia, carenza di personale e oneri amministrativi elevati, ostacolano l’integrazione di nuovi servizi nella pratica quotidiana. Anche l’ambiente normativo ed economico influenza la qualità e la disponibilità dei servizi. In aggiunta, l’espansione dei servizi delle farmacie di comunità ha implicazioni per l’istruzione e la formazione, la governance e l’integrazione dei sistemi sanitari. È auspicabile che i programmi di formazione farmaceutica e di sviluppo professionale continuo evolvano per sostenere ruoli clinici, collaborazione interprofessionale e competenze digitali.
Per concludere
I risultati illustrano l’ampia gamma di servizi oggi offerti in Europa, che si estendono ben oltre il tradizionale ruolo di dispensazione. In diversi Paesi, i farmacisti sono attualmente remunerati per servizi specifici, segnando una transizione da una funzione esclusivamente distributiva a un modello assistenziale orientato ai servizi. Questa evoluzione indica un crescente riconoscimento del contributo delle farmacie di comunità alla promozione della salute, alla prevenzione delle malattie, allo screening e alla gestione dei pazienti. Il continuo sostegno da parte dei governi, in particolare attraverso adeguati sistemi di remunerazione, sarà essenziale per consolidare e sviluppare ulteriormente questi servizi.
Guardando al futuro, i farmacisti di comunità europei sono ben posizionati per contribuire alla sicurezza del paziente, all’ottimizzazione terapeutica e alla sostenibilità complessiva dei sistemi sanitari. Ulteriori ricerche dovrebbero concentrarsi su tre aree principali: armonizzazione e standardizzazione dei servizi farmaceutici territoriali; valutazione a lungo termine degli esiti clinici ed economici, al di là dell’implementazione pilota di interventi più complessi; analisi della struttura e dell’adeguatezza dei modelli di remunerazione dei servizi farmaceutici territoriali in Europa, al fine di garantirne un’integrazione sostenibile nei sistemi di assistenza primaria.


