La gestione del paziente oncologico malnutrito dovrebbe entrare nella routine medica

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La malnutrizione è un fenomeno che riguarda vari gruppi della popolazione, ma si accentua nei soggetti più anziani e fragili: su 143 pazienti con più di 70 anni, secondo i dati di una ricerca pubblicata su Journal of Geriatric Oncology, la malnutrizione era associata a un rischio di mortalità 2,6 volte più elevato [1].

Nel caso dei pazienti oncologici, i medici si trovano di fronte a persone che già alla prima visita risultano in stato di malnutrizione. Dati epidemiologici riportano che oltre il 50% dei pazienti oncologici risulta malnutrito già alla prima visita oncologica e una perdita di peso involontaria è stata riscontrata nel 65% dei pazienti esaminati in occasione della prima visita oncologica.  Quasi un paziente su 3 aveva perso più del 10% del proprio peso.

Un convegno tenutosi alla Camera dei Deputati a Roma, realizzato grazie al contributo non condizionato di Fresenius Kabi, ha riunito clinici, rappresentanti dei pazienti e politici per individuare gli strumenti più adatti a rispondere adeguatamente alle esigenze, ai bisogni e soprattutto ai diritti dei pazienti più fragili. La malnutrizione, infatti, sarebbe da considerare una condizione a sé stante che necessita di un intervento nutrizionale tempestivo, perché il paziente ritorni in condizioni ottimali.

«Le linee guida d’indirizzo del ministero della Salute hanno messo in evidenza come la mancanza di applicazione di protocolli per l’individuazione di uno stato di malnutrizione, possa mettere strutture e sanitari in una situazione di inadempienza che ha conseguenze sui pazienti», sottolinea Maurizio Muscaritoli, professore ordinario di medicina interna alla Sapienza Università Roma.

Perdere peso prima della diagnosi espone a peggiori outcome

Sia la prevalenza della malnutrizione sia le sue conseguenze sono ancora sottovalutate e, anche quando venga riconosciuto il rischio, spesso il problema non è trattato, come confermano degli studi europei. È stato calcolato che solo un paziente su tre riceve il supporto nutrizionale adeguato. In uno studio francese del 2014 pubblicato su Jpen [2], il 55% dei  pazienti analizzati aveva riferito di mangiare di meno rispetto a prima della malattia e il 41,4% aveva ricevuto una consulenza nutrizionale.

Inoltre nella ricerca spagnola del 2016, apparsa su Support Cancer Care [3], il 33,9% era a rischio malnutrizione al momento del ricovero e il 36,4% lo era ancora al momento della dimissione. Con effetti diretti sulla durata del ricovero: 8,6 giorni in media per quelli ben nutriti contro i 12 giorni di quelli sottopeso.

Lo studio italiano Premio [4], acronimo di Prevalence of Malnutrition in Oncology, ha analizzato lo status nutrizionale in pazienti italiani alla prima visita oncologica. I risultati, pubblicati su Oncotarget, hanno mostrato che malnutrizione, anoressia, perdita di appetito e di peso sono comuni nei pazienti con cancro, sin dalle prime fasi di malattia, e rilevabili già alla prima visita oncologica.

Fonti

  1. Aaldriks AA, van der Geest LG, Giltay EJ, le Cessie S, Portielje JE, Tanis BC, Nortier JW, Maartense E. Frailty and malnutrition predictive of mortality risk in older patients with advanced colorectal cancer receiving chemotherapy. J Geriatr Oncol. 2013; 4:218-226.
  2.   Hebuterne X, Lemarie E, Michallet M, de Montreuil CB, Schneider SM, Goldwasser F. Prevalence of malnutrition and current use of nutrition support in patients with cancer. JPEN J Parenter Enteral Nutr. 2014; 38:196-204.
  3.   Planas M, Alvarez-Hernandez J, Leon-Sanz M, Celaya-Perez S, Araujo K, Garcia de Lorenzo A; PREDyCES® researchers. Prevalence of hospital malnutrition in cancer patients: a sub-analysis of the PREDyCES® study. Support Care Cancer. 2016; 24:429-435.
  4. Prevalence of malnutrition in patients at first medical oncology visit: the PreMiO study Oncotarget. 2017; 8:79884-79896. https://doi.org/10.18632/oncotarget.20168.

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